Gli esperti di Kaspersky hanno individuato un nuovo vettore di attacco informatico che sfrutta un modello di scanner di codici a barre molto diffuso e che potrebbe esporre le supply chain dell’e-commerce a minacce informatiche. I risultati, presentati in occasione del Security Analyst Summit 2026 a Bali, sono emersi nell’ambito di un audit di sicurezza condotto su un ecosistema digitale di magazzino.
I magazzini moderni sono molto più che semplici spazi di stoccaggio: costituiscono ecosistemi complessi, basati sull’impiego di molteplici tecnologie e dispositivi. Con le vendite globali dell’e-commerce quasi raddoppiate dal 2019 e un valore che ha superato i 6 trilioni di dollari, qualsiasi interruzione o ritardo nella catena di consegna può comportare ingenti perdite finanziarie e danni alla reputazione. Per identificare i possibili rischi, i ricercatori di Kaspersky Security Services hanno esaminato diversi vettori di attacco informatico alle infrastrutture di magazzino, individuandone uno nuovo che sfrutta una vulnerabilità presente in un modello di scanner di codici a barre prodotto da un importante produttore. Questi dispositivi sono ampiamente utilizzati nei magazzini, nella vendita al dettaglio e in numerosi altri settori.
In una configurazione tipica, gli scanner portatili comunicano con una stazione base, a sua volta collegata a una workstation o a un altro sistema aziendale. Il principale punto debole di questa configurazione è l’assenza di autenticazione tra la stazione base e gli scanner.
Una ricerca di Kaspersky rivela che questi scanner potrebbero fungere da punto di accesso alla rete OT del magazzino. L’attacco può essere sferrato attraverso la connessione wireless dello scanner. I ricercatori hanno scoperto che un malintenzionato che si trovi nel raggio d’azione del dispositivo potrebbe inviare sequenze di tasti al sistema connesso e potenzialmente eseguire codice da remoto, senza richiedere alcuna interazione da parte dell’utente.
In un ipotetico scenario di attacco, un lavoratore potrebbe svolgere normalmente le proprie attività quotidiane utilizzando uno scanner di codici a barre wireless collegato a una stazione base. Nel frattempo, un aggressore potrebbe ottenere l’indirizzo Bluetooth della stazione base, ad esempio intercettando passivamente il traffico Bluetooth. Una volta ottenuto l’indirizzo, l’aggressore potrebbe inviare un payload dannoso alla stazione base, simulando la digitazione sulla tastiera. La stazione base inoltrerebbe quindi i tasti premuti al PC collegato, dove verrebbero interpretati come input legittimi dell’utente e potrebbero essere utilizzati per eseguire comandi non autorizzati. Questo schema di attacco è stato osservato su dispositivi di diversi produttori.
Il meccanismo di attacco attraverso la connessione wireless dello scanner
Di conseguenza, l’autore dell’attacco potrebbe ottenere un primo punto d’appoggio su un computer all’interno della rete del magazzino. Lo scanner rappresenta esclusivamente il punto d’ingresso: la rilevanza di questo accesso iniziale risiede nella posizione di fiducia che il computer occupa all’interno dell’ambiente operativo e nella sua connettività con i sistemi critici. Questi vettori di attacco possono rappresentare una minaccia significativa non solo per il settore della logistica di magazzino, ma anche per quello della vendita al dettaglio e per qualsiasi altro ambito in cui tali dispositivi siano utilizzati attivamente.
I ricercatori di Kaspersky ritengono che scenari di attacco analoghi potrebbero essere applicati anche ad altri dispositivi utilizzati nei magazzini, come i terminali portatili per la gestione dei dati (PDR) o le stampanti termiche, con l’obiettivo di ottenere l’accesso a infrastrutture quali i sistemi di gestione del magazzino (WMS).
“Il settore della vendita al dettaglio e quello della logistica moderni sono profondamente digitalizzati, dalle piattaforme di gestione a livello aziendale fino a ogni singolo dispositivo nelle mani dei lavoratori. Questa connettività pervasiva crea punti di accesso che possono essere sfruttati per un attacco informatico in grado di destabilizzare l’intero ecosistema, come dimostra la nostra ricerca: anche un singolo scanner di codici a barre può rappresentare un rischio. Il settore dei magazzini, così come quello più ampio del commercio al dettaglio, dovrebbe considerare la sicurezza informatica una priorità assoluta a ogni livello delle proprie operazioni”, ha affermato Sergey Sidorov, Head of Industrial Security Services di Kaspersky.
Per migliorare la sicurezza negli ambienti di magazzino, gli esperti di Kaspersky raccomandano di verificare ogni nuovo dispositivo prima di collegarlo alla rete; disattivare tutte le interfacce Bluetooth non utilizzate e applicare meccanismi di autenticazione rigorosi; segmentare le reti di magazzino, consentendo esclusivamente le connessioni essenziali; applicare tempestivamente gli aggiornamenti di sicurezza sia ai dispositivi sia al sistema di gestione del magazzino (WMS); limitare le autorizzazioni degli account allo stretto necessario; e condurre regolarmente esercitazioni complete sui percorsi di attacco, includendo scenari che coinvolgano soggetti interni in possesso di credenziali legittime.
