Il report di Casaleggio segnala una forte crescita delle vendite (che comprendono anche il gioco online) e segnala cosa cambia con l’arrivo di Groupon, Amazon e l’attività di Yoox e Terashop

Pur preoccupato per le notizie che arrivano dall’Unione europea, l’ecommerce italiano continua a crescere.

L’aumento dei ricavi è imponente, ma occhio ai dati. Prima di esaltarsi e gridare al continuo boom del commercio elettronico (sempre in ritardo rispetto all’Europa, ma a questo ormai ci abbiamo fatto l’abitudine) bisogna chiarire che il report di Casaleggio & Associati nell’ecommerce, a differenza del Politecnico, fa rientrare scommesse e giochi d’azzardo che contribuiscono a fare crescere il fatturato finale del settore.

Si tratta di due interpretazioni diverse del fenomeno che portano a risultati differenti visto anche il successo del mondo dell’azzardo in rete.

Questo metodo di calcolo porta a un fatturato totale 2010 di 14,3 miliardi di euro (+43%) dove la categoria tempo libero (scommesse, giochi d’azzardo, giocattoli, articoli sportivi, spettacoli e telefonia) pesa per il 48,5% e il turismo il 31,4%. Elettronica (7,1%) e Assicurazioni (6,7%) sono gli altri settori che vantano un certo peso nel mondo delle vendite online.

Oltre alla crescita l’ultimo anno ha evidenziato una serie di trend come la gestione dei gruppi di acquisto online con l’arrivo di Groupon, che in breve tempo ha assunto 180 persone nella sede italiana. Sull’onda del leader del settore altre società italiane hanno avviato attività simili.

Groupon non è l’unico big straniero a essere arrivato sul mercato. La novità del 2010 è stata infatti l’arrivo di Amazon che ha attuato una aggressiva politica di prezzo e una campagna di acquisizione cienti e di fidelizzazione con il pagamento anticipato delle spedizioni per tutto l’anno. Per contro le aziende italiane, con l’eccezione di Yoox, fanno fatica a espandersi all’estero.

In Italia invece prende piede il modello dell’ecommerce service provider che vede Yoox e Terashop come operatori principali. Le duesocietà offrono la possibilità di un servizio di commercio elettronico “chiavi in mano” che arriva fino alla gestione del sito per conto dei clienti.

Poi c’è eBay che sta adottando un modello con barriere all’ingresso più basse e Pixmania che ha aperto ad altri esercenti con prodotti affini ai suoi.

Con la creazione di Pixplace, dove ogni commerciante può aprire un suo sito, Pixmania ha portato la propria gamma da 45mila prodotti a 1,3 milioni nell’arco di tre anni con oltre duemila venditori in tutta Europa. Su Amazon il 34% dei prodotti venduti sono gestiti direttamente da esercenti partner.