Il 71,3% dei commercialisti utilizza già l’AI, ma il lavoro è aumentato nell’ultimo anno per circa il 50% degli intervistati.

Commercialisti pixabay

L’intelligenza artificiale è già entrata negli studi dei commercialisti. Ma adottare nuove tecnologie non significa automaticamente semplificare il lavoro. Se il 71,3% dei professionisti utilizza già strumenti di AI, il 49,8% dichiara che il carico di lavoro è aumentato nell’ultimo anno. Il 62,4% perde l’equivalente di un giorno a settimana in attività a basso valore aggiunto come data entry, raccolta documenti e solleciti, mentre per quasi una persona su cinque (18,8%) il tempo sale a oltre il 30%. Un paradosso che racconta come l’adozione stia correndo più velocemente dell’integrazione.

È la fotografia che emerge dalla nuova ricerca quantitativa realizzata da Sibill in collaborazione con AstraRicerche, condotta a fine agosto attraverso 303 interviste a commercialisti italiani, per indagare strumenti, organizzazione del lavoro, difficoltà quotidiane e atteggiamento verso il cambiamento in una professione che sta attraversando una fase di forte evoluzione.

Il problema non è la resistenza al cambiamento

La ricerca ridimensiona, inoltre, l’immagine di un mercato tradizionalmente molto stabile. Il 46,9% dei commercialisti utilizza il proprio gestionale principale da meno di cinque anni e l’8,9% lo ha cambiato nell’ultimo anno. Il 90,8% si aspetta trasformazioni importanti della professione nei prossimi tre-cinque anni. Gli studi all’avanguardia, dunque, stanno già cambiando strumenti e modalità di lavoro. Ma la moltiplicazione delle soluzioni disponibili non coincide necessariamente con un alleggerimento dall’operatività: la nuova fase della digitalizzazione sembra dunque giocarsi sempre più su integrazione, contesto e infrastruttura dati.

Meno persone disponibili, più pressione sull’operatività

A rendere il quadro ancora più complesso c’è il tema delle persone. Il 52,8% considera difficile trovare revisori, contabili e commercialisti da inserire nello studio. Una difficoltà che si inserisce in un quadro in cui anche il numero dei professionisti iscritti all’Albo è diminuito: secondo il Rapporto 2026 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, a fine 2025 gli iscritti erano 119.050, 902 in meno rispetto all’anno precedente (-0,8%), mentre le nuove iscrizioni sono scese da 1.958 nel 2024 a 1.494 nel 2025. Un dato che va di pari passo con l’invecchiamento della categoria, con un trend perfettamente speculare: tra il 2008 e il 2025 la quota di under 41 si è quasi dimezzata, passando dal 29% al 15,8%, mentre quella degli over 60 è quasi raddoppiata, dal 15% al 29,7%. Uno squilibrio che si concretizza nel decremento totale degli iscritti registrato negli ultimi anni.

Sul lavoro quotidiano pesano soprattutto l’aggiornamento normativo continuo e la burocrazia, indicati dal 39,6% degli intervistati, seguiti dal rapporto con clienti poco digitalizzati e dalle richieste last minute (33%) e dalla mole di adempimenti e scadenze (30%).

Il tema di margini e compensi è indicato solo dal 12,5%: la principale pressione sembra riguardare quindi il tempo disponibile e il ritmo del lavoro. Trovare un equilibrio vita-lavoro è indicato come “difficoltà” per il 26,4%.

Tanti software, poco integrati

A complicare la situazione c’è la frammentazione dei dati e delle informazioni dei clienti degli studi. Il 57,8% utilizza più di un software tra contabilità, fatturazione e adempimenti – di cui un 13,2% addirittura 4-5 strumenti diversi – mentre solo il 42,2% gestisce il proprio lavoro con un unico software integrato. Non a caso tra le criticità incontrate più spesso con i software attuali, il 15,2% indica la frammentazione tra più gestionali utilizzati in parallelo, con conseguente rischio di errori e perdita di tempo.

La frammentazione si misura anche in ore

Una difficoltà che può essere misurata anche in termini di tempo e che peggiora con l’aumentare della complessità dello studio e del numero di strumenti che occorre far dialogare: il 27,2% stima di perdere oltre tre ore alla settimana, mentre la quota sale al 36% tra chi lavora con più software, contro il 14% di chi ne utilizza uno solo, e raggiunge addirittura il 48% negli studi con oltre dieci collaboratori.

Non emerge un unico problema dominante nell’uso del proprio software, ma una somma di attriti quotidiani: dal recupero e gestione di dati e documenti dai clienti (21,8%), lentezza dei sistemi (21,8%), inserimento dati e fatture manuali (19,5%), interfacce poco intuitive (17,2%). Il punto non sembra essere la potenzialità delle nuove tecnologie, ma la capacità di integrarle per snellire il lavoro, senza aggiungere nuovi passaggi all’operatività dello studio.

L’AI entra negli studi da una porta diversa

Che i commercialisti siano pronti a sperimentare nuove tecnologie emerge con chiarezza dalla ricerca. Il 71,3% dichiara di utilizzare già l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro e un ulteriore 23,4% sta valutando di farlo: utilizzatori e interessati arrivano complessivamente al 94,7%. L’adozione avviene, però, soprattutto attraverso strumenti generalisti. Tra chi utilizza l’AI, il 90,7% ricorre ad almeno un assistente generalista, con ChatGPT al 50,5% e Gemini al 42,1%, mentre gli strumenti di intelligenza artificiale integrati nel gestionale sono utilizzati dal 24,1%. L’intelligenza artificiale si sta quindi diffondendo negli studi attraverso canali diversi rispetto all’evoluzione dei sistemi gestionali tradizionali. Un processo che amplia le possibilità a disposizione del professionista, ma pone una nuova questione: come evitare che oggi l’AI diventi solo uno strumento da affiancare agli altri, anziché contribuire alla semplificazione reale dei processi di lavoro e ad un risparmio di tempo da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto, come la consulenza.

Un nuovo software AI di contabilità

È da questa analisi del settore che nasce Sibill per Commercialisti, il nuovo software AI  di contabilità sviluppato da Sibill per dottori commercialisti ed esperti contabili. La piattaforma è costruita intorno a tre direttrici: centralizzazione delle informazioni, automazione delle attività manuali e ripetitive grazie all’AI e migliore collaborazione tra studio e cliente. Conti, dati, documenti e fatture sono sincronizzati in un unico ambiente e aggiornati in tempo reale, l’AI permette di automatizzare fino al 95% delle registrazioni contabili, e possono essere configurati dallo studio in base al singolo cliente diversi livelli di collaborazione. L’obiettivo è evitare che l’innovazione si traduca semplicemente nell’aggiunta di altra operatività, ma contribuisca a snellire i processi contabili dello studio, liberando tempo ai professionisti.

 «Il punto non è più convincere i commercialisti a utilizzare la tecnologia: lo stanno già facendo», commenta Mattia Montepara, CEO e co-founder di Sibill. «La ricerca mostra però che l’adozione sta correndo più velocemente dell’integrazione. L’intelligenza artificiale può semplificare molte singole attività dei commercialisti, ma il vero salto di qualità avviene quando dati, documenti e persone lavorano insieme, senza aggiungere nuovi passaggi o attività da gestire, ma facendo le cose per loro. Sibill per i Commercialisti nasce proprio con questo obiettivo: alleggerire l’operatività quotidiana e restituire tempo alla consulenza, alla relazione con il cliente e alla crescita dello studio».

La ricerca mostra del resto che la disponibilità a evolvere è già concreta: l’intelligenza artificiale è ormai presente nella quotidianità di oltre sette commercialisti su dieci. La prossima fase della trasformazione degli studi dovrà essere caratterizzata dalla scelta di strumenti integrati, capaci cioè di far lavorare insieme dati, contesto e altri strumenti di lavoro all’interno di un unico ambiente.

Per Sibill il lancio della piattaforma amplia un percorso già avviato nella gestione finanziaria e amministrativa di imprese e professionisti. Oggi oltre 5.000 aziende e studi di commercialisti in tutta Italia utilizzano Sibill per automatizzare processi di tesoreria e fatturazione e contabilità; con Sibill per Commercialisti l’azienda estende la propria tecnologia direttamente ai processi contabili degli studi professionali di tutta Italia.