
Un robot umanoide nel cuore di Milano per avvicinare l’intelligenza artificiale alle persone, farne conoscere le potenzialità e aprire un confronto sul futuro della città. Si è conclusa domenica 18 ottobre, in Piazza San Babila, la tre giorni di “Quby dialoga con il Futuro!”, l’iniziativa del Gruppo Qubit che ha portato tra i cittadini Quby, il robot umanoide capace di camminare, conversare e interagire con il pubblico, trasformando una delle piazze più frequentate della città in un luogo di incontro tra esseri umani e nuove tecnologie.
Circa 250 le conversazioni raccolte nel corso del weekend, durante le quali Quby ha interrogato milanesi, studenti, professionisti e passanti sul loro rapporto con l’intelligenza artificiale e sulle prospettive della Milano del futuro.
“La Fondazione Qubit è nata proprio per questo: investire in strumenti e occasioni di comunicazione capaci di promuovere cultura, ricerca e condivisione su temi che possono migliorare il nostro futuro», ha dichiarato Luca Morvilli, presidente della Fondazione Qubit. «Si parla tanto, forse troppo, di intelligenza artificiale, spesso esaltandone in maniera eccessiva sia i benefici sia i rischi. Noi abbiamo voluto invece permettere ai milanesi e alle scuole di Milano di toccare con mano come questa tecnologia possa concretizzarsi e aiutarci nella vita di tutti i giorni. La partecipazione dei cittadini e degli opinion leader ci ha confermato che avevamo ragione: c’è una forte richiesta di capire, in modo semplice e concreto, cosa l’intelligenza artificiale possa fare per noi e come sia possibile limitarne i rischi”, ha concluso Morvilli.

Dietro la tecnologia che ha permesso a Quby di dialogare con centinaia di cittadini c’è The House of AI, società del Gruppo Qubit guidata dal CEO Fabio Ardossi, che ha sviluppato il sistema di intelligenza artificiale alla base del progetto. Una tecnologia che consente al robot umanoide di sostenere conversazioni, elaborare le risposte e interagire in tempo reale con le persone. “Con Quby abbiamo voluto dimostrare come l’intelligenza artificiale possa uscire dagli schermi ed entrare concretamente nella vita delle persone”, è il messaggio al centro del progetto tecnologico sviluppato da The House of AI, che punta a rendere l’interazione tra esseri umani e sistemi intelligenti sempre più naturale, accessibile e intuitiva.
La tre giorni, organizzata in occasione del CES Unveiled Milan, ha visto anche la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’informazione, delle imprese e della cultura, coinvolti in incontri e momenti di confronto dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale, economia, lavoro, comunicazione e relazioni umane.































































