Google per le informazioni ufficiali, l’AI per le domande complesse e TikTok per scoprire prodotti e scegliere cosa acquistare

TikTok Coins
In occasione del World Internet Day del 29 ottobre, anniversario della prima trasmissione dati della storia su ARPANET (1969), Dietro Ogni Comunicazione, TikTok agency siciliana, analizza la frammentazione della ricerca online contemporanea. TikTok non sostituisce Google, ma si inserisce in un ecosistema in cui ogni canale risponde a un bisogno specifico. La ricerca online odierna si articola in tre dimensioni distinte: i motori di ricerca tradizionali restano il punto di riferimento per l’informazione veloce e ufficiale fornita dall’azienda; l’Intelligenza Artificiale risponde alle domande più complesse e le sintesi approfondite; i social e i formati verticali presidiano invece la riprova sociale e il momento decisivo dell’acquisto.

«TikTok non ha sostituito Google: oggi la ricerca è divisa tra motori di ricerca convenzionali, intelligenza artificiale e social, e ognuno ha un compito preciso. Su Google si cerca l’informazione rapida e ufficiale, all’AI si chiede l’analisi complessa. Nei video verticali si cerca invece la conferma: testimonianze autentiche, casi d’uso concreti, persone simili a noi che hanno già testato una soluzione. È esattamente il momento in cui si decide l’acquisto, ed è lì che un brand deve farsi trovare», afferma Gabriella Bonanno, Content Strategist di Dietro Ogni Comunicazione.

Uno scenario confermato anche dai dati dell’indagine di Adobe Express (“Using TikTok as a search engine”)[1], che evidenzia come ormai un utente su due integra TikTok nelle proprie ricerche, ma solo il 4% della Gen Z lo preferisce in senso assoluto a Google. Sulle piattaforme video il pubblico non cerca risposte asettiche, ma pareri autentici, esperienze pratiche e coerenza con i valori del brand. In questo scenario, la leva più efficace per le aziende è lo storytelling verticale: contenuti basati su problemi comuni che posizionano il marchio come soluzione, senza cadere nell’autoreferenzialità. Ecco 5 consigli pratici per la creazione di contenuti video efficaci.

Dalla ricerca all’acquisto: i 5 consigli strategici di Dietro Ogni Comunicazione per posizionare il brand come soluzione su TikTok

  1. Partire da una domanda o da un problema reale
    La base di ogni video deve essere un’esigenza concreta: un dubbio, un ostacolo o una difficoltà che il prodotto o l’azienda può risolvere, anche solo parzialmente. Il centro del messaggio non è l’autocelebrazione, ma l’utilità per chi guarda.
  2. Rendere il problema condivisibile ed empatico
    Il racconto deve essere impostato in modo che il maggior numero possibile di utenti possa immedesimarsi nella situazione descritta, allargando la portata anche a chi è semplicemente vicino al target di riferimento. Più il tema è comune, più il contenuto diventa virale e condivisibile.
  3. Presidiare la SEO su tre livelli nei primissimi secondi
    Le parole chiave strategiche devono comparire fin dai primi istanti su tre piani distinti: pronunciate a voce, scritte chiaramente a schermo e inserite nella descrizione del post.
  4. Superare i 10 secondi andando dritti allo specifico
    Catturata l’attenzione iniziale con il problema generale, dopo i primi 10 secondi è necessario entrare nel vivo della soluzione. È questo il momento in cui spiegare nel dettaglio il funzionamento del servizio, mostrare come si risolve l’ostacolo e qualificare il pubblico, rivolgendosi a chi ha un interesse concreto.
  5. Intrattieni
    Un video funziona solo se affronta il problema da un punto di vista originale e restituisce un valore reale all’utente. TikTok e i formati verticali competono direttamente con i palinsesti televisivi e le piattaforme on demand come Netflix o Prime Video: non sono semplici bacheche social né cartelloni pubblicitari. Chi non adatta il proprio linguaggio a quello dell’intrattenimento è destinato a restare invisibile.

 

[1] Fonte: Indagine Adobe Express, “Using TikTok as a search engine”