264 candidature da startup, spinoff universitari e micro e piccole imprese innovative da tutta Italia, 10 progetti vincitori selezionati e fino a 70.000 euro per ciascuno

Call 4 Circular Startup - pexels

Si è tenuto ieri a Napoli il Demo Day del Premio “MICS Futuro Made in Italy – Call 4 Circular Startup”, il progetto nato per ridisegnare il Made in Italy in ottica circolare promosso dalla Fondazione MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile in collaborazione con il Circular Economy Lab, iniziativa di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory.

Durante l’evento, le realtà selezionate hanno presentato le proprie soluzioni innovative davanti a una giuria composta da partner dell’iniziativa, investitori, manager d’impresa, docenti universitari, ricercatori ed esperti di settore. Al termine delle sessioni di pitch, sono stati annunciati i 10 progetti vincitori, che riceveranno un premio fino a 70.000 euro ciascuno, compreso l’accesso a un programma di bootcamp avanzato e percorsi di co-innovazione con il sistema industriale MICS.

Le realtà innovative selezionate alla Call 4 Circular Startup

  • Agreenet sviluppa soluzioni naturali per ridurre lo spreco di frutta fresca lungo la filiera di oltre il 40%. La startup ha creato PiFresc®, un piccolo sacchetto che rilascia lentamente composti naturali di origine vegetale in grado di prevenire la formazione di muffe e prolungare la shelf life fino a 25 giorni.
  • AraBat sviluppa tecnologie innovative per il riciclo sostenibile delle batterie agli ioni di litio. Ha ideato un processo idrometallurgico “green” che utilizza scarti agroalimentari per estrarre metalli preziosi dalle batterie esauste. Questo approccio consente di recuperare litio, cobalto, nichel e manganese con un impatto ambientale significativamente ridotto rispetto ai metodi tradizionali.
  • Billd sviluppa una piattaforma SaaS brevettata che sostituisce gli scontrini cartacei con ricevute digitali integrate nei sistemi POS. La soluzione Billd si integra facilmente con POS e Smart POS e consente ai clienti di ricevere lo scontrino digitale avvicinando smartphone o wearable, senza app, email o numero di telefono.
  • BrainTex è una soluzione di controllo qualità basata su computer vision e intelligenza artificiale che automatizza l’ispezione dei tessuti in tempo reale. Il sistema identifica difetti lungo la linea produttiva, migliorando l’accuratezza, riducendo i costi della non qualità e limitando sprechi e rilavorazioni nell’industria tessile.
  • Cloov sviluppa soluzioni digitali per accelerare la circolarità nel settore moda attraverso modelli di riuso e second-hand. La piattaforma permette ai brand di integrare servizi di rivendita dell’usato direttamente nei propri canali ufficiali, consentendo ai consumatori di dare nuova vita ai capi acquistati e supportando i brand nella gestione logistica e tecnologica dei programmi di resale
  • Cognivix sviluppa tecnologie di intelligenza artificiale che semplificano la programmazione dei robot industriali. La piattaforma consente di insegnare a un robot una sequenza di assemblaggio a partire da una singola dimostrazione video, riducendo tempi e costi di integrazione dell’automazione.
  • J4Energy sviluppa una piattaforma software che aiuta le aziende a ridurre emissioni e costi energetici. Il Decarb Co‑Pilot supporta la gestione delle emissioni Scope 1, 2 e 3 lungo la supply chain, mentre modelli di AI e digital twin analizzano i consumi e simulano scenari di decarbonizzazione, automatizzando processi spesso gestiti tramite consulenze e fogli Excel.
  • Orbita Technologies sviluppa una microfactory modulare per il recupero di componenti elettronici ad alto valore dai rifiuti RAEE. La soluzione combina machine learning, visione artificiale e processi di estrazione selettiva per smontare automaticamente le schede elettroniche, valorizzando i componenti prima del riciclo dei materiali.
  • Rarearth sviluppa tecnologie per il riciclo diretto dei magneti provenienti da dispositivi a fine vita, componenti critici per settori come mobilità elettrica ed energie rinnovabili. L’azienda propone un processo “magnet‑to‑magnet” che trasforma magneti dismessi in nuove polveri magnetiche ad alte prestazioni, riducendo emissioni, consumo d’acqua e dipendenza da materie prime estratte.
  • Re‑Sport sviluppa una tecnologia brevettata per il riciclo dei tessuti contenenti elastane, difficilmente trattabili con i metodi tradizionali. Il processo separa selettivamente l’elastane dalle altre fibre, consentendo di riciclare materiali come nylon, poliestere o cotone con tecnologie standard.
  • Servati progetta calzature sostenibili secondo i principi dell’economia circolare. La startup ha sviluppato una sneaker modulare e completamente disassemblabile, priva di colle o solventi, grazie a sistemi di incastro e intreccio meccanico. Il design facilita il riciclo dei materiali e semplifica il processo produttivo, combinando tecnologie di stampa 3D con la tradizione manifatturiera Made in Italy.

Una Call che fotografa lo stato dell’innovazione circolare in Italia

La Call 4 Circular Startup, aperta dal 19 gennaio al 13 febbraio 2026, ha raccolto 264 candidature da startup, spinoff universitari e micro/piccole imprese innovative da tutta Italia.
Un dato che restituisce un’istantanea dell’ecosistema nazionale dell’innovazione circolare: le proposte si sono distribuite in maniera equilibrata tra le quattro aree strategiche del Premio, con la circolarità industriale, bioeconomia e waste-to-value a guidare la classifica con il 26% delle candidature, seguita da materiali avanzati e design circolare (23%), manifattura intelligente, automazione e robotica (22%) e digitale, filiera e tracciabilità sostenibile (20%).

Altrettanto variegata la maturità tecnologica dei progetti: se il 35% si colloca nelle fasi di sviluppo prototipale (TRL 5/6), il 27% ha presentato soluzioni già operative sul mercato (TRL 9), con una fascia intermedia che include TRL 7 (23%) e TRL 8 (15%). Dal punto di vista geografico, il 32% delle candidature proviene dal Sud e dalle Isole, a fronte di un 68% dal Centro-Nord. Dati che confermano un ecosistema nazionale dinamico e fortemente orientato alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica nei comparti chiave del Made in Italy.

Una sfida da 1 milione di euro per ridisegnare il Made in Italy in ottica circolare

Con una dotazione complessiva di 1 milione di euro, il premio si inserisce nel più ampio programma della Fondazione MICS, il partenariato esteso finanziato dal MUR attraverso i fondi PNRR, con l’obiettivo di rendere le filiere italiane – moda, arredo e automazione – sempre più circolari, resilienti e tecnologicamente avanzate.

I vincitori accederanno, attraverso l’adesione alla Fondazione MICS, a un percorso di bootcamp ed engage pensato per consolidare il vantaggio competitivo delle soluzioni selezionate e per favorire collaborazioni con aziende del settore interessate a processi di co-innovazione.

La selezione dei progetti si è basata su criteri quali la qualità del team, l’innovatività della soluzione, la scalabilità del modello di business e l’aderenza ai principi dell’economia circolare. Hanno costituito elementi premianti la Diversity & Inclusion, la localizzazione nel Mezzogiorno, e l’appartenenza ai settori Moda, Arredamento, Automazione.

«Con il Premio MICS Futuro Made in Italy la Fondazione MICS conferma, una volta di più, il proprio impegno nel promuovere innovazione, sostenibilità e collaborazione nelle filiere chiave dell’industria italiana. In passato, avevamo già destinato oltre 6 milioni di euro per l’integrazione del nostro progetto attraverso i contributi di ricerca di altre 17 università e oltre 16 milioni di euro per progetti concepiti da imprese di ogni dimensione. Con questa iniziativa, abbiamo voluto agire su un ulteriore pilastro: le startup. Il nostro obiettivo, infatti, è moltiplicare le opportunità di trasferimento tecnologico, creando un ponte stabile tra ricerca e sistema produttivo e accompagnando lo sviluppo di soluzioni in grado di rendere l’imprenditoria sempre più circolare, competitiva e orientata al futuro. Le oltre 260 candidature ricevute dimostrano quanto il panorama nazionale dell’innovazione sia vario e dinamico, pronto a contribuire al progresso del Made in Italy. Siamo estremamente soddisfatti.»  dichiara Roberto Merlo, Direttore Generale della Fondazione MICS