CrossConnect Expo ha presentato a Catania le soluzioni più innovative per trasformare, ottimizzare e far evolvere le grandi reti e le infrastrutture fisiche.

CrossConnect:

Le infrastrutture di domani dovranno saper vedere, proteggersi e rigenerarsi. Come? Convertendo strade, reti energetiche e impianti industriali in ecosistemi intelligenti, sicuri e circolari grazie a intelligenza artificiale, robotica avanzata, sensoristica di nuova generazione e cybersecurity. Questa è la missione di CrossConnect: far crescere i campioni tecnologici di domani e favorire la collaborazione con le grandi aziende per rispondere alle loro sfide d’innovazione. CrossConnect è infatti il programma di accelerazione con sede a Catania dedicato all’infratech, parte della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital.

L’iniziativa di CDP Venture Capital è gestita da Plug and Play Italy ed ELIS Innovation Hub, co-gestori e co-investitori del programma, con il supporto dei corporate partner Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Eni (attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa), a.Quantum (Gruppo Acea), e Sonatrach Raffineria Italiana, Pirelli.

Ogni realtà ha ricevuto 150.000 euro tra investimento e servizi di accelerazione e ha lavorato a stretto contatto con le aziende partner per sviluppare il proprio Proof of Concept, mettere alla prova le proprie soluzioni in contesti industriali reali e affinare il modello di business. Per le realtà più performanti si apre ora la possibilità di un investimento di follow-on fino a 400.000 euro.

Quali sono le startup del terzo batch

Otto realtà giovanissime, nate tra il 2024 e il 2026, accomunate tutte da uno stesso obiettivo: applicare AI, robotica, sensoristica e cybersecurity alle infrastrutture per renderle più sicure, resilienti e circolari. Ecco le protagoniste:

GeospatialX: nata a Catania, ha sviluppato una piattaforma di decision intelligence per asset immobiliari, infrastrutturali e territoriali che incrocia dati geospaziali, ambientali, economici e societari, trasformando informazioni frammentate in indicazioni operative per due diligence, valutazione del rischio e location intelligence.

Hystrix: con sede a Pisa, mette al riparo dispositivi industriali e macchinari legacy dalle minacce informatiche, assicurando la continuità operativa di medie e grandi imprese e semplificando gli adempimenti di compliance in ambito cyber.

Localyte: startup romana, progetta software basati su AI e sensor fusion che potenziano le prestazioni dei sensori e garantiscono una geolocalizzazione accurata anche negli ambienti in cui il segnale GPS non è disponibile.

New Water Labs: attiva tra Regno Unito e Italia, lavora a una tecnologia di frontiera con l’obiettivo di rendere l’acqua dolce abbondante e accessibile a costi contenuti, ovunque e a partire da qualsiasi fonte.

Renovo: basata a Milano, ha messo a punto una soluzione robotica modulare e plug-and-play che automatizza lo smontaggio dei pannelli fotovoltaici a fine vita, massimizzando il recupero dei materiali e riducendo costi e impatto ambientale.

Seamorph: realtà torinese, costruisce veicoli subacquei autonomi e riconfigurabili, pensati per ispezionare e proteggere le infrastrutture critiche sottomarine.

Thelia: meneghina, realizza un sistema di percezione dei materiali destinato a robot e mezzi autonomi. Con una sola scansione permette alla Physical AI di leggere la geometria 3D di un oggetto, la sua composizione e il suo stato di degrado.

WaveLAB: da Bolzano, installa un modulo di edge AI sulle colonnine di ricarica per veicoli elettrici già in funzione, compatibile con qualsiasi stazione e sistema di gestione: individua le cause delle ricariche non andate a buon fine, rileva usi impropri e danneggiamenti e apre l’infrastruttura a servizi urbani e applicazioni di terze parti.

“Le startup del terzo batch dimostrano che oggi innovare nelle infrastrutture significa rendere strade, reti e impianti intelligenti, sicuri e sostenibili. Siamo fieri di averne supportato lo sviluppo non solo attraverso l’investimento e un programma di accelerazione dedicato, ma anche grazie al dialogo con l’ecosistema di grandi aziende, investitori, università e mentor costruito da CrossConnect. L’Expo si è confermato un momento importante di confronto e condivisione: uno spazio in cui l’ecosistema si incontra e si contamina, favorendo la nascita di sinergie e il confronto con la comunità locale” – ha dichiarato Giuseppe Idone, Manager di Plug and Play Catania.