Tra i principali trend della cybersicurezza bisogna considerare certamente l’intelligenza artificiale e la mancanza di competenze dei dipendenti

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Il 2020 sarà un altro anno straordinario per la tecnologia e la comunicazione. Vedremo le innovazioni che ci hanno accompagnato nelle ultimi anni perfezionarsi ulteriormente, diventando ancora più utili e complesse, e nuovi strumenti fare la loro comparsa nei settori più diversi, portando con loro grandi cambiamenti.

Purtroppo, però, al lavoro per far crescere la tecnologia non ci sono solo i buoni. Anche i cybercriminali ogni anno migliorano le loro tecniche per rubare i nostri dati, e i problemi possono arrivare non solo da loro: chi ha seguito l’attualità nel corso dell’anno che si è appena concluso, sa bene che non è fantascienza affermare che potremmo ritrovarci al centro di una guerra fredda tecnologica.

Vediamo dunque quali saranno i 7 più importanti trend del 2020 per quanto riguarda la cybersicurezza.

  1. Ransomware

I ransomware non sono certo una novità del 2020, ma gli analisti di cybersicurezza sostengono che nel corso di quest’anno potrebbero diventare un problema ancora più virulento. Per chi non lo sapesse, si tratta di malware che infettano il dispositivo preso di mira (ad esempio un computer, uno smartphone, ma anche un server) e lo rendono parzialmente inaccessibile al fine di chiedere un riscatto, che in inglese si dice appunto ransom. Il 2019 si è concluso con un caso eclatante: il ransomware che ha infettato e bloccato il sito di Travelex, per il cui rilascio è stato chiesto un vertiginoso riscatto da 6 milioni di dollari.

  1. Limitazioni locali

La prima epoca della storia di internet è stata guidata da un’idea bella e potente: che la rete dovesse essere libera e priva di confini. Un mondo, insomma, in cui le persone potessero scambiarsi informazioni al di là delle barriere tra i paesi, creando una comunità globale che avrebbe reso le differenze sempre più labili. Oggi, purtroppo, non siamo mai stati così lontani da quell’idea originaria. Gli organismi nazionali e sovranazionali pongono sempre più limitazioni all’uso della rete, e nei paesi meno liberi si stanno sperimentando soluzioni davvero inquietanti. Un esempio è quanto successo in Russia, dove è stata sperimentata una versione nazionale della rete, chiusa da confini precisi al di fuori dei quali i cittadini russi non potrebbero uscire.

Per fortuna, però, per superare barriere e limitazioni ci sono i VPN, degli strumenti che consentono una navigazione anonima priva delle restrizioni implementate dai governi. Chi vuole scoprire di più su questo tema può consultare offerto da VPNpro, un sito che offre un ampio catalogo di recensioni e consigli sui software VPN.

  1. Mobile

La tecnologia mobile, smartphone e tablet in primis, diventerà nel corso del 2020 uno dei principali bersagli per i criminali che agiscono in rete. Numerosi data breach avvenuti negli ultimi tempi hanno dimostrato quanto può essere semplice per gli hacker impadronirsi dei nostri dati personali, come il nostro numero di cellulare, e attraverso di essi contattarci con tentativi di phishing. Questa specifica tipologia di truffa è ormai sempre più difficile attraverso il classico strumento dell’e-mail, dato che i provider di posta elettronica sono diventati sempre più bravi a bloccare i messaggi truffaldini, ma i telefoni sono ancora molto più vulnerabili.

  1. AI

L’intelligenza artificiale è uno strumento meraviglioso quando serve a scopi utili alla collettività, ma diventa altrettanto pericolosa quando finisce in mano a dei criminali. Questa tecnologia è infatti in grado di imparare ad aggirare i dispositivi di sicurezza, e inoltre permette una grande automazione negli attacchi informatici, rendendoli molto più pervasivi e violenti.

  1. Internet of things

Che l’internet delle cose sia una tecnologia potenzialmente permeabile agli hacker è cosa nota da tempo. La differenza è che nel corso del 2020 gli oggetti connessi in rete che entreranno nelle nostre vite diventeranno sempre di più: auto, sistemi di climatizzazione, assistenti virtuali, elettrodomestici, televisioni…sono ormai tantissimi i dispositivi che fanno uso dell’internet of things, spesso con notevoli vulnerabilità in termini di cybersicurezza.

  1. Mancanza di personale formato nelle aziende che usano i nostri dati

Il 2019 è stato un annus horribilis per Facebook, e questo anche a causa delle diverse brecce nel suo sistema di sicurezza che sono state aperte nel corso dell’anno, e che hanno esposto a chiunque volesse farne uso i dati di centinaia di milioni di utenti. Questo perché, purtroppo, spesso le aziende a cui affidiamo i nostri dati non hanno personale a sufficienza o sufficientemente formato per fronteggiare gli attacchi informatici. Forbes ha addirittura stimato che nel mondo ci siano 3,5 milioni di esperti di cybersicurezza in meno di quanti ne servirebbero per proteggerci.

  1. Cloud

Mentre buona parte dell’infrastruttura e dei database delle aziende si sposta su cloud, dove i vantaggi in termini di accessibilità e sicurezza hardware sono notevoli, questa specifica tecnologia entra sempre più nelle mire degli hacker. Allo stesso tempo, i confini tra gli spazi digitali delle società e quelli dei servizi cloud si fanno sempre più sfumati. Questo significa che se da una parte sarà più difficile per i criminali capire dove attaccare, sarà anche più complesso per le aziende scoprire da dove arrivano le minacce.