Analizziamo le nuove condizioni di lavoro per capire pro e contro dello smart working e scoprire quanto, questa nuova condizione lavorativa, stia funzionando nel mondo

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Lavorare da remoto: un’analisi sulla situazione odierna e sul futuro dello smart working

Non importa da quale parte del mondo ci si colleghi, portare avanti le proprie mansioni lavorative, nella maggior parte dei casi, sembra possibile grazie a due semplici strumenti: un computer e una buona connessione ad Internet. Ed ora che gran parte degli uffici sono stati abbandonati, ci si chiede che cosa succederà in futuro. Si tornerà alle condizioni lavorative tradizionali o si seguirà la strada già avviata dello smart working? Diversi studi, sondaggi e test stanno delineando un quadro generale in grado di rispondere a questa domanda.

Una cosa è certa: le abitudini quotidiane di gran parte dei lavoratori sono cambiate notevolmente e tra queste il rapporto con i cosiddetti “smart device” è forse ciò che ha subito una metamorfosi più intensa: se il computer e lo smartphone sono sempre stati utilizzati soprattutto per questioni ricreative come accedere ai social network, cercare i bonus scommesse 2022 o vedere un film in streaming, ora sono compagni fedeli e permanenti delle giornate dei lavoratori.

Pro e contro del lavoro da remoto

Ad oggi ci si domanda se l’equilibrio vita-lavoro stia subendo dei miglioramenti viste le modifiche in termini di orari, metodi e condizioni lavorative. Dai sondaggi effettuati è emerso che vantaggi e svantaggi derivanti dal lavoro da remoto siano inscindibili. Se per alcuni, lavorare da casa si traduce nell’abolizione dei tempi necessari a raggiungere l’ufficio e nella miglior gestione della propria famiglia, per altri rappresenta una sfida legata, ad esempio, ad una minore capacità di concentrazione. Anche i lavoratori che apprezzano la maggiore libertà legata allo smart working, a volte reclamano la mancanza della collaborazione diretta che si crea in un ufficio tradizionale.

In termini generali, per il 45% dei lavoratori i maggiori vantaggi del lavoro da remoto risiedono nella flessibilità e in un incremento del tempo da dedicare alla propria famiglia. Per quanto riguarda gli svantaggi, il 64% delle persone riporta una minore spontaneità in termini di collaborazione e una forte mancanza della socialità propria degli ambienti tradizionali. Tra i maggiori aspetti negativi compare inoltre la mancanza del confine temporale vita-lavoro che, in molti casi, genera stati d’ansia e stanchezza psicologica. Il tipo di professione gioca indubbiamente un ruolo importante, e se è vero che il lavoro a distanza è stato ottimo per affrontare questo particolare periodo storico, a detta di Tony Sloterman “il lavoro creativo, ad esempio, ha bisogno della magia dell’interazione faccia a faccia”.

Lavorare da casa: cosa cambia in termini di produttività

Lavorare da casa non ha rallentato le aziende e, in moltissimi casi, ha addirittura migliorato la produttività complessiva. Molti sono infatti coloro che sostengono di lavorare più ore, e questo fattore è sicuramente riconducibile alla mancanza di un confine netto tra la fine dell’orario di lavoro e le normali attività personali. Questo è, probabilmente, l’elemento più importante da perfezionare all’interno del complesso meccanismo dello smart working. Molte aziende si sono già messe all’opera ed hanno fornito strumenti di tracciamento degli orari e delle attività tese a semplificare la vita dei lavoratori.

Il futuro dello smart working

Se è vero che molte aziende siano state prese alla sprovvista ed abbiano iniziato involontariamente questo processo, è anche vero che le ultime startup hanno già impostato la gestione del proprio lavoro puntando sullo smart working. Ad oggi il lavoro da remoto rappresenta una realtà piuttosto consolidata alla quale migliaia di lavoratori si sono già abituati e per questa ragione non appare affatto fantasiosa l’idea di concepire un futuro completamente proiettato sul lavoro a distanza.