Il recepimento della PSD2 e l’ingresso nel mercato di operatori come TTPs e Fintech costringeranno gli operatori tradizionali a offrire nuovi servizi a valore aggiunto

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L’entrata in vigore e il recepimento della PSD2 hanno aperto le porte all’open banking, e all’ingresso nel mercato di operatori non tradizionali. Ciò impone al mondo bancario un cambiamento radicale nella gestione e nello sviluppo dei servizi. Le principali novità dipendono dalla possibilità di offrire alla clientela servizi a valore aggiunto in linea con quelli già offerti da nuovi competitors del mercato, quali i TTPs e le FinTech. Come emerso dai risultati della survey promossa nel corso del I stream di ricerca, l’approccio delle banche è, però, quasi totalmente compliance driven (67%). Nonostante questo, il 38% degli istituti di credito è in direzione innovativa e di ammodernamento.

L’introduzione del nuovo schema di pagamento SCT inst, fortemente voluto dall’Unione Europea, porterà ad una differenziazione di metodi e contesti di pagamento. Inoltre, darà la possibilità ai clienti di effettuare e ricevere pagamenti in tempo reale e alle banche, di ridisegnare gli attuali workflow procedurali legati ai processi tradizionali per esempio: il 64% delle banche intervistate ritengono che gli SCT inst andranno a sostituire il bonifico urgente. Ne consegue che l’ondata di novità relativa all’istantaneità del pagamento abiliterà nuove strategie commerciali di marketing e pricing per l’ingaggio di nuovi clienti e la retention dell’odierna customer base bancaria.

Tra le tecnologie che favoriranno l’evoluzione contestuale del pagamento è possibile annoverare anche la Blockchain. Questo paradigma è al momento, in fase di crescita ed ancora poco adottato dai consumatori e dal settore bancario tradizionale. Ma adottando un approccio consortile si passerà da una fase di avvio di progetti POC a una di vera e propria fase progettuale.

Blockchain offrirà la tecnologia per garantire fiducia e sicurezza in questi sistemi e come tale, abiliterà la memorizzazione di dati personali sensibili e fornirà un collegamento vitale per facilitare il trasferimento delle risorse.

In conclusione, la blockchain potrebbe essere la via da seguire per lo sviluppo di un sistema di gestione delle identità che dia pieno controllo agli utenti. Consentirà anche, come utenti, di determinare i dati che desideriamo condividere con diversi mezzi transazionali proteggendo al contempo la nostra identità dalla frode. Semplificherà, inoltre, i processi, rendendoli più convenienti.

Questi i presupposti che hanno guidato, tra marzo e dicembre 2018, il gruppo di lavoro composto da 10 istituzioni (Banca Popolare di Sondrio, Banca5, Che Banca!, Compass Banca, Crédit Agricole Cariparma, Credito Emiliano, Iccrea Banca, Intesa Sanpaolo, SGS -BP, UBI Banca, UBI Sistemi e Servizi) e i partner Accenture, Enterprise e Oracle. La ricerca che ha coinvolto anche esperti del settore e Fintech, ha avuto ad oggetto l’analisi del framework normativo di riferimento e lo stato dell’arte di soluzioni di instant payments, digital identity e tecnologia blockchain, con focus particolare sull’identificazione di use case potenzialmente utili per la progettazione di nuove applicazioni.

In generale, è quindi chiara la necessità da parte degli Istituti di credito di un costante miglioramento nel rispondere alle esigenze dei clienti, che, ancora di più di quanto accadeva in passato, oggi ricoprono un ruolo fondamentale e trainante all’interno dell’offerta di servizi digitali da parte delle banche.

Le ricerche di CeTIF sul tema dei pagamenti e della blockchain proseguiranno nel corso del 2019.

Gli executive summary sono disponibili online.