Le cure necessarie per esperienze digitali uniche

Esperienze digitali uniche: come fare
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Si può affermare con certezza che, negli ultimi mesi, molti di noi hanno trascorso molto più tempo nei propri giardini. Essere faccia a faccia con cespugli di rose, prati e alberi ogni giorno ci ha incoraggiato a dedicare più tempo alla coltivazione e alla potatura dei nostri giardini per mantenerli in ordine. Un altro dei nostri cambiamenti durante e dopo il lockdown è stato quello di utilizzare i servizi digitali come mai prima di allora: socializzare online, acquistare generi alimentari con un click e ordinare e pagare comodamente dal tavolo nei pub. Così come vogliamo che i nostri giardini appaiano più belli quando trascorriamo più tempo lì, abbiamo anche iniziato ad aspettarci di più dalle nostre esperienze digitali di acquisto, lavoro e socializzazione.

Tuttavia, la difficoltà per le organizzazioni che cercano di fornire le perfette esperienze digitali a clienti e dipendenti è che, come con un giardino, ci saranno sempre delle “erbacce” che devono essere estirpate per mantenere queste esperienze digitali intatte ed evitare che si creino dei problemi di prestazioni. Prendiamo ad esempio la complessità del cloud. La transazione media di applicazioni mobili o web ora attraversa 37 sistemi diversi o componenti tecnologici, e la natura dinamica delle architetture cloud native così come di microservizi e container indica che le cose cambiano molto rapidamente. Di conseguenza, l’ambiente cloud assomiglia a un grande parco con molte piante al suo interno, che se non viene attentamente curato dalle organizzazioni può essere rapidamente invaso da infrastrutture ridondanti, carichi di lavoro in eccesso e problemi di prestazioni. È quasi impossibile impedire completamente che si verifichino problemi di performance, quindi l’obiettivo dei team IT è evitarli prima che influenzino le esperienze digitali dell’utente.

Identificare la “radice” del problema che necessita di diserbo

Il moderno ambiente cloud offre vantaggi in termini di flessibilità e scalabilità che consentono alle organizzazioni di concentrarsi sullo sviluppo di nuovi servizi, sulla creazione di valore per il business e sulla soddisfazione dei clienti. Il 93% delle aziende ha infatti affermato che le iniziative cloud di successo hanno portato a una migliore esperienza del cliente. Tuttavia, mentre il cloud offre enormi vantaggi, i moderni modelli di sviluppo che abilita aumentano significativamente la velocità e la scalabilità all’interno degli ecosistemi digitali, il che comporta molta complessità.

Con la containerizzazione, ad esempio, in molti casi la nuova infrastruttura si avvia ogni pochi secondi, rendendo difficile tenere il passo e impedire che il “giardino” venga invaso. Le query sul database, gli errori JavaScript e le richieste di servizio possono tutti contribuire a rallentamenti di millisecondi che, se amplificati, possono causare rallentamenti delle prestazioni del front-end. I team IT possono finire per scavare tra dashboard e dati dell’ecosistema cloud cercando di comprendere la causa principale dei problemi di prestazioni. Questo non solo porta via tempo e risorse, ma influisce anche sull’esperienza dell’utente, poiché i team IT sono impegnati a eliminare i problemi dal giardino digitale, con meno tempo per sviluppare nuove funzionalità.

Quello di cui le divisioni IT hanno bisogno in tutta questa complessità sono risposte precise su questioni che necessitano di “potatura”. E’ qui che le organizzazioni possono sfruttare l’assistenza dell’AI, individuando la causa principale in modo che i team possano ottimizzare continuamente i servizi e rispondere ai problemi prima che influiscano sull’esperienza dell’utente. In questo modo, grazie a insights fruibili, è possibile implementare subito una correzione, affinché i team non debbano perdere tempo a cercare l’unica “erbaccia” che sta influenzando le esperienze degli utenti e degradando le prestazioni dell’intero ecosistema IT.

Offrire nuove foglie ai team IT

Una volta che è stata individuata la causa del problema, la fase successiva è “potare” o risolverla. Tuttavia, la potatura manuale può diventare un’enorme perdita di tempo ed essere frustrante dato che il compito è spesso relativamente semplice e ripetitivo e non mancano le “erbacce”, rendendo più difficile dare la priorità a quelle più piccole. Pertanto, i reparti IT devono iniziare a individuare dove l’automazione può aiutare ad accelerare questo processo. Le organizzazioni possono creare una cultura dell’ottimizzazione automatizzando la delivery continua e i processi operativi. Ad esempio, mettendo in atto runbook automatici per aumentare la capacità cloud se si verificano determinati modelli di utilizzo o per disattivare le istanze cloud ridondanti. Questo consentirà ai team di risparmiare tempo prezioso da dedicare ai progetti di trasformazione digitale e fornire nuove funzionalità per il business.

Il più vicino possibile alla perfezione

Offrire un’esperienza digitale unica è come curare un giardino: c’è sempre spazio per crescere e migliorare. Le organizzazioni ora devono affrontare più pressioni che mai per fornire nuovi servizi digitali più rapidamente, il che significa che eliminare i problemi che li rallentano è fondamentale. Sfruttando l’assistenza e l’automazione dell’AI, i team IT possono creare un nuovo approccio più efficiente alle operation basato su una cultura di ottimizzazione continua. Questo garantirà all’area IT di non dover dedicare tempo prezioso per garantire la continuità dei sistemi ma di concentrare le loro energie dove è più necessario, offrendo innovazione per fornire un giardino digitale in cui dipendenti e clienti amano trascorrere del tempo e che i concorrenti si sforzano di avere per loro.

A cura di Dave Anderson, Digital Evangelist at Dynatrace