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Dispositivi ricondizionati: 8 miti da sfatare

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Tempo di lettura: 3 minuti

I dispositivi ricondizionati sono sempre più diffusi, ma siamo sicuri che tutti sappiano esattamente di cosa si tratta? Probabilmente no. Infatti, in molti sanno che si tratta di oggetti usati poco che vengono revisionati e, nel caso, riparati, per farli tornare praticamente come nuovi. Ma quando arriva il momento di cambiare lo smartphone o un altro device, non mancano i dubbi su questi prodotti che “chissà da dove arrivano…”

Refurbed, tra le piattaforme più conosciute di vendita di dispositivi ricondizionati, fa chiarezza sfatando quei falsi miti che aleggiano intorno al rigenerato, dimostrando che può valere la pena scegliere un prodotto di questo tipo invece di uno nuovo.

  1. Ma io non voglio uno smartphone usato!

    Questo è l’errore più diffuso. Ma attenzione… rigenerato non è sinonimo di usato! Anzi. Questi sono prodotti che vengono revisionati a tal punto da farli ritornare praticamente come nuovi, a un prezzo decisamente inferiore. Sono molte le differenze tra usato e rigenerato. Il primo è ancora più economico, non venendo “sistemato” e non godendo di alcuna garanzia, a differenza del rigenerato. Quest’ultimo, se acquistato su piattaforme affidabili, è sottoposto a innumerevoli test di qualità, viene sanificato, è possibile effettuare un reso e l’acquirente ha diritto all’assistenza post-vendita. Tutte cose che non accadono con un semplice prodotto usato.

  2. Ho la sensazione che sia sporco

    Questo è un tema, in tempi di pandemia, ancora più sentito. I venditori devono quindi prestare maggior attenzione agli standard di igienizzazione, sanificandoli accuratamente nell’ultima fase dei processi di ricondizionamento con detergenti appositi. Refurbed, sempre in linea con la propria politica di salvaguardia ambientale, ne ha scelto uno che, oltre ad essere affidabile nella sanificazione, è anche biodegradabile.

  3. Le performance non sono come quelle di un dispositivo nuovo

    I dispositivi ricondizionati vengono sottoposti ad accurati test di qualità (fino a 40). Tutte le singole componenti e funzionalità vengono testate e resettate, provvedendo alla sostituzione di eventuali parti difettose. Refurbed offre anche un periodo di prova di 30 giorni in modo che il cliente possa testare il prodotto, insieme a una garanzia minima 12 mesi, eventualmente estendibile come per il nuovo.

  4. …e se fosse una frode?

    Sbagliato. I ricondizionati sono prodotti affidabili e sicuri, se acquistati da fornitori certificati, che garantiscono test qualità, garanzie, assistenza post vendita, ecc..

    Al giorno d’oggi, grazie alle recensioni certificate e ai Social Media, è più semplice tenere la situazione sotto controllo. Ottenere feedback sulle esperienze personali dei clienti e interagire con loro pubblicamente sui Social testimonia ulteriormente l’affidabilità di una piattaforma.

  5. Sono prodotti rubati che arrivano da giri strani

    Ancora una volta: la differenza la fa il venditore. Se si acquista da piattaforme certificate, è certo che i dispositivi non provengano da privati ma da fonti affidabili (fiere, esposizioni, stock invenduti di aziende, stock di dispositivi aziendali, reso di prodotti poco utilizzati).

  6. La batteria non reggerà a lungo

    Durante i test, se la batteria non è performante, viene rimossa e sostituita. Inoltre, se si verifica un insolito e improvviso calo delle prestazioni della batteria, l’acquirente è coperto da garanzia.

    Normalmente la batteria dei dispositivi possiede almeno l’80% della capacità della potenza originale. Nel processo di ricondizionamento, se una batteria ha una potenza inferiore all’80%, viene sostituita. Perché la maggior parte delle aziende (Apple inclusa) del settore hanno scelto la soglia di potenza dell’80% e non del 100%? Perché in ogni batteria originale il primo 10% della potenza viene perso già dopo le prime ricariche.

  7. Possono contenere dati del precedente proprietario

    Durante i processi di ricondizionamento, i tecnici effettuano un reset completo dei dispositivi (eventuali dati, contenuti multimediali, account, password… vengono rimossi). I prodotti sono riportati alle condizioni di fabbrica.

  8. Rigenerato è cheap

    Questa è una visione un po’ old style. Venti anni fa, nessuno al ristorante avrebbe chiesto di la “doggy bag” con il cibo avanzato, nonostante fosse stato regolarmente pagato. Ora è diventato un gesto comune, rispettoso e contro lo spreco di cibo, e non più una vergogna. Lo stesso vale per i rigenerati: dare nuova vita a un device ci fa entrare attivamente nel circuito dell’economia circolare, contribuendo alla diminuzione delle emissioni di CO2 e dell’utilizzo di energia necessari a produrli. Rigenerato non è cheap, è cool (e responsabile).

Redazione BitMAThttps://www.bitmat.it/
BitMAT Edizioni è una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.
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