Gli strumenti digitali aiutano i soccorritori e le organizzazioni umanitarie a prendere decisioni più rapide e informate

crisi umanitarie pexels

La tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’aiutare le organizzazioni umanitarie a prepararsi alle catastrofi, ad affrontarle e a sostenere la successiva ripresa. Dall’analisi tramite AI delle immagini acquisite da satelliti e droni al cloud che consente di elaborare e collaborare in tempo reale, gli strumenti digitali aiutano i soccorritori e le organizzazioni umanitarie a prendere decisioni più rapide e informate quando sono in gioco vite umane.

In tutto il mondo, organizzazioni del settore umanitario utilizzano le tecnologie AWS per attività di importanza vitale in ambiti quali risposta alle catastrofi, resilienza climatica, sanità, istruzione e altro ancora. Attraverso iniziative come la Now Go Build CTO Fellowship, AWS supporta le organizzazioni nonprofit e a impatto sociale fornendo accesso a formazione tecnica, competenze cloud e tutoraggio per trovare soluzioni innovative ad alcune delle sfide più urgenti al mondo.

Quando essere “fuori dalla mappa” può fare la differenza tra la vita e la morte

La mappatura delle aree colpite da una crisi è uno degli ambiti che incide maggiormente sull’efficacia della risposta alle catastrofi.

In molte parti del mondo, le comunità più vulnerabili semplicemente non esistono sulle mappe digitali. Non ci sono strade, non ci sono edifici, non ci sono infrastrutture, e quando si verifica una catastrofe, questa invisibilità può avere conseguenze drammatiche.

L’intelligenza artificiale è utilizzata sempre più spesso per cambiare questa situazione. Due organizzazioni che contribuiscono ad affrontare questa sfida sono Help.NGO e Humanitarian OpenStreetMap Team: entrambe utilizzano tecnologie innovative di crisis mapping basate sull’AI per trasformare la risposta sul campo alle emergenze.

Trasformare i dati in decisioni nelle aree colpite dalle catastrofi

Mentre prosegue a ritmo serrato il lavoro per potenziare la capacità di risposta della comunità internazionale alle crisi, organizzazioni come Help.NGO fanno da apripista. Dagli uragani in Messico agli incendi nella regione amazzonica, dai terremoti in Turchia alla guerra in Ucraina, il suo team specializzato nella risposta alle emergenze sta sfruttando tecnologie in rapida evoluzione per garantire che le agenzie umanitarie, i responsabili locali e i primi soccorritori possano agire in modo rapido ed efficiente.

Aleksandra (Ola) Bilicka, Operations Director di Help.NGO, spiega: “Ci concentriamo sulle immagini e sulla connettività, ma anche sulla sicurezza umanitaria. Dando più strumenti ai primi soccorritori, li aiutiamo a lavorare senza intoppi e garantiamo che i beneficiari ricevano il miglior aiuto possibile”.

Un esempio dell’attività di Help.NGO è l’impiego dei droni per raccogliere informazioni in tempo reale nelle aree colpite da una catastrofe. In seguito a un’emergenza, infatti, le infrastrutture sono spesso danneggiate o distrutte. Le reti di comunicazione smettono di funzionare. Le strade scompaiono. Il territorio cambia.

Ola e il suo team aiutano gli operatori umanitari locali ad acquisire immagini aeree e li supportano poi nella sfida più complessa: elaborare e interpretare rapidamente questi dati.

Grazie alle tecnologie AWS, i team sul campo possono caricare ed elaborare terabyte di immagini acquisite dai droni, trasformando i dati grezzi in un’analisi completa della situazione, indipendentemente dall’accesso al cloud. Anche in contesti in cui la connettività può essere limitata o inaffidabile, le reti private 4G/5G e AWS Outpost consente di elaborare i dati direttamente sul posto, aiutando i team a ottenere informazioni utilizzabili nel giro di poche ore anziché di giorni. La mappatura delle crisi viene ulteriormente potenziata dall’AI e dai modelli di AI generativa, che analizzano il territorio, valutano l’impatto degli eventi, elaborano previsioni e generano allerte.

Garantendo la continuità delle operazioni e delle comunicazioni sul campo nelle aree più gravemente colpite, Help.NGO supporta i propri partner umanitari, compreso il personale delle Nazioni Unite, nel mitigare gli effetti di catastrofi naturali, conflitti, disparità economiche e cambiamento climatico. In contesti in cui ogni secondo conta, il risultato è il passaggio da una risposta ai disastri reattiva, basata su supposizioni, a una risposta proattiva guidata dai dati.

Portare sulle mappe le comunità invisibili

Parallelamente, l’Humanitarian OpenStreetMap Team (HOT) sta affrontando una sfida fondamentale: fare in modo che l’assenza di mappe non rappresenti più un ostacolo a una risposta efficace alle emergenze. In molte regioni ad alto rischio, dati geospaziali fondamentali, come le reti stradali o la posizione degli edifici, sono incompleti, obsoleti o del tutto assenti. Queste lacune ostacolano le attività umanitarie in ogni fase, dalla valutazione dei bisogni alla pianificazione dei percorsi.

HOT è nata nel 2010 in seguito al terremoto di Haiti, quando centinaia di organizzazioni umanitarie arrivarono nel Paese pronte a intervenire, scoprendo però che non esistevano mappe aggiornate. Senza informazioni geografiche affidabili era quasi impossibile coordinare le risorse, individuare le comunità isolate o pianificare percorsi sicuri.

Da allora, HOT ha supportato oltre 170 interventi in situazioni di emergenza, aiutando comunità locali di tutto il mondo colpite da uragani, frane, alluvioni e incendi che mettono a rischio vite umane e l’accesso ai servizi essenziali. Le competenze collettive della sua rete globale di volontari specializzati in mappatura generano rapidamente dati geospaziali sfruttando la potenza del Tasking Manager di HOT, basato su AWS, che crea mappe affidabili, utilizzate da governi, ONG e organizzazioni umanitarie in tutto il mondo.

Petya Kangalova, Tech Partnership and Engagement Lead di HOT, afferma: “L’impatto e la portata crescenti delle emergenze umanitarie sulle popolazioni vulnerabili rendono più urgente che mai una risposta alle catastrofi basata sui dati. Fino a poco tempo fa, la mappatura delle crisi richiedeva un enorme lavoro manuale, ma grazie agli strumenti assistiti dall’intelligenza artificiale oggi possiamo produrre mappe dettagliate e accurate in pochissimo tempo. Analizzando le immagini riprese da droni e satelliti per individuare edifici, strade e infrastrutture, possiamo fornire ai primi soccorritori informazioni fondamentali che consentano loro di intraprendere azioni più consapevoli e adeguate al contesto locale prima, durante e dopo il verificarsi di una crisi”.

Il vero punto di forza di questo approccio è la combinazione tra open data e competenze locali. HOT supporta le comunità attraverso iniziative di formazione e istruzione a livello locale, consentendo loro di sviluppare competenze tecniche in grado di sostenere nel tempo le attività di mappatura. In luoghi come la Sierra Leone, ad esempio, dove l’elevata densità degli insediamenti rende particolarmente complessa la mappatura, sono gli stessi membri delle comunità a individuare infrastrutture fondamentali, come gli ospedali, assicurando che le mappe riflettano la realtà sul territorio. La mappatura non è più qualcosa che viene fatto per le comunità, ma insieme a loro.

Fare la differenza nei luoghi più remoti del pianeta

Organizzazioni come Help.NGO e Humanitarian OpenStreetMap Team operano in condizioni tra le più difficili che si possano immaginare: risorse limitate, contesti imprevedibili e un’enorme pressione per ottenere risultati che possono fare la differenza tra la vita e la morte. Stanno trasformando questi vincoli in innovazione, utilizzando l’AI per migliorare i sistemi di allerta precoce e dare visibilità a comunità che per lungo tempo sono rimaste escluse dalle mappe.

Il loro lavoro mostra concretamente l’impatto positivo che la tecnologia può avere nel rafforzare la resilienza delle regioni più vulnerabili del mondo.

La mappatura delle crisi è solo un esempio, ma evidenzia un cambiamento più ampio. Con il continuo aumento della portata e della frequenza delle crisi umanitarie, la collaborazione tra fornitori di tecnologia, organizzazioni non profit, comunità locali e soccorritori diventerà sempre più importante. Lavorando insieme, possiamo fare in modo che nessuna comunità rimanga invisibile, nessuna voce resti inascoltata e nessuna vita rimanga fuori dalla portata degli aiuti.

di Giulia Gasparini, Country Manager di AWS Italia