Ecco cosa emerge da un nuovo studio

Rinnovare l'ufficio - inviato da antonello

Il panorama lavorativo sarà irriconoscibile entro il 2050, plasmato da tecnologie che ne ridefiniranno ogni aspetto. La tradizionale giornata di lavoro dalle 9 alle 18 e i lunghi tragitti quotidiani, ad esempio, sono destinati a scomparire entro i prossimi 25 anni. È quanto emerge dal nuovo studio “IWG’s Work Reimagined: The Office of 2050” di IWG, leader globale nelle soluzioni di lavoro ibrido. La ricerca, basata sulle previsioni di leader HR e lavoratori a livello globale, dipinge un futuro in cui il lavoro ibrido diventerà lo standard, il concetto di ufficio centrale verrà superato da una rete di sedi distribuite e l’integrazione tra uomo e tecnologia raggiungerà livelli inediti.

Impianti neurali, AI e realtà immersiva: un nuovo paradigma di lavoro

La tecnologia sarà il motore del cambiamento. Tra le innovazioni più attese spiccano tecnologie all’avanguardia come gli impianti neurali, che creano un collegamento diretto tra il cervello umano e i dispositivi esterni e sono visti da molti come una possibile applicazione reale sul posto di lavoro, segnando il passo di un’integrazione sempre più profonda tra uomo e tecnologia (attese dal 26% dei professionisti e dal 33% dei leader HR).

L’intelligenza artificiale continuerà a ridefinire il modo di lavorare, con il 71% dei leader HR e il 73% della forza lavoro che concordano sul fatto che AI e automazione rimodelleranno la maggior parte dei ruoli d’ufficio. L’AI non solo automatizzerà flussi di lavoro e accelererà le decisioni, ma determinerà anche posizione e tempistiche ottimali per la collaborazione (secondo il 69% dei leader HR e il 64% dei lavoratori). Grazie alla formazione potenziata dall’AI, l’apprendimento sarà drasticamente accelerato, consentendo alle nuove generazioni di acquisire competenze molto più rapidamente e dando più libertà alle persone per attività che richiedono creatività e pensiero strategico.

Contemporaneamente, il 70% dei leader HR globali e il 69% dei professionisti prevedono che la realtà virtuale e aumentata prenderà il posto di molte interazioni d’ufficio tradizionali, inclusi gli incontri di persona. Questi strumenti di collaborazione immersiva, capaci di fondere lavoratori in presenza e da remoto, sono classificati come la seconda innovazione più attesa, indicando un chiaro spostamento verso modalità di interazione più digitali e flessibili.

Addio a spostamenti e paradigma 9/18

I modelli di lavoro subiranno cambiamenti epocali. Quasi sette professionisti HR su dieci e il 68% dei lavoratori credono che i lunghi spostamenti quotidiani e la tradizionale giornata lavorativa 9/18 scompariranno entro il 2050. Il lavoro si svolgerà sempre più attraverso una rete di sedi distribuite, piuttosto che in un singolo ufficio centrale. Un’ampia maggioranza di leader HR (70%) e professionisti (75%) prevede infatti che le attività si svolgeranno in più luoghi, consacrando il modello ibrido come nuovo standard (idea supportata dal 78% dei manager HR e dal 64% dei lavoratori). Questa crescente richiesta di flessibilità e autonomia porterà con sé la definitiva scomparsa dei mandati rigidi di rientro in ufficio, come conferma circa due terzi del campione intervistato (66% del personale e 63% dei leader HR).

Ambienti intelligenti centrati sull’uomo

I futuri luoghi di lavoro diventeranno spazi più reattivi, intuitivi e integrati con le esigenze umane. Si prevede lo sviluppo di ambienti capaci di adattare automaticamente l’illuminazione all’orologio biologico individuale (28%), dotati di sistemi che rilevano la fatica per suggerire pause (30%) e in grado di offrire spazi interattivi con pareti touch-screen connesse al cloud (24%) dove le pareti stesse funzioneranno come superfici digitali.

Nonostante l’avanzamento tecnologico, l’ufficio del futuro sarà anche più incentrato sul benessere e sulla connessione con la natura, con spazi più a misura di famiglia, ambienti polifunzionali e design che incorporano elementi naturali e giardini interni (auspicati dal 28% dei professionisti intervistati). L’obiettivo è creare contesti più sani, stimolanti e produttivi.

In questo scenario, la flessibilità si affermerà come fattore critico per attrarre e trattenere i talenti. Un’opinione condivisa dal 75% dei leader HR è che l’equilibrio tra vita professionale e privata, insieme al benessere individuale, stia acquisendo un valore crescente. Molti manager, infatti, indicano tra le priorità del futuro l’esigenza di dare maggiore autonomia ai dipendenti nella scelta di come e dove lavorare, di rafforzare il supporto al benessere e di creare ambienti che favoriscano in modo autentico l’impegno, la lealtà e la produttività.

Mark Dixon, CEO e Fondatore di International Workplace Group plc, ha dichiarato: “La tecnologia ha sempre plasmato il nostro modo di lavorare. La differenza oggi è la velocità con cui tale cambiamento si sta manifestando. I progressi nell’AI stanno accelerando il mondo del lavoro a una velocità che la maggior parte delle organizzazioni e degli individui fatica attualmente a comprendere.

L’AI fa parte di una curva di innovazione esponenziale – il cambiamento più significativo che abbia visto da quando ho iniziato la mia attività sei decenni fa. Innovazioni come l’AI e la neurotecnologia stanno guidando un futuro in cui il lavoro si svolge più velocemente, in modo più intuitivo e precisamente quando e dove è necessario. Il cambiamento esponenziale non si limita a modificare i lavori; altera la velocità del business stesso e il mondo del lavoro apparirà molto diverso entro il 2050.”