Abbiamo messo alla prova il Galaxy Note 2, il gigante di casa Samsung che ha venduto ben 5 milioni di pezzi in soli due mesi. Con il suo schermo da 5,5 pollici appartiene, infatti, alla categoria dei cosiddetti “phablet”, a metà strada tra tablet e telefono.

 

Con il suo schermo da 5,5 pollici, il Samsung Galaxy Note 2 appartiene alla categoria dei cosiddetti “phablet”, a metà strada tra tablet e telefono, e deve quindi vedersela con molti agguerriti concorrenti di entrambe le categorie. Malgrado ciò il successo di questo formato è innegabile, come dimostrano i lusinghieri risultati di vendita del primo Note e gli ancora più interessanti numeri che in appena due mesi dal lancio sta conquistando il Note 2.

 

Com’è fatto
Giunto alla seconda generazione, il Note 2 mostra un’evidente parentela col Galaxy S3, lo smartphone di fascia alta leader di mercato per il mondo Android. Le maggiori dimensioni hanno convinto il produttore coreano a irrigidire la scocca, sostituendo il profilo in plastica grigia con una cornice in metallo cromato. Questa scelta irrobustisce il device, che rispetto al fratello più piccolo può resistere meglio anche a cadute accidentali.

 

 

La finitura è lucida, ma il Note 2 non scivola facilmente, visto anche l’ingombro importante. Il peso comunque non è un problema: 180 grammi non sono poi così lontani dai 136 del galaxy s3 e dai 112 dell’iphone 5 e non deformeranno la tasca della vostra giacca.

 

 

Il profilo del Note 2 a confronto con quello più rifinito dell’iPhone 5 (sopra)

Il design è semplice, forse meno innovativo di quello di concorrenti come Apple e Nokia, ma comunque elegante, soprattutto in bianco. 

 

 

Sul bordo troviamo il controllo del volume, il pulsante di accensione e il connettore standard micro usb, un po’ troppo incassato, al punto che alcuni connettori tendono a sfuggire all’aggancio.

 

Per accedere all’espansione microSD, alla sim e alla batteria rimovibile bisogna sganciare lo sportello posteriore in plastica, che può essere sostituito con una pratica cover a libro che protegge anche il display.

 

 

Diversamente di quanto avviene con i prodotti Apple, l’utente del Note 2 può quindi ampliare autonomamente i 32 GB di memoria integrata o sostituire la batteria. E non é un vantaggio da poco.

Software e ergonomia

L’interfaccia del Note 2 è la stessa TouchWiz del Galaxy S3, ma qui le dimensioni degli elementi rendono tutto molto più chiaro e leggibile. Sbloccato il telefono con l’effetto acqua, se ne apprezza subito la velocità di risposta.
La barra laterale può essere riempita con gli elementi più usati.
Scorrendo dall’alto in basso si visualizzano le notifiche e si può intervenire rapidamente sulle impostazioni più importanti.

 

 

Se a portare all’orecchio un simile padellone potreste sentirvi vagamente a disagio, ogni remora scompare sperimentando la comodità della navigazione sull’ampio schermo e la velocità con cui si può digitare sulla tastiera, che in orizzontale fa apparire tasti grandi e ben spaziati.

 

Generalmente il Note 2 va usato con entrambe le mani, ma è possibile impostare la tastiera in modo che in verticale risulti utilizzabile anche con una mano sola. Scegliendo questa opzione i tasti si raggruppano lateralmente consentendo di premerli tutti col solo pollice.

 

 

Lo stilo
Ma ciò che veramente connota il Note 2 è l’uso dello stilo, chiamato da Samsung S Pen. Più grande e comodo di quello del primo Note, rileva 1024 livelli di pressione, dispone di un tasto di controllo e viene percepito dal sistema già a un centimetro di distanza dallo schermo.

Il Note 2 rileva quando la S Pen viene estratta dal suo alloggiamento e si predispone alla scrittura.
L’applicazione S Note in dotazione permette di disegnare in grafica bitmap e vettoriale, di prendere appunti e perfino di registrare note vocali.

Dispone di uno strumento di riconoscimento della scrittura che ha dell’incredibile per come riesce a interpretare correttamente anche il corsivo più sconnesso.
Unico appunto, i due tasti sensibili al tocco non possono essere premuti con lo stilo, il che è abbastanza scomodo se si ha già la penna in mano.

 

Schermo e fotocamera
Lo schermo Super Amoled da 1280×720 pixel è, nel bene e nel male, la bandiera dei device Samsung. È nitido e presenta colori molto saturi anche se eccessivamente virati verso i toni freddi. In questo i prodotti dotati di schermi IPS, come i retina di Apple, sono superiori per livello di contrasto, luminosità e resa cromatica.

 

Sotto il sole a confronto con l’iPhone 5

 

Sotto la luce diretta del sole lo schermo del Note 2 resta comunque leggibile, anche se non siamo al top della categoria.
La fotocamera posteriore basata su un Cmos da 1/3,2” e 8 megapixel è la stessa dell’S3. La qualità è buona, pur con qualche aberrazione cromatica di troppo, ma soprattutto sono possibili numerosi settaggi e impostazioni, compresa la selezione automatica dello scatto migliore.

 

 

In dotazione anche una app per applicare live alle foto effetti pittorici di grande impatto, che mette a dura prova le prestazioni della Cpu del Note 2.
Si possono girare anche bei video full HD o a risoluzione inferiore per risparmiare spazio.

 

 

 

Prestazioni e batteria

Il cuore del Note 2 è il system on chip Exynos 4412, che gira a ben 1600 MHz ed è prodotto direttamente da Samsung. In combinazione con Android 4.1 e i 2 GB di Ram assicura prestazioni ai vertici della categoria, giocandosela spesso alla pari con l’iPhone 5, come si vede anche facendo girare Passmark su entrambi i terminali. L’ultimo melafonino fa registrare un complessivo di 2957 punti, contro i 2515 del Samsung, mentre la Cpu A6 ferma il punteggio a 13843 contro gli 11447dell’ Exynos. Dove l’Apple fa registrare un distacco significativo è nel rendering 3D: agli 891 punti del Note 2 si contrappone il valore di 1716 dell’iPhone 5, che ne connota la vocazione ludica.

 Il Note 2 ha in ogni caso sufficiente riserva di potenza per supportare tutte le applicazioni che verranno.

La grande batteria da 3100 mA mantiene in funzione il Note 2 in WiFi per quasi 8 ore e mezza, che scendono a circa 5 navigando con la connessione 3G. È un risultato superiore di quasi il 20% rispetto al Galaxy S3 e solo di poco inferiore a quanto si ottiene con l’iPhone 5.

 

Conclusioni
Malgrado sia troppo piccolo per leggere la versione elettronica di una rivista come si fa sull’iPad, e troppo grande per un tipico contenuto mobile, dobbiamo ammettere che alle dimensioni del Note 2 ci si abitua presto. Dopo esserselo portato in giro per un po’ tutti gli altri smartphone sembrano lillipuziani e scomodi.

Il Note 2 è disponibile in Italia al prezzo ufficiale di 699 euro, ma in rete si trovano già offerte intorno ai 500-550 euro. In arrivo c’è poi una versione con connettività LTE che dovrebbe essere venduta a 100 euro in più.

 

Il giudizio di Bitmat