Progettata un’ infrastruttura innovativa che integra un sistema di ormeggio adattivo con la capacità di recuperare e valorizzare l’energia del moto ondoso.

Porti pixabay

Le recenti tensioni geopolitiche globali e la volatilità dei prezzi hanno dimostrato, sia alle famiglie che alle imprese, quanto sia fragile un sistema economico dipendente dai combustibili fossili tradizionali. La transizione verso fonti rinnovabili non è più solo una questione ambientale, ma una necessità di sicurezza e indipendenza nazionale. Governi, industrie e infrastrutture sono chiamati a ripensare radicalmente il modo in cui producono e consumano energia.

Secondo il recente report Electricity 2026 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, questa criticità non è destinata ad attenuarsi dato che la domanda elettrica globale crescerà in media del 3,6% all’anno fino al 2030. Si tratta di un ritmo del 50% più veloce rispetto al decennio precedente, un incremento enorme, paragonabile ad aggiungere il fabbisogno di ben due intere Unioni Europee all’attuale sistema mondiale. Le energie rinnovabili stanno crescendo rapidamente, ma le infrastrutture elettriche faticano a stare al passo a causa di una rete satura e sovraccarica.

In questo scenario di urgenza e cambiamento, i porti stanno iniziando a candidarsi come nuovi nodi attivi della transizione, trasformandosi da semplici luoghi di transito per merci e persone a veri e propri hub capaci di produrre, stoccare e distribuire energia pulita, alleggerendo così il peso sulla rete nazionale. Nascono infatti soluzioni, come quella progettata da Seares, capaci di convertire l’energia delle onde in elettricità utilizzabile, contribuendo a ridurre la dipendenza di porti e strutture off-shore dai combustibili fossili.

“L’ormeggio è sempre stato visto come un mero centro di costo, un elemento passivo che si usura nel tempo, noi lo stiamo trasformando in un centro di produzione di energia verde, usando la forza che il mare esercita ogni giorno sulle infrastrutture portuali e trasformandola in una risorsa preziosa” spiega Giorgio Cucè, CEO di Seares.

I porti come hub energetici

 Per il quarto anno consecutivo, l’efficienza energetica e la sostenibilità si confermano tra la priorità assoluta per i gestori delle marine europee, con dati che dimostrano un impegno ambientale sempre più forte e generalizzato. Secondo l’ESPO Environmental Report 2025, infatti, l’80% dei porti europei ha già fissato obiettivi concreti per ridurre le proprie emissioni, più della metà ha esteso questi impegni a tutte le operazioni interne all’area portuale e gran parte sta investendo in infrastrutture più resilienti ed efficienti.

Tuttavia, nel trasformare un porto in un hub energetico autosufficiente emergono due grandi ostacoli come l’impatto del clima e la mancanza di spazio fisico. Il 69% dei porti segnala crescenti difficoltà operative dovute a mareggiate ed eventi estremi, tanto che quasi tre scali su quattro stanno investendo con urgenza per rafforzare le strutture. Inoltre, banchine, piazzali e moli risultano già saturi di infrastrutture, rendendo difficile l’installazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili. A causa di questi limiti, finora solo il 20% delle infrastrutture per l’alimentazione elettrica da terra,  che consente alle navi di spegnere i motori in porto, è stato effettivamente installato nei principali scali europei.

Il mare come fonte energetica

Il sistema Seadamp, progettato da Seares, rappresenta una risposta concreta alle sfide della resilienza climatica e della disponibilità energetica attraverso lo sfruttamento del mare. Grazie a tecnologie capaci di trasformare l’energia di onde e maree in elettricità pulita, la soluzione Seadamp Plus si configura come un’infrastruttura innovativa che integra un sistema di ormeggio adattivo con la capacità di recuperare e valorizzare l’energia del moto ondoso. Il dispositivo funziona infatti come un ammortizzatore meccatronico intelligente, perfettamente integrabile nelle linee di ormeggio esistenti, e attraverso il principio dell’energy harvesting converte l’energia meccanica in elettricità pronta per alimentare servizi portuali, illuminare le banchine o supportare sensori di sicurezza.

I vantaggi di questo approccio, in termini ambientali e operativi, sono concreti:

  • Efficienza energetica: capacità di recuperare fino a 4 kW in condizioni meteomarine avverse, con una produzione stimata di 10 MWh di energia pulita lungo il ciclo di vita di ogni unità.
  • Riduzione delle emissioni: risparmio di 3–5 tonnellate di CO₂ per dispositivo, con una compensazione dell’impronta di produzione che rende il sistema “net-positive” in pochi anni.
  • Resilienza operativa: garanzia di continuità per i sistemi di monitoraggio e sicurezza, che restano alimentati anche in caso di criticità o blackout della rete elettrica principale.
  • Tutela dell’ecosistema: utilizzo di materiali riciclabili al 97% e fluidi biodegradabili, eliminando alla radice il rischio di dispersione di microplastiche nello specchio acqueo. Questi sistemi, inoltre, a differenza delle grandi installazioni, non richiedono autorizzazioni complesse, riducendo significativamente i tempi di attivazione.
  • Efficienza operativa: Per sostenere questo modello di sviluppo, Seares ha progettato piattaforme galleggianti interamente autosufficienti dal punto di vista energetico. Queste soluzioni integrano tre fonti rinnovabili, eolica, solare e marina, consentendo di accumulare energia in apposite colonnine e gestirla in modo efficiente per le diverse esigenze portuali. In questo modo, è possibile ridurre in maniera significativa l’impatto energetico di marine e porti commerciali, oggi particolarmente sensibili nel contesto della transizione energetica.

Nei porti, le onde non sono mai state viste come una risorsa, ma come un problema da gestire, una forza distruttiva da contrastare a tutti i costi. Noi abbiamo invertito questa logica, catturando e valorizzando tutta l’energia sprigionata dal moto ondoso”, conclude Cucè.