Grazie alla soluzione Check Point, Phoenix ha ridotto dell’80% il tempo dedicato ai processi di gestione della sicurezza

Phoenix

Phoenix International, leader nel settore degli stampi in acciaio per la realizzazione di componenti in alluminio, ha scelto Check Point Software Technologies per un progetto di aggiornamento e standardizzazione dell’infrastruttura di sicurezza informatica adottando un unico produttore per tutte le sue sedi aziendali nel mondo, al fine di proteggere i dati aziendali e le informazioni critiche, migliorare l’efficienza e semplificare la gestione della sicurezza IT.

Fondata nel 1972, Phoenix International si è creata una solida reputazione nel settore dei progetti personalizzati associati a consegne rapide. Lavorando in tutti i settori dell’industria, dei trasporti, dell’edilizia, automobilistica e aerospaziale, l’azienda ha filiali in tutto il mondo e, al fine di mantenere il proprio vantaggio competitivo, si affida pesantemente alla sicurezza IT per garantire la continuità aziendale e proteggere i dati tecnici e di processo che contengono i segreti industriali.

Project Informatica, system integrator italiano, è partner dell’azienda da molti anni. Con la divisione ICT & Cybersecurity dell’integrator, è stato sviluppato un piano per sostituire il precedente sistema IT di Phoenix per una soluzione più performante, centralizzata e sicura.

Come spiegato da Stefano Biava, Responsabile IT di Phoenix International: “Lo scorso anno abbiamo risolto il problema della sicurezza IT associato ai dati e alla privacy degli utenti, ma le soluzioni di sicurezza utilizzate nelle varie sedi sparse per il mondo non avevano alcuna forma di standardizzazione, con ciascuna sede che utilizzava soluzioni di sicurezza di marchi differenti. Ciò rendeva complicato monitorare e mantenere in modo olistico la nostra sicurezza IT. Insieme a Project Informatica abbiamo condotto una valutazione della vulnerabilità per comprendere in che modo affrontare il problema.”

Il progetto è stato reso più complicato dal fatto che Phoenix International stava attraversando una fase di crescita aziendale, con l’apertura di nuove sedi in tutto il mondo.

“Abbiamo analizzato le varie soluzioni disponibili sul mercato e scelto il software Check Point Next Generation Threat Prevention non solo per il favorevole rapporto prezzo-prestazioni, ma anche per la sua console di gestione centralizzata, intuitiva ed efficace. Abbiamo deciso di implementare la soluzione Check Point presso tutti i nuovi siti, e sostituire i nostri vecchi firewall con le soluzioni Check Point Next Generation Security Gateway”, ha aggiunto Stefano Biava.

La soluzione Next Generation Security Gateway fornisce una protezione multilivello che effettua il riconoscimento delle minacce in base alle firme, riconoscendo anche le minacce non ancora note. La soluzione include un software anti-malware e di prevenzione delle minacce che blocca i file dannosi prima che accedano alla rete, con un software di filtraggio degli URL in grado di controllare l’accesso a milioni di siti web, e un software antibot che rileva le macchine infettate dai bot e blocca attivamente le comunicazioni dei bot stessi.

La soluzione viene gestita attraverso una piattaforma di gestione della sicurezza unificata, che fornisce una schermata univoca dalla quale è possibile visualizzare minacce, dispositivi, utenti e rapporti generati su tutta la reti in tempo reale. Grazie a Check Point Next Generation Security Gateway e Project Informatica, la gestione dei servizi di sicurezza Phoenix in tutto il mondo è stata semplificata.

“Abbiamo ridotto dell’80% la quantità di tempo dedicata ai processi di gestione della sicurezza e, grazie alla semplicità della soluzione Check Point, il 90% delle nostre attività di gestione della sicurezza IT è ora automatizzato”, ha dichiarato Stefano Biava. “Grazie alle soluzioni Check Point, non solo abbiamo migliorato la continuità aziendale, ma ora la configurazione dei dispositivi è semplificata e molto più rapida. Prima dell’adozione di Check Point erano necessari giorni interi, perché dovevamo gestire ogni dispositivo singolarmente. Ora bastano pochi minuti da una console di gestione centralizzata installata presso la nostra sede centrale.”