Daniele Adami di Cloudera spiega come le soluzioni ibride migliorino l’operatività delle aziende aiutandole nel processo di digitalizzazione.

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Nell’articolo che condividiamo di seguito, Daniele Adami, Enterprise Account Manager di Cloudera, illustra come l’introduzione di soluzioni ibride possa supportare le organizzazioni finanziarie nel loro processo di trasformazione digitale. In particolare viene fatto un focus su sei vantaggi concreti.

Mercato finance, ecco perché la modernizzazione è ibrida

Nonostante gli sforzi rivolti finora alla trasformazione digitale, la maggior parte degli istituti di servizi finanziari continua a dover gestire un insieme disordinato di sistemi e repository. Queste risorse distribuite, e non integrate, sono “piattaforme dati” solo di nome: oltre agli elevati costi di manutenzione, la loro mancanza di interoperabilità con altri sistemi critici complica le risposte ai cambiamenti aziendali.

I severi requisiti normativi, uniti alla natura proprietaria della maggior parte dei sistemi legacy, rendono praticamente impossibile il consolidamento di queste risorse su una piattaforma dati ospitata in cloud pubblico. Per modernizzare e integrare questo insieme di sistemi e set di dati, le società di servizi finanziari devono adottare soluzioni ibride e moderne basate su tecnologie open-source e open-standard.

I vantaggi di una piattaforma hybrid data per i servizi finanziari

Soluzioni ibride quali una piattaforma hybrid-data può coesistere perfettamente con i sistemi legacy e cloud esistenti, migliorandone l’operatività e consentendo di adottare un approccio graduale alla trasformazione digitale.

I vantaggi principali includono:

  1. Efficienza dei costi. Tale soluzione consente di preservare gli investimenti esistenti in applicazioni e carichi di lavoro legacy senza modificarli. Permette un accesso trasparente ai dati distribuiti, indipendentemente dalla loro ubicazione, garantendo l’interoperabilità con i sistemi legacy, abbattendo i silos e consentendo ai servizi finanziari di migrare selettivamente i dati non sensibili verso un’infrastruttura cloud economicamente vantaggiosa.
  2. Semplificazione della conformità. Garantisce conformità ai requisiti normativi, spostando al contempo i dati e i carichi di lavoro non sensibili nel cloud. La sua intelligenza integrata automatizza le comuni attività di gestione e integrazione dei dati, migliora l’efficacia complessiva della governance e consente una visione olistica dei dati in ambienti cloud e on-premise. La combinazione di queste funzioni migliora l’accuratezza del reporting finanziario, delle analisi operative e di altre iniziative basate sui dati.
  3. Maggiore scalabilità e agilità. Fornisce un modo per adattarsi ai cambiamenti, ad esempio distribuendo i dati tra ambienti cloud e on-premise in base alla loro età, sensibilità, frequenza di accesso, requisiti dei carichi di lavoro e altro ancora. Le società di servizi finanziari possono sfruttare la capacità pressoché infinita del cloud, utilizzando al contempo le risorse on-premise per soddisfare i requisiti di performance e conformità più esigenti.
  4. Flessibilità. Integra i dati provenienti da database, cloud o API RESTful e feed in streaming in tempo reale, oltre a quelli non strutturati provenienti da database di documenti e altre fonti. Inoltre, gestendo sia i dati batch che quelli in streaming, supporta i carichi di lavoro analitici tradizionali, essenziali per il supporto alle decisioni, e le analisi operative in tempo reale.
  5. Gradualità dell’approccio. I sistemi legacy richiedono competenze specialistiche che nel tempo diventano sempre più costose per essere mantenuti e protetti. Sono poco flessibili, sia in quanto a capacità di interoperare con altri sistemi sia in termini di aggiornamento. Una piattaforma ibrida riduce in modo significativo i debiti tecnici di ogni tipo, consentendo la migrazione graduale dei dati non sensibili verso uno storage cloud economicamente vantaggioso. In questo modo si minimizzano i disagi iniziali e si riducono i costi di manutenzione nel tempo.
  6. Miglioramento radicale della sicurezza. L’adozione di una piattaforma ibrida centralizza il rilevamento delle minacce e il monitoraggio della conformità, incorporando misure integrate come la crittografia dei dati on-by-default e il controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC), che eliminano i rischi comuni insiti nei sistemi legacy e isolati, trasformando di fatto i livelli di sicurezza dell’organizzazione.

Ridurre il debito tecnico, rispettare i requisiti normativi

Il debito tecnico intacca i sistemi legacy, rendendo una piattaforma ibrida la migliore soluzione possibile per la maggior parte delle istituzioni finanziarie. Tali sistemi sono di solito troppo obsoleti o, nel caso di quelli proprietari e black-box, troppo poco comprensibili per essere migrati nel cloud.

Allo stesso modo, un confuso assortimento di requisiti normativi impedisce agli istituti di servizi finanziari di spostare dati e operazioni sensibili su infrastrutture cloud pubbliche. Per questi carichi di lavoro e set di dati, le soluzioni ibride offrono alle organizzazioni un modo per bilanciare le esigenze di conformità con la necessità di innovare e modernizzare. Inoltre, sfruttando tecnologie open-source e aderendo a standard aperti, una piattaforma hybrid data riduce al minimo la creazione di nuovi debiti tecnici, scaricando la maggior parte della manutenzione sull’ecosistema open-source. Invece di pagare il debito tecnico, ci si può concentrare sull’identificazione di nuovi casi d’uso per l’analisi predittiva e machine learning (ML), sull’integrazione dell’analisi avanzata nei flussi di lavoro operativi e sullo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

Aiutare gli istituti di servizi finanziari a cavalcare l’onda delle M&A

In previsione di un aumento delle attività di fusione e acquisizione (M&A – Merger and Acquisition), una piattaforma ibrida costituisce una risorsa sia tattica che strategica. Consentendo una visione olistica dei dati, automatizzando le attività fondamentali di gestione e integrazione dei dati e semplificando la governance e la sicurezza dei dati, una soluzione hybrid facilita la fusione senza l’interruzione di sistemi e processi dissimili, ossia un compito scoraggiante in qualsiasi scenario di fusione e acquisizione.

La realtà è che la fusione delle operazioni di due o più istituti finanziari di dimensioni ed esperienza significativa comporta la riprogettazione dell’architettura aziendale. Non si tratta solo di integrare applicazioni, carichi di lavoro e dati tra sistemi diversi, ma anche di esplorare, mappare e riconciliare processi aziendali diversi. Poiché una piattaforma ibrida espone un insieme comune di caratteristiche, funzioni e interfacce integrate, gli istituti di servizi finanziari possono utilizzarla per progettare flussi di lavoro affidabili e resilienti che integrano servizi, carichi di lavoro e dati tra sistemi o processi diversi.

È possibile costruire una piattaforma ibrida in casa?

Gli istituti finanziari possono progettare, costruire, testare e lanciare le proprie piattaforme di hybrid data oppure adottare soluzioni ibride già esistenti, che si basano su tecnologie open-source e standard aperti.

Costruire una piattaforma di dati su misura, ibrida o meno, significa assumersi un nuovo debito tecnico significativo e comporta anche un rischio a lungo termine non trascurabile, in quanto richiede un’ampia personalizzazione delle tecnologie open-source per sostenere la propria soluzione, oltre a doversi assumere la responsabilità della manutenzione a lungo termine di tali personalizzazioni.

Inoltre, gli istituti di servizi finanziari devono progettare, implementare e mantenere tutte le funzionalità necessarie che mancano alle tecnologie open-source a monte. Oggi, nessuna combinazione di tecnologie open-source è in grado di avvicinare le capacità integrate di una piattaforma standard per automatizzare attività come profilazione, pulizia dei dati e integrazione dei dati.

Con una soluzione di questo tipo, gli istituti di servizi finanziari possono accedere a una tecnologia avanzata, frutto di milioni di dollari di investimenti in proprietà intellettuale, senza costi iniziali associati, debito tecnico residuo e senza assumersi rischi a lungo termine.

di Daniele Adami, Enterprise Account Manager di Cloudera