In un contesto industriale sempre più caratterizzato da processi digitali, fabbriche interconnesse e utilizzo intensivo dei dati, la cybersecurity sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di sviluppo del manifatturiero italiano. Infatti, la sicurezza informatica è al primo posto tra le innovazioni e tecnologie che stanno trasformando il settore. Inoltre, 2 aziende su 5 dichiarano di aver già introdotto soluzioni di cybersecurity o di prevederne l’introduzione entro i prossimi due anni, a conferma di una crescente consapevolezza del ruolo strategico della protezione dei sistemi e dei dati industriali. Non si tratta più di una tecnologia a supporto dei sistemi IT, ma di una condizione abilitante per la trasformazione digitale, per l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale e per la capacità delle imprese di operare in modo sicuro e continuativo all’interno di filiere produttive sempre più digitalizzate.
È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio MECSPE, realizzato da Nomisma e punto di riferimento per l’analisi delle dinamiche del manifatturiero italiano, che evidenzia come le imprese stiano progressivamente integrando la sicurezza informatica all’interno dei propri percorsi di innovazione, affiancandola a investimenti in automazione, digitalizzazione dei processi e gestione avanzata dei dati.
Secondo l’Osservatorio, la sicurezza informatica si colloca oggi tra le tecnologie considerate prioritarie dalle imprese manifatturiere, insieme a intelligenza artificiale ed efficientamento energetico. Questa tendenza si inserisce in un quadro più ampio di evoluzione della fabbrica digitale. Le imprese continuano infatti a investire principalmente su automazione e robotica (47%) e su digitalizzazione e interconnessione dei processi (41%), leve fondamentali per migliorare efficienza e produttività, e la cybersecurity cresce in parallelo a queste direttrici, diventando una componente strutturale dei nuovi modelli produttivi. Non a caso, nei comparti a maggiore intensità tecnologica, come l’elettronica, la sicurezza informatica rientra già oggi tra le principali tendenze strategiche, accanto a digitalizzazione e automazione.
L’analisi delle innovazioni tecnologiche per ambito rafforza ulteriormente questa tendenza: la cybersecurity è una delle tre principali priorità in numerosi comparti del manifatturiero, come automazione e robotica, meccatronica, metalli ferrosi, manifattura additiva ed elettronica, plastica, a dimostrazione di come la protezione dei sistemi digitali sia un’esigenza trasversale che accompagna l’evoluzione dell’intero sistema industriale.
Accanto agli investimenti tecnologici, emerge con forza il tema delle competenze. La sicurezza informatica industriale è indicata da quasi il 30% delle imprese tra le competenze digitali prioritarie da sviluppare nel prossimo biennio, insieme a robotica, intelligenza artificiale e analisi dei Big Data. Un dato che evidenzia come la cybersecurity non possa essere affrontata esclusivamente attraverso l’adozione di nuove soluzioni tecnologiche, ma richieda anche un rafforzamento delle competenze interne e percorsi strutturati di formazione. Infatti, investire in cybersecurity significa anche investire nella capacità delle persone di governare la complessità della trasformazione digitale.
La crescente centralità della cybersecurity si lega infine al tema della resilienza industriale. In uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica, tensioni sulle filiere e aumento dei rischi cyber, la protezione dei sistemi informativi e dei dati produttivi diventa una leva strategica per garantire continuità operativa, affidabilità delle supply chain e tutela del patrimonio industriale delle imprese.
“Dai dati dell’Osservatorio MECSPE emerge con chiarezza come la cybersecurity non sia più solo un tema tecnologico, ma una vera e propria leva strategica per lo sviluppo del manifatturiero”, dichiara Maruska Sabato, Project Manager di MECSPE. “Più le aziende investono in digitalizzazione, automazione e utilizzo dei dati, più diventa fondamentale garantire sicurezza, affidabilità e continuità dei sistemi. MECSPE rappresenta un momento di confronto concreto su questi temi, mettendo in connessione imprese, tecnologie e competenze per accompagnare il manifatturiero verso un’innovazione davvero sostenibile e resiliente”.
“L’intelligenza artificiale rappresenta oggi una leva straordinaria di crescita per il manifatturiero, ma il suo reale potenziale può emergere solo se accompagnato da un nuovo approccio al tema della cybersecurity, sempre più solido e strategico. Senza sicurezza, l’innovazione non scala: le aziende esitano a condividere dati, a integrare l’AI nei processi core e ad aprirsi alle filiere digitali. La cybersecurity non è più un tema esclusivamente tecnologico, ma una condizione abilitante per la digitalizzazione, la resilienza operativa e la competitività. In particolare per le PMI, la sfida è superare l’approccio difensivo e integrare protezione del dato e intelligenza artificiale in una visione strategica unica, capace di sostenere nel tempo l’evoluzione dei modelli produttivi e organizzativi”, aggiunge, inoltre, Angelo Giuliana, Direttore Generale Centro di Competenza Meditech.
Il quadro tracciato dall’Osservatorio MECSPE offre una chiave di lettura concreta delle trasformazioni in atto nella manifattura italiana. Questi temi saranno al centro della 24ª edizione di MECSPE Bologna, in programma dal 4 al 6 marzo 2026 a BolognaFiere, punto di riferimento nazionale e internazionale per l’innovazione manifatturiera, che riunirà imprese, istituzioni e centri di ricerca per approfondire cybersecurity, intelligenza artificiale, sostenibilità e sviluppo delle competenze, leve strategiche per la competitività del settore.
