Tre gli elementi da considerare quando si sceglie un sito: la presenza dell’autorizzazione ADM, il protocollo https e la garanzia di poter utilizzare i metodi di pagamento sicuri

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Sono passati 74 anni da quando gli italiani hanno avuto la possibilità di scommettere per la prima volta sul loro amatissimo calcio. Da quel lontano 1946 a oggi il betting sportivo si è evoluto, ha “investito” tutti gli sport e ha moltiplicato a dismisura le possibilità di giocata e le opportunità di vittoria per gli appassionati. Ma come si è arrivati alla situazione attuale? E quali sono i passaggi che hanno portato dal Totocalcio alle scommesse online di oggi? Proviamo a scoprirlo.

Oggi è possibile scommettere online a ogni ora del giorno e su decine di piattaforme ma in passato c’era un solo concorso di betting nazionale: il mitico “Totocalcio”. Nato nel 1946 e gestito direttamente da AAMS, il Totocalcio è stato il primo concorso a premi incentrato sul gioco più amato dagli italiani e nella sua prima versione permetteva ai giocatori di scommettere su un totale di dodici partite. Tre le scelte a disposizione: 1, a indicare la vittoria della squadra di casa, X per il pareggio e 2 per la vittoria del team fuori casa. Vince il montepremi chi riesce a indovinare tutti i risultati.

Quattro anni dopo la prima svolta. Le partite giocabili aumentano di una unità e nasce il mito del “tredici”, espressione entrata presto nell’immaginario popolare come indice di grandissima buona sorte. In quello stesso periodo il Totocalcio diventa un rito sociale collettivo. Milioni di italiani si recano nelle ricevitorie e nei bar nei fine settimana di campionato per tentare la fortuna e il concorso arriva direttamente nelle sale cinematografiche grazie a pellicole come “Eccezzziunale veramente”, film cult con protagonista Diego Abatantuono e “Al bar dello sport” con Lino Banfi e Mara Venier.

Dopo quasi 50 anni di onorato servizio, il Totocalcio vede intaccato il suo monopolio all’alba degli anni 2000 e chiuderà definitivamente i battenti nel 2018. Il “tredici” va in pensione a favore del meno suggestivo “quattordici” e nel 1998, in occasione dei Mondiali di Francia, le scommesse si aprono a partite che non riguardano soltanto la nostra Serie A.

È l’inizio della rivoluzione. L’apertura delle “frontiere” calcistiche e l’arrivo di internet nelle case di milioni di italiani, accompagnati dal Decreto Direttoriale del 2002 che autorizza le scommesse online, rappresentano il definitivo punto di non ritorno. Gli operatori nazionali e internazionali creano in pochi mesi i propri siti e in appena dieci anni il fatturato delle agenzie digitali supera quello di quelle fisiche.

Allo stesso tempo cambiano anche i tempi e le modalità di scommessa. Non si aspetta più il fine settimana per giocare la schedina ma diventa possibile fare le proprie puntate ogni giorno e su quasi tutti i tipi di sport e competizioni, nazionali e estere. Non sono le uniche novità. Con l’avvento del digitale diventa possibile scommettere su un evento nel momento stesso in cui si svolge e, grazie alle recenti app mobile, in ogni luogo.

E non si gioca più soltanto su 1, X o 2. Oggi è possibile puntare sul numero di gol di una partita, su chi segna prima, sul risultato a fine primo tempo, sul nome del marcatore, sui vincitori finali delle competizioni, addirittura suchi batterá più calci d’angolo o sui premi individuali e su molto altro.

Sono decine le piattaforme online presenti nel nostro Paese ma vanno sempre scelte con la dovuta attenzione. I migliori siti di betting offrono infatti standard di sicurezza elevati e consentono agli appassionati di giocare in tutta tranquillità. Tre gli elementi da considerare quando si sceglie un sito: la presenza dell’autorizzazione ADM (fino a qualche tempo fa licenza AAMS) sulla homepage, la sicurezza nella gestione dei dati personali garantita dal protocollo https e la garanzia di poter utilizzare i metodi di pagamento più sicuri in rete come le carte prepagate e i portafogli elettronici come Paypal. Attenzione anche all’informativa sulla privacy. Ogni portale è obbligato a mostrarla e leggerla ci consentirà di non vedere le nostre informazioni consegnate a eventuali siti commerciali o pubblicitari.