
Carte di pagamento conosciute da tutti, smartphone sempre più centrali nelle transazioni quotidiane, intelligenza artificiale entrata nelle abitudini di acquisto di 7 italiani su 10, robot accolti nelle case e nelle città: le tecnologie che fino a pochi anni fa sembravano scenari futuri sono oggi parte integrante della vita quotidiana degli italiani. È questo il quadro che emerge dalla ricerca ‘Shaping the new era of payments, now. Italiani e tecnologie emergenti tra familiarità e fiducia’ presentata in occasione del Mastercard Innovation Forum 2026, che ha indagato conoscenza, diffusione e percezione di un ampio spettro di tecnologie all’avanguardia: dai metodi di pagamento tradizionali e digitali all’intelligenza artificiale applicata agli acquisti, dal commercio agentico alla robotica, fino ad arrivare alle stablecoin. Questa trasformazione non riguarda solo l’adozione di nuove tecnologie, ma la costruzione di un nuovo rapporto tra persone, dati e sistemi intelligenti che racconta di un Paese aperto al cambiamento, capace di adottare l’innovazione con pragmatismo – ma che chiede garanzie di sicurezza, trasparenza e controllo. In questo scenario, Mastercard si posiziona come infrastruttura globale dei pagamenti e attore protagonista della transizione verso un commercio più intelligente, sviluppando soluzioni costruite attorno a un principio irrinunciabile: l’innovazione avanza solo se la fiducia avanza con essa.
Luca Corti, Country Manager Italia di Mastercard: “La trasformazione digitale è entrata nella vita quotidiana degli italiani con una velocità senza precedenti e sta già toccando con mano le frontiere più avanzate dei nuovi trend tecnologici, prima tra tutti i pagamenti. Dai pagamenti digitali, trainati dalle carte utilizzate da 4 italiani su 5, all’AI, già utilizzata da oltre due terzi della popolazione come supporto agli acquisti, ai robot entrati nell’elettronica di consumo: le tecnologie che fino a pochi anni fa sembravano lontane sono oggi strumenti concreti e familiari. Quello che oggi abbiamo presentato al nostro evento Mastercard Innovation Forum evidenzia una crescente propensione all’innovazione, accompagnata da aspettative sempre più elevate in termini di semplicità, sicurezza e controllo. In questo contesto, Mastercard è impegnata a sviluppare un ecosistema di pagamento che renda possibile l’innovazione senza compromettere la fiducia, per trasformare il progresso tecnologico in valore reale per persone, imprese e società”
L’Italia e le nuove tecnologie: un Paese già dentro la trasformazione
La fotografia che emerge è quella di una trasformazione tecnologica già in atto, distribuita su più fronti e radicata in comportamenti sempre più consapevoli e diffusi. Uno dei primi ambiti in cui ormai la tecnologia è radicata nelle abitudini degli italiani è proprio il mondo dei pagamenti, dove le carte si confermano lo strumento più conosciuto (93,5%) e utilizzato (78,1%). Lo smartphone, oggi utilizzato come mezzo di pagamento dal 42% degli italiani, si posiziona tra gli strumenti con più margine di crescita (65%) nei prossimi tre anni. Wearable e criptovalute rimangono strumenti periferici, con un utilizzo abituale inferiore al 9% e al 6%.
Anche l’AI ha smesso di essere una promessa futura ricoprendo il ruolo di infrastruttura ormai quotidiana: non più solo uno strumento di consulenza, ma – grazie alla sua evoluzione agentica – una tecnologia sempre più integrata nei processi decisionali ed esecutivi. 9 italiani su 10 hanno utilizzato strumenti AI negli ultimi sei mesi e il 70% li ha impiegati a supporto degli acquisti, per cercare prodotti, confrontare alternative o decidere cosa comprare. Nel dettaglio, sono quattro le applicazioni AI legate allo shopping che mostrano una curva di adozione costante presso chi li conosce: l’AI conversazionale a supporto della scelta in negozio o online (69%), l’assistente post-acquisto (68%), i sistemi di raccomandazione personalizzata (65,3%) e il virtual try-on per l’abbigliamento (59,4%).
Se la prima ondata dell’AI applicata allo shopping ha riguardato l’assistenza (suggerire, spiegare, raccomandare), la frontiera che si apre oggi è quella dell’azione autonoma. Gli agenti AI non si limitano più a rispondere a una domanda: ricevono un obiettivo, lo scompongono in passi, eseguono e si adattano. Nel commercio, questo si traduce nella possibilità di delegare a un agente il compito di cercare, valutare e – nei casi più avanzati – acquistare prodotti e servizi in piena autonomia. La motivazione principale che spinge i nostri connazionali a voler sperimentare un agente AI per i loro acquisti è il vantaggio economico – trovare offerte o prezzi migliori (22,9%) – seguita dal risparmio di tempo (15,8%) e dalla curiosità tecnologica (15,1%). Le categorie su cui gli italiani si mostrano più disponibili a delegare sono gli abbonamenti ai servizi ricorrenti (48,6%), la spesa alimentare ricorrente (45,4%) e gli acquisti culturali come libri e biglietti di eventi (45%).
Questo riflette un’Italia aperta al cambiamento, ma non ancora pronta a un modello di delega totale. Il 42,2% vorrebbe infatti ricevere suggerimenti mantenendo piena libertà di intervento, il 25,5% accetterebbe acquisti autonomi solo entro limiti prestabiliti. Sul fronte delle soglie economiche, il 31,5% accetterebbe operazioni fino a 50 euro.
Lo stesso equilibrio tra apertura e cautela si ritrova anche quando si passa dal commercio agentico alla robotica: il 31,2% degli italiani si dichiara già propenso all’acquisto di un robot AI per uso domestico, mentre il 42,5% rimane incerto – condizionato da prezzo, funzionalità e affidabilità. La disponibilità ad accettare robot nella vita quotidiana è selettiva e guidata dal pragmatismo: gli ambiti con maggiore consenso sono la sicurezza e la sorveglianza (38,7%), le pulizie domestiche (35,5%) e la gestione della logistica urbana e delle consegne (34,5%). Man mano che ci si avvicina alle sfere personali e relazionali – ristorazione (16,8%) ed educazione dei bambini (13,2%) – la presenza delle macchine viene percepita come un’intrusione.
La fiducia come vera infrastruttura della transizione digitale
La sfida che accomuna tutte le grandi trasformazioni tecnologiche rimane la fiducia. Più della familiarità con gli strumenti o della propensione all’innovazione, è infatti la percezione di sicurezza, controllo e tutela a determinare la velocità con cui le persone accolgono l’innovazione e il cambiamento. Gli italiani si dimostrano generalmente aperti alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e al loro ruolo di semplificazione della vita quotidiana, ma restano prudenti quando queste implicano una delega di decisioni o attività a sistemi autonomi. Ne è un esempio il commercio agentico verso il quale il 45,2% degli italiani ritiene ancora che i rischi superino i benefici e il 57,8% si definisce curioso ma esitante, preferendo quindi osservare l’evoluzione del fenomeno prima di adottarlo. Anche di fronte a un eventuale errore dell’agente AI, le aspettative sono chiare: gli utenti chiedono strumenti di protezione immediati, come la possibilità di bloccare l’ordine prima della consegna o ottenere un rimborso rapido. La stessa dinamica si osserva nel rapporto con la robotica o le nuove forme di valuta digitale, le stablecoin. Sul primo fronte, i robot basati su intelligenza artificiale, le principali preoccupazioni non riguardano la tecnologia in sé, ma più i cambiamenti che potrebbero portare nella loro vita, dal lavoro alle interazioni sociali. Nei confronti delle stablecoin, invece, prevale una necessità di maggior comprensione e di poter contare su punti di riferimento affidabili.
È proprio qui che emerge uno dei dati più significativi: l’intermediazione preferita per gli italiani resta quella delle banche tradizionali che ricoprire il ruolo del porto sicuro per quasi sei italiani su dieci, così come per il 44,9% degli italiani la presenza di una banca come fornitore del servizio aumenterebbe la propria fiducia nell’agenti AI. Un segnale che conferma come la transizione digitale non sia soltanto una questione di innovazione tecnologica, ma anche di credibilità delle infrastrutture che la sostengono.
Banche, circuiti di pagamento e operatori finanziari non sono percepiti come attori destinati a essere superati dalla rivoluzione digitale, ma come i soggetti chiamati a renderla possibile in modo sicuro e affidabile. È su questa responsabilità che si fonda il ruolo di Mastercard: accompagnare l’evoluzione dei pagamenti e delle esperienze digitali garantendo che sicurezza, protezione dei dati e controllo da parte delle persone rimangano al centro di ogni innovazione.

























































