In questo articolo analizziamo la diffusione dei Bitcoin in Italia per capire le sue possibili evoluzioni future

Blockchain, governance e amministrazione. Quis costodiet custodes?

L’evoluzione dei Bitcoin e delle criptivalute è ormai assodato da qualche anno. Sostanzialmente tutte le criptvalute sono tendenzialmente in crescita come è recente il caso di Dogecoin che a metà aprile è esploso fino a 50 miliardi di capitalizzazione, facendo segnare un + 7000% di crescita su base annua. 

Appare pertanto chiaro come siamo entrati in quella che possa essere definita l’era delle cryptovalute o la Bitcoin Era. Una domanda però è lecita farsi: ma quanto vengono realmente utilizzate? Si tratta di uno strumento speculativo oppure le monete elettroniche sono realmente utilizzate per compiere delle transazioni reali come avviene per le tradizionali valute nazionali?

Secondo numerose analisi sembrerebbe che per ora le criptovalute siano ancora uno strumento utilizzato da un “ristretto” gruppo di appassionati di tecnologia. 

Nonostante pagare in Bitcoin sia legale in Italia e che si sta assistendo ad un progressivo crescendo di aziende che accettano pagamenti in criptovaluta molti sono ancora riluttanti. Numerose aziende accettano le criptovalute, così come ristoranti, hotel o addirittura l’avvocato, il parrucchiere o l’imbianchino. A Roma c’è Coinbar un locale dove si può fare l’aperitivo o la spesa e saldare il conto proprio con i Bitcoin Ethereum, Litecoin, Usdcoin o Bitcoin Cash. Non solo a Milano, Roma e Napoli la corsa in Taxi (grazie a Chainside) è pagabile attraverso moneta elettronica. Un altro esempio riguarda Radio Taxi, un eTaxi che consente di pagare in criptomonete scansionando un QR Code.

Ovviamente anche numerosi store online abbracciano i Bitcoin. Tra questi Microsoft, Amazon, eBay o Expedia solo per citarne alcuni. Esistono infine carte di debito (come quelle di Revolut) che permettono di pagare con la moneta digitale.

Nonostante una crescita degli esercenti che accettano le monete virtuali, come detto precedentemente il fenomeno delle criptovalute non è ancora massivo. Diverse le ragioni tra cui il fatto che ancora non tutti accettano questo tipo di pagamenti e per una mancanza di “sportelli” sul territorio come avviene per tutte le banche tradizionali dove è possibile informarsi o effettuare operazioni. A questo si aggiungono le possibili “difficoltà” nell’accedere a questo tipo di monete virtuali.

Ricordiamo infatti che per ottenere Bitcoin è possibile farlo in 3 modi: estrarli, guadagnarli o acquistarli. L’estrazione dei Bitcoin (o “mining” nel gergo tecnico) avviene solo attraverso computer e applicazioni avanzati, per cui non si può più fare come alcuni anni fa dal proprio PC. In ogni caso, per poter minare o ricevere Bitcoin (come forma di pagamento ricevuta o se acquistati) è necessario avere un portafoglio digitale. Numerose sono le piattaforme che permettono l’acquisto di un portafoglio digitale per cui è sufficiente cercare su Internet e valutare le diverse offerte disponibili.

Non mancano inoltre siti e software per la vendita e acquisto di criptovalute, che permettono di fare il cosiddetto trading di Bitcoin. Per riuscire a farlo correttamente e per correttamente si intende senza incorrere a perdite, sono necessarie diverse competenze per cui è consigliato di accrescere le proprie skill attraverso corsi, tutorial o libri. 

Una volta ottenuta la giusta esperienza teorica è consigliato effettuare qualche piccola operazione per capire meglio il funzionamento delle piattaforme e dei software. Tra questi esistono alcuni che fanno trading in maniera automatica come Bitcoin Evolution (qui è possibile visualizzare Bitcoin Revolution Recensione e Opinioni) pensato per essere di facile utilizzo anche per persone poco esperte nel trading di criptovalute.

Nonostante le criptomonete siano ancora un fenomeno un po’ di nicchia ci si attende che nei prossimi anni la loro diffusione possa aumentare progressivamente.