Sottovalutare l’aspetto della business continuity espone l’azienda, anche più virtuosa, ad una grande fragilità. Lodovico Mabini propone una serie di soluzioni pratiche in occasione di SMAU

“Vi sono tante realtà di piccole e medie dimensioni con importanti quote di mercato e in crescita che spesso non si soffermano sull’impatto strategico dei sistemi informativi a “basso rischio”. E’ un aspetto culturale spesso riconducibile a comportamenti “tradizionalisti” sia da parte dell’imprenditore che del fornitore IT. Ma sottovalutare l’aspetto della business continuity espone l’azienda anche più virtuosa ad una grande fragilità.”

Lodovico Mabini, coordinatore della commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Lecco, sottolinea un rischio spesso sottovalutato dalle piccole realtà. Per questa ragione, nel corso del workshop “Introdurre la business continuity nelle piccole e medie realtà”, in programma il 23 ottobre alle 15.30 a Smau, analizzerà gli asset che compongono le soluzioni IT anche di piccole dimensioni, evidenziando le più diffuse criticità ed i rimedi consigliati.

E gli asset “secondari”
Oltre agli aspetti specifici di tecnologia informatica, verranno analizzati anche gli asset “secondari” quali la corrente, le stampe, gli accessi guest, la formazione degli addetti, la videosorveglianza.
In relazione al regolamento GDPR si affronteranno gli aspetti di “privacy-by-design” e “privacy-by-default”
Come si può fare una valutazione del rischio informatico ? Quali sono le figure che possono condizionare gli aspetti di business continuity ?
Come dare un valore concreto agli investimenti IT ? Come si sposano sostenibilità ed adeguatezza delle soluzioni ?
Quali accorgimenti si possono adottare utilizzando al meglio le risorse esistenti?
Hanno senso i costi di analisi e di progetto nelle piccole realtà?
L’obiettivo analizzare gli aspetti di business continuity fornendo un metodo di analisi e di progetto per identificare gli asset strategici e definire le politiche di miglioramento.

I rischi per i piccoli sono… grandi

“Le realtà di maggiori dimensioni – spiega Mabini – hanno figure IT interne attente a queste problematiche, mentre l’ambito PMI e studio professionale soffre di una mancanza di consapevolezza sul rischio informatico”.

Sicuramente il regolamento UE sulla protezione dei dati, GDPR, dovrebbe aumentare la sensibilità su questi aspetti anche se dobbiamo rilevare che molte aziende non hanno dato la giusta attenzione a questa importante novità.

“Vorrei stimolare le PMI ed anche i fornitori di PMI ad una riflessione – conclude Mabini – analizzando tutti gli asset tipici di queste realtà, per un approccio più metodico e progettuale nel costruire sistemi IT. Dal networking alle stampanti, dalla connettività alla formazione del personale è possibile, secondo me, ottenere risultati eccellenti con piccoli sforzi, partendo dal principio di accountability (responsabilizzazione e consapevolezza) cardine del GDPR”

Ad esempio, sfruttando le potenzialità dei software server in ambito utenti, diritti, condivisione risorse di stampa, unità organizzative, si riesce ad creare situazioni virtuose che, centralizzando tutte le risorse in modo organizzato, permettono di rispondere in modo efficace anche ad eventuali guasti temporanei, come la rottura di una postazione di lavoro”.

La partecipazione al workshop “Introdurre la business continuity nelle piccole e medie realtà” è gratuita, ma è consigliabile l’iscrizione.

Per i lettori di BitMAT, l’accesso a Smau è gratuito a questo link.