I tool open source utilizzati per sicurezza informatica e prevenzione dei malware si possono facilmente trasformare in nuovi attacchi

Macro Malware: Italia quarto paese più colpito al mondo

Fortinet ha recentemente realizzato uno studio sul malware e su come possa mettere in pericolo la sicurezza dei network aziendali e dei dispositivi degli utenti finali – proponendo alle aziende alcune contromisure da mettere in campo per difendersi in modo adeguato.

I professionisti che operano nel settore della sicurezza utilizzano gli strumenti open source per analizzare gli exploit, effettuare test per la difesa e sfruttare esempi concreti, contestualizzandoli in scenari creati a scopo formativo. Questi tool consentono inoltre agli esperti di monitorare nel tempo i comportamenti del malware e dei cybercriminali, offrendo insight su come identificare gli sviluppatori di malware e prevedendo quali saranno le caratteristiche dei malware di prossima generazione e le possibili strategie di attacco.

Sfortunatamente, gli hacker hanno accesso agli stessi siti web che possono essere consultati dai ricercatori, e stanno sempre più puntando lo sguardo su strumenti malware open source, da utilizzare per le loro attività criminali.

Ecco come gli hacker sfruttano i tool open source per creare malware

Secondo Anthony Giandomenico di Fortinet, i cybercriminali che sviluppano i tool da utilizzare sono guidati dagli stessi modelli economici di ROI del loro target, perciò “perché costruire un attacco da zero quando qualcun altro ha già fatto gran parte del lavoro per te?”

I tool open source per la sicurezza informatica e per la prevenzione dei malware possono essere trasformati facilmente in nuovi attacchi… Ironia della sorte, dopo che gli sviluppatori della botnet IoT Mirai hanno rilasciato il codice sorgente, diversi siti l’hanno pubblicato online. Ora, a più di due anni dalla sua uscita, continuano a esserne rilevate nuove varianti.

Tutti i vantaggi dei cybercriminali professionisti e degli Script Kiddies

Gli hacker più esperti sono in grado di combinare il codice open source con uno strumento per l’evasione come Veil-Framework, anch’esso open source, per riconfezionare il codice con l’obiettivo di provare a bypassare l’anti-malware. Ovviamente, la capacità di chi sta effettuando l’attacco informatico di accedere facilmente a questo codice malevolo può dare un vantaggio nella modifica e nel test delle nuove versioni con funzionalità aggiuntive.

Sfortunatamente, mentre trasformare in armi alcuni di questi strumenti open source richiede un certo livello di sofisticatezza da parte degli sviluppatori, è possibile cambiare con facilità le finalità di molti dei tool malware disponibili gratuitamente. Se un “newbie” vuole cominciare a operare nell’ambito del cybercrime e, per esempio, tiene in ostaggio alcuni computer infettati da ransomware per chiedere un riscatto, non avrà difficoltà a sfruttare uno dei molti ransomware proof-of-concept facendo alcuni semplici aggiornamenti, come cambiare l’indirizzo del wallet a cui inviare i pagamenti, e così sarà pronto per iniziare l’attacco.

Come affrontare il malware open source

Gli strumenti open source sono spesso il risultato di una ricerca avanzata da parte dei migliori professionisti della sicurezza. Proprio per questa loro caratteristica, essi forniscono ai cybercrimininali nuovi target da raggiungere; in questo modo sarà meno probabile che le loro vittime dispongano di adeguate misure di sicurezza. Questo significa che essi possono penetrare rapidamente la superficie di attacco, stabilire e oscurare un punto di ingresso senza che l’attività venga rilevata e quindi spostarsi attraverso il network con facilità.

Per affrontare in modo adeguato questa sfida, le imprese devono implementare specifiche contromisure, che includono:

  • Segmentazione per prevenire i movimenti laterali attraverso il network
  • Analisi comportamentale per rilevare anche i minimi cambiamenti nel traffico
  • Automazione per migliorare il rilevamento delle minacce e la risposta
  • Threat intelligence in real time per prendere decisioni critiche in tempo reale
  • Automazione e machine learning per occuparsi delle attività più dispendiose in termini di tempo
  • Protezione avanzata dalle minacce, come per esempio il sandboxing, per rilevare le minacce sconosciute
  • Soluzioni per la sicurezza pienamente integrate che possono condividere informazoni e rispondere alla threat intelligence come un sistema unico, indipendentemente da quanto ampiamente sono distribuite.

Implementando un Security Fabric integrato che copre i network estesi, i team dell’IT security possono anticipare la curva delle minacce informatiche per rilevare e rispondere al meglio agli attacchi che si verificano ovunque nell’intera superficie di attacco.