Il 10% dei contenuti genera il 40% delle reazioni, mentre hashtag, orari e lunghezza dei post incidono molto meno di quanto si creda

LinkedIn

Che cosa determina davvero il successo della comunicazione di un CEO su LinkedIn? Quali contenuti generano maggiore coinvolgimento? E soprattutto, come si possono misurare le performance di un leader confrontandole con quelle di altri vertici aziendali italiani? A queste domande risponde la nuova ricerca indipendente Leader Image on LinkedIn, realizzata da L45 e presentata presso gli uffici di LinkedIn a Milano. L’incontro, realizzato insieme a LinkedIn, ha visto la partecipazione di Carolina Canevari, Enterprise Account Director di LinkedIn Italia, e di Simone Paolo Guzzardi, Founder e CEO di L45, per approfondire il ruolo sempre più strategico della comunicazione dei vertici aziendali nella costruzione della reputazione personale e corporate.

Una ricerca nata da un’esigenza reale delle aziende

L’indagine prende le mosse da una richiesta concreta arrivata da un cliente: comprendere come stesse performando il proprio amministratore delegato su LinkedIn rispetto ad altri CEO italiani. Una domanda apparentemente semplice, alla quale si è rivelato difficile rispondere per la mancanza di benchmark recenti, specifici e confrontabili relativi al mercato italiano.

Da questa esigenza è nato un progetto di ricerca proprietario, con l’obiettivo di superare le metriche di vanità e individuare parametri realmente utili per valutare l’efficacia della comunicazione dei vertici aziendali. L’analisi ha preso in esame 378 contenuti pubblicati da 20 LinkedIn Top Voice italiane con responsabilità apicali, selezionate in diversi settori economici, dall’industria alla finanza, dalla tecnologia ai beni di consumo. Il periodo osservato va dal 1° gennaio 2025 al 31 luglio 2026.

I principali risultati: meno automatismi, più contenuti di valore

La ricerca evidenzia alcuni risultati che mettono in discussione convinzioni molto diffuse nella gestione dei profili LinkedIn dei top executive.

1. Il 10% dei post genera il 40% delle reazioni. La performance si concentra su un numero limitato di contenuti particolarmente efficaci. La capacità di individuare e raccontare momenti significativi conta quindi più della semplice frequenza di pubblicazione.

2. Il numero di follower non basta a misurare il successo. I profili con audience più ampie registrano proporzionalmente meno reazioni. Per questo L45 propone un benchmark basato sulle reazioni ogni mille follower: oltre 13,2 si entra nella fascia di performance alta, mentre sopra 25,9 si raggiunge l’eccellenza nel campione analizzato.

3. Hashtag, lunghezza e giorno di pubblicazione non fanno la differenza che immaginiamo. Una volta confrontate le performance dei contenuti con lo standard del rispettivo autore, molte regole comunemente considerate decisive non mostrano effetti statisticamente significativi.

4. I contenuti autonomi e le immagini funzionano meglio. I post che offrono un valore completo senza rimandare il lettore a risorse esterne registrano performance superiori del 24%, mentre l’utilizzo di immagini è associato a un miglioramento del 14% rispetto allo standard dell’autore.

5. La personalità del leader è una leva determinante. I contenuti più efficaci sono quelli nei quali emergono esperienze personali, episodi concreti, una dimensione umana e un punto di vista riconoscibile. La ricerca ha identificato quattro caratteristiche editoriali ricorrenti nei post migliori, successivamente validate su un campione indipendente. Un altro risultato particolarmente significativo riguarda il peso delle variabili tecniche: considerate tutte insieme, caratteristiche come formato, lunghezza, hashtag, menzioni e orario spiegano appena il 9% delle differenze di performance tra i post. Un dato che invita a ripensare la comunicazione dei CEO, spostando l’attenzione dall’ottimizzazione dei singoli parametri alla qualità delle storie e delle prospettive condivise.

“Questa ricerca è nata da una domanda molto concreta arrivata da un cliente: come sta andando il mio CEO su LinkedIn rispetto agli altri leader italiani? Ci siamo accorti che mancavano dati aggiornati, comparabili e realmente utili per rispondere. Abbiamo quindi deciso di costruire un benchmark che potesse diventare uno strumento a disposizione delle aziende” – spiega Simone Paolo Guzzardi, Founder e CEO di L45. “Il risultato più interessante è che molte delle regole sulle quali si concentra quotidianamente chi gestisce la comunicazione dei manager incidono molto meno di quanto si pensi. La reputazione di un leader non si costruisce con una checklist di hashtag, orari e formati. Si costruisce attraverso la capacità di esprimere un punto di vista autentico, raccontare esperienze che hanno un significato e contribuire alle conversazioni che contano. Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a passare da una comunicazione dei vertici basata sulle intuizioni a un approccio più consapevole, misurabile e strategico”.