ASUS illustra la propria vision lanciando diverse soluzioni di Private AI tra cui l’innovativo UGen300

intelligenza artificiale AI Private AI - agentic AI agenti - pixabay

L’intelligenza artificiale occupa un ruolo sempre più centrale nelle strategie delle imprese, ma il passaggio dalla sperimentazione alla sua effettiva integrazione nei processi aziendali presenta ancora diverse criticità. Le organizzazioni devono individuare modalità per sfruttare il potenziale di queste tecnologie senza compromettere la riservatezza delle informazioni, mantenendo al contempo il controllo dei costi e garantendo risultati affidabili a partire dai dati disponibili.

Tra le principali sfide emerge anche il fenomeno della Shadow AI, ovvero l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale senza l’autorizzazione o il controllo dell’organizzazione. L’inserimento di informazioni riservate e dati sensibili aziendali in piattaforme esterne può infatti esporre le imprese a rischi significativi sul fronte della sicurezza, della conformità normativa e della sovranità del dato.

A queste problematiche si aggiunge la gestione dei costi. L’intensificarsi dell’utilizzo dei servizi di AI e delle risorse di calcolo può determinare una crescita della spesa, rendendo più complessa la pianificazione degli investimenti e la valutazione del relativo ritorno economico.

È in questo scenario che cresce l’interesse verso la Private AI, un approccio che permette di eseguire modelli di intelligenza artificiale all’interno di infrastrutture controllate dall’organizzazione, riducendo la dipendenza da servizi cloud esterni e offrendo maggiori possibilità di controllo sui dati, sulla sicurezza e sulle risorse impiegate.

La Private AI può rappresentare anche un elemento di differenziazione competitiva. Sebbene i modelli di intelligenza artificiale siano spesso accessibili a una pluralità di aziende, sono i dati proprietari, le procedure interne e le competenze delle persone a determinarne il valore concreto. La possibilità di sviluppare sistemi capaci di operare sulla base delle specificità aziendali consente quindi di trasformare il patrimonio informativo e le conoscenze dell’organizzazione in un vantaggio strategico.

È in questo contesto che si inserisce la strategia presentata da ASUS nel corso della conferenza “Ubiquitous AI – Incredible Possibilities”, dedicata all’evoluzione dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è proporre soluzioni in grado di rispondere a esigenze differenti, dalle infrastrutture destinate alle grandi imprese fino alle piattaforme che consentono alle organizzazioni di avvicinarsi alla Private AI e avviare le prime sperimentazioni con investimenti più contenuti.

ASUS UGen300, l’intelligenza artificiale in formato USB

Beneficiare dell’intelligenza artificiale privata ovunque. E’ questo l’obiettivo ASUS UGen300, un acceleratore unico al mondo, di dimensioni particolarmente ridotte, progettato per portare capacità di elaborazione AI dedicata anche su computer o smartphone che non dispongono di hardware specifico. Si tratta di un device dal prezzo inferiore ai 300 euro, pensato proprio per abbassare la soglia d’ingresso per chi vuole avvicinarsi all’elaborazione AI locale.

ASUS UGen300 si collega tramite USB-C e integra un processore Hailo-10H con 8 GB di memoria LPDDR4 dedicata. Raggiunge prestazioni fino a 40 TOPS con precisione INT4 e presenta un consumo tipico dichiarato di 2,5 watt.

L’obiettivo del nuovo dispositivo è rendere possibile l’esecuzione locale di modelli di intelligenza artificiale senza dover sostituire necessariamente il computer utilizzato. UGen300 può supportare applicazioni di visione artificiale, modelli linguistici di piccole dimensioni e modelli visione-linguaggio, a seconda delle risorse richieste e della compatibilità software. In un magazzino, UGen300, potrebbe contare gli articoli presenti sugli scaffali e segnalare eventuali mancanze. Oppure se collegato ad un sistema di ripresa, potrebbe invece analizzare le immagini per riconoscere oggetti o rilevare determinati comportamenti.

Il dispositivo è pensato anche per sviluppatori e organizzazioni che vogliono sperimentare con modelli open source e realizzare applicazioni verticali senza investire immediatamente in un’infrastruttura AI più complessa. ASUS mette a disposizione modelli preaddestrati e strumenti software per facilitare lo sviluppo: la pagina ufficiale del prodotto indica oltre 150 modelli disponibili, tra cui LLM, VLM, modelli audio e reti per la visione artificiale.

Dai data center alle workstation: l’offerta ASUS

UGen300 è soltanto uno degli elementi di un portafoglio che comprende server per data center, workstation professionali, desktop, sistemi compatti e piattaforme destinate allo sviluppo e alla sperimentazione dell’intelligenza artificiale.

Durante l’open day sono tati presentati anche ASUS Ascent GX10, basato sulla piattaforma NVIDIA DGX Spark, e QN10, soluzione presentata con tecnologia Qualcomm Snapdragon. Si tratta di sistemi rivolti a esigenze differenti, dalla ricerca e dallo sviluppo fino all’esecuzione di applicazioni AI in contesti professionali.

ASUS ha inoltre illustrato il programma Powered by ASUS, attraverso il quale intende coinvolgere i partner che assemblano PC utilizzando componentistica del marchio, anche per configurazioni progettate per i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.

L’approccio riflette la varietà delle necessità del mercato: non tutte le imprese hanno bisogno di un’infrastruttura dedicata di grandi dimensioni, così come non tutte le applicazioni possono essere gestite da un dispositivo compatto. La scelta dipende dalla complessità dei modelli, dal volume dei dati e dal tipo di elaborazione richiesta.

Un ecosistema di partner per le applicazioni di Private AI

Durante l’Open Day era disponibile uno spazio espositivo dedicato ai prodotti ASUS e alle soluzioni dei partner. Tra le realtà presenti figuravano Microsoft, Brainware, BlueIT, InventionHub e Drako, che hanno contribuito a mostrare un panorama di tecnologie e proposte complementari.

In particolare è stato possibile toccare con mano diverse Demo tra cui soluzioni di Private AI che permettevano di dialogare con un’assistente virtuale alla quale era possibile chiedere la realizzazione di immagini e loghi. Non solo, erano disponibile un software capace di integrare diverse base di dati e permettere l’analisi in locale, oppure sistemi di realizzazione di immagini senza l’utilizzo di token.

La presenza dei partner si inserisce nella strategia con cui ASUS intende ampliare il proprio ruolo oltre la fornitura di hardware. Portare l’intelligenza artificiale nelle imprese richiede infatti non soltanto capacità di calcolo, ma anche software, integrazione e competenze per individuare le applicazioni più adatte e inserirle nei processi operativi.