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    Akamai SOTI Report: con l’AI le API diventano il principale punto di vulnerabilità

    By Redazione BitMAT24 Marzo 20263 Mins Read
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    Con l’accelerazione dell’adozione dell’AI da parte delle aziende, le API sono diventate la principale superficie di attacco. I dati dei ricercatori Akamai

    Akamai SOTI Report

    Akamai ha pubblicato il “2026 Apps, API, and DDoS State of the Internet (SOTI) Report”, in cui evidenzia un cambiamento decisivo nel panorama delle minacce. I criminali informatici stanno industrializzando i loro metodi e puntando sull’infrastruttura su cui si basano la crescita aziendale e la trasformazione dell’intelligenza artificiale.

    Man mano che le aziende accelerano l’adozione dell’intelligenza artificiale, le API, da tempo trascurate come punto di vulnerabilità, sono diventate la principale superficie di attacco. I ricercatori di Akamai hanno osservato che gli attacchi si evolvono in campagne coordinate che combinano costantemente abusi delle API, attacchi alle applicazioni web e attività DDoS Layer 7 in operazioni scalabili e convenienti per interrompere la disponibilità e causare un impatto finanziario. Le aree a rischio sono quelle in cui si concentrano gli investimenti. Le API sono diventate la base della trasformazione dell’intelligenza artificiale, e garantire la sicurezza dell’IA significa garantire la sicurezza delle API.

    I dati dell’Akamai SOTI Report sottolineano la portata di questa industrializzazione:

    ● Gli attacchi DDoS Layer 7 sono aumentati del 104% negli ultimi due anni.

    ● L’87% delle aziende intervistate ha segnalato un incidente relativo alla sicurezza delle API nel 2025.

    ● Gli attacchi alle applicazioni web sono aumentati drasticamente, salendo del 73% tra il 2023 e il 2025.

    ● Il numero medio di attacchi API giornalieri è aumentato del 113% su base annua.

    “I criminali informatici puntano sempre più a compromettere le performance, ad aumentare i costi dell’infrastruttura e all’utilizzo su vasta scala dell’automazione basata sull’intelligenza

    artificiale, piuttosto che realizzare campagne che fanno notizia”, ha dichiarato Patrick Sullivan, CTO of Security Strategy di Akamai. “L’automazione e l’intelligenza artificiale stanno rendendo queste campagne sofisticate economiche, ripetibili e veloci. Inoltre, poiché le aziende investono in modo massiccio nella trasformazione dell’intelligenza artificiale, gli hacker puntano alle API che favorisce questo processo”.

    Dal report emerge, inoltre, che la sicurezza delle applicazioni e quella delle API siano ormai inseparabili, anche se molte aziende continuino a gestirle come sfide separate. Considerarle separatamente crea lacune di visibilità che i criminali devono sfruttare come unico vettore di attacco.

    Ecco gli altri risultati principali emersi dal report:

    ● Il “vibe-coding” sta introducendo nuove vulnerabilità e configurazioni errate che, spesso, raggiungono la fase di produzione senza essere state sottoposte a test adeguati.

    ● L’attività DDoS guidata dagli hacktivisti continua ad aumentare poiché gli attori, spinti da motivazioni politiche, si adattano alle mutevoli tensioni globali e all’aumento delle botnet disponibili a noleggio.

    ● Il picco del 104% registrato negli attacchi DDoS Layer 7 è alimentato dal facile accesso alle botnet tramite servizi DDoS-for-hire e script di attacco basati sull’intelligenza artificiale con cui è più facile prendere di mira le API e le applicazioni web.

    ● Le “superbotnet”, come Aisuru e Kimbolf, che si sono evolute rispetto all’architettura originale di Mirai, ora sono alla base degli ecosistemi DDoS-as-a-Service (DDoSaaS) utilizzati sia dai gruppi di criminali informatici che dagli hacktivisti.

    Il 2026 Apps, APIs, and DDoS SOTI report include anche un’analisi approfondita delle tendenze degli attacchi a livello locale, informazioni dettagliate sull’economia dei moderni attacchi web e una rubrica speciale che esamina i sistemi di difesa dalle nuove minacce poste dall’agentic AI, oltre a strategie pratiche di mitigazione.

    Giunti ormai alla dodicesima edizione, i SOTI Report di Akamai continuano a fornire informazioni cruciali sulle tendenze della cybersecurity e sulle web performance, basati sugli attacchi rilevati dall’infrastruttura di protezione della cybersecurity di Akamai, che gestisce una parte significativa del traffico web globale.

     

    Akamai
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