
Quando l’intelligenza artificiale entra nelle decisioni, nel lavoro e nella produzione di conoscenza, il confine tra ciò che possono fare le macchine e ciò che resta una prerogativa dell’uomo diventa sempre più difficile da definire. È su questo confronto che si concentra l’undicesima edizione del Festival Informatici Senza Frontiere, Ctrl+Alt+Human, in programma a Rovereto dal 5 al 7 novembre.
Dalla possibilità di sviluppare un’intelligenza artificiale al servizio delle persone al potere delle piattaforme digitali, dalla competizione tecnologica tra Cina e Occidente alle implicazioni etiche dei sistemi artificiali, il Festival affronta le trasformazioni in corso con ricercatori, giornalisti ed esperti. Tra gli ospiti Fosca Giannotti, professoressa di Intelligenza Artificiale alla Scuola Normale Superiore di Pisa, che lavora allo sviluppo di sistemi di IA centrati sulle persone; Simone Pieranni, giornalista e autore di podcast, esperto di Cina e delle strategie con cui il Paese si muove nella competizione tecnologica globale; Teresa Numerico, filosofa della scienza all’Università Roma Tre, che si occupa dei limiti dei modelli linguistici e della diversità delle intelligenze umane; Viola Schiaffonati, docente di Filosofia della scienza al Politecnico di Milano, che approfondisce le implicazioni etiche e politiche dell’intelligenza artificiale; e Fabio “Kenobit” Bortolotti, musicista 8-bit e attivista digitale, che analizza il potere dei social e le possibili alternative.
Accanto agli incontri, il Festival propone anche il confronto tra giornalismo e intelligenza artificiale a partire da quindici anni di reportage sul conflitto israelo-palestinese, con la presentazione in anteprima mondiale del film Gal realizzato con l’IA; una performance di danza e nuove tecnologie con un cane robot in scena; e un dibattito sull’impatto ambientale dei data center, tra consumi di energia e acqua. Un programma che mette in relazione ricerca, informazione e arti per interrogare non soltanto ciò che le macchine possono fare, ma le scelte umane che ne determinano lo sviluppo e le conseguenze.
UN’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DEL’UOMO
La possibilità di sviluppare sistemi che affianchino le capacità umane, invece di sostituirle, è al centro dell’intervento di Fosca Giannotti, professoressa ordinaria di Intelligenza Artificiale alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Con Un altro cammino è possibile: Human Centered AI, la ricercatrice affronta il tema di un’intelligenza artificiale progettata per collaborare con le persone, rafforzandone le competenze e contribuendo a obiettivi di produttività, benessere, inclusione e coesione sociale (venerdì 6 ore 8.30, Teatro Zandonai). Il confronto si estende alla scuola, dove la diffusione degli strumenti di IA impone di ripensare metodi e relazioni educative. Alberto Montresor, professore di Informatica all’Università di Trento, nell’incontro Chissà come si divertivano parte da un racconto di Isaac Asimov per riflettere sul significato dell’apprendimento in un futuro in cui ogni studente potrebbe avere un insegnante-robot personalizzato. Un tema che si intreccia con la necessità di preservare il valore della formazione condivisa e delle relazioni umane (venerdì 6 ore 9.30, Teatro Zandonai).
L’impiego delle nuove tecnologie riguarda anche la tutela del patrimonio culturale. Arianna Traviglia, direttrice del Center for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia, presenta le applicazioni che stanno cambiando il lavoro archeologico: dall’analisi delle immagini satellitari per individuare nuovi siti alla lotta al traffico illecito, fino alla trascrizione e all’integrazione dei testi antichi (venerdì 6 ore 10.40, Teatro Zandonai).
ALGORITMI, LIBERTÀ DI SCELTA E POTERE DELLE PIATTAFORME
La capacità dei sistemi digitali di raccogliere informazioni personali e orientare i comportamenti è uno dei nuclei del programma. Negli incontri Quando gli algoritmi ci studiano Paola Velardi, senior associate del CNR-ISTC, approfondisce il tema dei ritratti digitali costruiti attraverso le tracce lasciate online: profili che possono contribuire a personalizzare servizi e offerte, ma anche essere utilizzati per sfruttare vulnerabilità e influenzare le decisioni. Antonio Lieto, professore di Informatica all’Università di Salerno, esamina invece il nudging algoritmico, ovvero le strategie attraverso cui i sistemi di raccomandazione utilizzano conoscenze sul comportamento umano per indirizzare scelte e preferenze. A seguire, viene affrontato il possibile impiego dell’intelligenza artificiale nel contrasto all’odio e alla disinformazione, con Marco Guerini, senior researcher in Linguistica Computazionale alla Fondazione Bruno Kessler, e le questioni relative alla tutela dei consumatori, con Marcello Esposito, docente di Intelligenza Artificiale all’Università di Foggia (giovedì 5 dalle ore 15, Aula Magna Iprase).
Sul funzionamento delle piattaforme social interviene Fabio “Kenobit” Bortolotti, hacktivista e musicista a 8 bit, autore del libro Assalto alle piattaforme. Riprendiamoci internet (Agenzia X, 2026). Il suo incontro, I social ci hanno addomesticato?, analizza i meccanismi con cui Instagram, TikTok e le grandi piattaforme trattengono l’attenzione, raccolgono dati e trasformano le attività degli utenti in valore economico. In alternativa ai modelli centralizzati, Bortolotti presenta il Fediverso: un insieme di piattaforme aperte e decentralizzate basate su software libero e cooperazione (giovedì 5 ore 10.15, Teatro Zandonai).
Al tema della sicurezza e della consapevolezza digitale è dedicato anche l’incontro Foto, IA, identità e sicurezza online: capire la rete per non subirla, con Carmelo Ferrante, ingegnere dell’informazione e co-coordinatore della Commissione Innovazione dell’Ordine degli Ingegneri di Trento. L’appuntamento affronta la circolazione di immagini e video, la creazione di profili e voci false attraverso l’IA, la diffusione non consensuale di immagini intime, la sextortion e lo stalking digitale, indicando strumenti e comportamenti utili a proteggersi (giovedì 5 ore 11.30, Teatro Zandonai).
INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LAVORO E DISUGUAGLIANZE
L’impatto dell’IA sulle professioni e sulle organizzazioni attraversa gli appuntamenti del Festival di venerdì 6, in programma dalle 15.30 nell’Aula Magna Iprase. La sessione Evoluzione, Sostituzione, Manipolazione? Questa trasformazione ci tocca tutti, moderata dal giornalista Andrea Vico, affronta i cambiamenti nelle attività creative, nei rapporti tra colleghi e nei processi decisionali. Francesca Maria Ciardo, psicologa e ricercatrice all’Università di Milano-Bicocca, analizza il modo in cui si attribuiscono intenzioni e autonomia a robot e agenti artificiali, con conseguenze sul senso di controllo e sulla responsabilità. Pamela Musu, digital & AI transformation leader di Cassa Centrale Banca, si concentra invece su fiducia, competenze e collaborazione nei luoghi di lavoro. Completano la sessione l’intervento di Carlo Cuomo, formatore e designer nei settori edutainment, gamification, media IT e UX, dedicato alla trasformazione delle professioni nei settori creativi, e quello del fisico già direttore di ricerca all’IASI del CNR Michele Misha Missikoff, che affronta le prospettive di democratizzazione dell’intelligenza artificiale e la distribuzione dei vantaggi economici prodotti dall’innovazione.
Le conseguenze della crescita dell’IA riguardano anche le infrastrutture che ne consentono il funzionamento. Un incontro dedicato ai data center affronta il loro consumo di energia e acqua e le possibili alternative per ridurne l’impatto ambientale. Intervengono Alessio Lodge e Bianca Giovetti, fondatori di Ambra Compute, in collegamento da New York (venerdì 6 ore 11.40, Teatro Zandonai).
Sabato 7 novembre il confronto prosegue con un panel dedicato a Il lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale: competenze, organizzazioni e sovranità del dato. Piero Giacomelli, Riccardo Paolini, Roberta Russo e Teo Novellino, con la moderazione di Andrea Vico, discutono anche del rischio di dipendenza tecnologica ed economica dagli hyperscaler e della necessità di mantenere il controllo sulla proprietà e sulla riservatezza dei dati affidati a infrastrutture esterne. L’incontro, curato da AUSED e SDG Group, è anche l’occasione per la consegna delle borse di partecipazione al Festival destinate a studenti e studentesse selezionati (ore 9.45, Aula Magra Iprase).
CINA, DATI E PROPAGANDA
La competizione internazionale sull’intelligenza artificiale è al centro dell’incontro Cina: potenza artificiale, tra dati e propaganda, in programma sabato 7 novembre. Il giornalista, autore e podcaster Simone Pieranni, in dialogo con Simone Casciano, ricostruisce la strategia cinese per raggiungere una posizione di leadership nella robotica e nell’IA: dall’autosufficienza tecnologica agli investimenti nei chip, fino all’integrazione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e nei percorsi scolastici. L’incontro si concentra anche sulla difficoltà di distinguere i risultati effettivi dalla narrazione ufficiale, in un contesto in cui l’accesso ai dati tecnici, ai costi e alle criticità dello sviluppo tecnologico non è sempre garantito. Una riflessione che mette in relazione innovazione, disponibilità delle informazioni e rapporti di potere (ore 11.45, Aula Magna Iprase).
QUALI VALORI INCORPORA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La sessione Bella senz’anima: valori e culture di fronte all’IA, in programma sabato 7 novembre dalle 14.30 nell’Aula Magna Iprase, affronta una questione che va oltre l’utilizzo dei sistemi: i principi e le visioni del mondo che vengono incorporati durante la loro progettazione. Viola Schiaffonati, professoressa di Logica e filosofia della scienza al Politecnico di Milano, illustra il contributo della filosofia alla comprensione delle implicazioni etiche, sociali e politiche dell’intelligenza artificiale. elena pavan (lowercase intentional), docente di Sociologia all’Università di Trento, affronta il rapporto tra IA, disuguaglianze e discriminazioni, mettendo in evidenza come queste tecnologie possano riflettere le distorsioni dei contesti in cui vengono sviluppate, ma anche contribuire a contrastarle. Teresa Numerico, professoressa di Logica e Filosofia della scienza all’Università Roma Tre, si concentra sulla diversità umana e sui limiti dei grandi modelli linguistici, mentre Massimo Zancanaro, professore di Psicologia e Scienze cognitive all’Università di Trento, presenta il Value-Sensitive Design, una metodologia per integrare i valori etici nelle tecnologie fin dalle prime fasi della progettazione.
IL DIGITALE TRA TEATRO, MUSICA E ARTI VISIVE
Il programma affida anche agli spettacoli il compito di esplorare il rapporto tra corpo, creatività e tecnologia. Giovedì 5 novembre il Festival si apre al Teatro Zandonai alle 8.45 con KOPPELIA_giardino13, progetto di A. Vidach e C. Prati che riprende le suggestioni del balletto Coppélia e del racconto di E.T.A. Hoffmann L’uomo della sabbia. Attraverso un sistema di motion capture senza sensori indossabili, i movimenti della protagonista generano in tempo reale un doppio digitale, mettendo in scena il rapporto tra identità fisica e rappresentazione virtuale. La performance, che fa parte della rassegna Viva! curata dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni, porta sul palco anche un cane robot Unitree GO2.
La sera, alle 21, Andrea Cosentino porta in scena Trash Test, un happening partecipativo, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato, in cui l’intelligenza artificiale genera scene, dialoghi e trame a partire dalle richieste del pubblico. Il materiale prodotto viene sottoposto a un collaudo teatrale che ne mette in luce cliché, automatismi e limiti, interrogando anche il concetto di autorialità.
Venerdì 6 novembre è in programma Error#440. Vedere il suono, ascoltare il movimento, conferenza-spettacolo di Lorenzo Crivellari e Giuseppe Vetti. Tra arti circensi, musica dal vivo, sintetizzatori, oggetti e dispositivi inventati, lo spettacolo esplora la relazione tra gesto e suono e il fenomeno della sinestesia, attribuendo all’errore un ruolo centrale nei processi di ricerca e sperimentazione (ore 21, Teatro Zandonai).
Il rapporto tra tecnologia e narrazione è al centro anche dell’incontro Dalla penna al prompt: cronache del conflitto israelo-palestinese tra giornalismo e intelligenza artificiale. Il giornalista indipendente Nino Orto ha condensato nel libro Israele-Palestina. Voci di una terra contesa quindici anni di reportage su uno dei conflitti più complessi del presente. A partire dal volume, Roberta Colombo, creative director di Next Video Trailer, regista e AI filmmaker, ha realizzato con l’intelligenza artificiale generativa due cortometraggi che traducono in immagini il lavoro giornalistico: Amal, premiato agli AI Awards Festival Venice 2026 e finalista al BAIFF Burano Film Festival 2026, e Gal, che sarà proiettato in anteprima mondiale durante l’incontro. Il dialogo esplora le possibilità e i limiti dell’IA applicata al cinema documentario (giovedì 5 ore 18, Aula Magna Iprase).
Sabato 7 novembre, alle 17, al Mart – Archivio del ’900, Michele Sgobio, storico e public historian, ricostruisce la storia di ECN (European Counter Network), la rete telematica che mise in connessione centri sociali e collettivi italiani tra gli anni Ottanta e Novanta. Il progetto di ricerca sull’archivio digitale della rete offre una chiave di lettura dei movimenti sociali e delle controculture digitali. Introduce Duccio Dogheria, che guiderà il pubblico alla scoperta dei documenti conservati dal museo.
LABORATORI E INCLUSIONE: IMPARARE A USARE LA TECNOLOGIA
Il Festival dedica una parte importante delle attività alle scuole, con laboratori che permettono di sperimentare direttamente le applicazioni del digitale. Gli studenti possono programmare rover per esplorare ambienti sconosciuti, lavorare sulla generazione di immagini e musica attraverso l’IA, imparare a riconoscere fake news e deepfake, sviluppare prototipi interattivi e avvicinarsi alla fabbricazione digitale. Le attività sono distribuite tra il Museo di Scienze e Archeologia, IPRASE e Palazzo Alberti Poja.
Venerdì 6 e sabato 7 novembre IPRASE ospita inoltre Sensoltre, mostra di sei storie tattili realizzate da Giovanni Pedote, in arte Giope, artista scomparso pochi mesi fa. Le opere — No digital divide, Maledetti piedi freddi, Voglia di respirare, Condivisione, Eterno divenire e Accogliamo — sono sviluppate attraverso il linguaggio della pittoscultura e invitano a conoscere e interpretare il mondo attraverso il tatto e l’ascolto. Il progetto, che accompagna Informatici Senza Frontiere dal 2013, unisce ricerca artistica e accessibilità, superando le barriere sensoriali attraverso opere esplorabili e ascoltabili.
IL PROMPT GIUSTO: L’ANTEPRIMA A TRENTO
Il percorso verso il Festival comincia sabato 31 ottobre a Trento con Il prompt giusto, laboratorio pratico sul prompting rivolto agli adulti, realizzato da Gruppo Cassa Centrale e Allitude con Informatici Senza Frontiere. Isabella Chiodi e Dino Maurizio accompagneranno i partecipanti nella formulazione di richieste efficaci ai sistemi di intelligenza artificiale e nella valutazione delle risposte, con un approfondimento sulle opportunità e sui limiti di questi strumenti e sui cambiamenti nel mondo del lavoro. Una parte dell’incontro sarà dedicata alla sicurezza digitale, dalla protezione dei dati all’affidabilità delle informazioni, fino ai rischi di manipolazione e alle truffe online. Il laboratorio si svolge dalle 10 alle 12 negli spazi di AlliSpace di Allitude, in via Giovanni Segantini 33. Non sono richieste competenze tecniche; i posti sono limitati.































































