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    Attualità

    Data Poisoning: la nuova minaccia per AI, settore pubblico e istruzione

    By Redazione BitMAT1 Ottobre 20264 Mins Read
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    La manipolazione dei dati di training può compromettere i sistemi di Intelligenza Artificiale. Lo storage immutabile e la cyber resilience diventano strategici

    AI-Data Poisoning

    Il Data Poisoning è una tecnica di attacco che mira a compromettere i dati utilizzati per addestrare sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning (ML). Alterando i dataset di training, gli attaccanti possono influenzare il comportamento dei modelli, inducendoli a generare risultati errati, prendere decisioni inaccurate o riconoscere schemi distorti. In pratica, se i dati utilizzati per l’addestramento vengono compromessi, anche il modello che ne deriva diventa inaffidabile. Si tratta di una minaccia particolarmente critica per organizzazioni che gestiscono grandi volumi di informazioni e che utilizzano l’AI per supportare attività operative o decisionali. Nel settore pubblico e dell’istruzione, dove affidabilità e continuità dei servizi sono fondamentali, le conseguenze possono essere significative.

    Principali tipologie di attacchi Data Poisoning

    Gli attacchi di Data Poisoning possono colpire diverse fasi del processo di addestramento dei modelli AI.

    Tra le tecniche più diffuse troviamo:

    • Label Flipping, che modifica le etichette corrette all’interno di un dataset inducendo il modello a classificare erroneamente informazioni e dati;
    • Data Injection, che introduce dati manipolati o fuorvianti con l’obiettivo di condizionare il processo di apprendimento del modello;
    • Backdoor Attack, che inserisce trigger nascosti in grado di attivare comportamenti anomali o dannosi quando si verificano condizioni specifiche;
    • Clean-Label Attack, una tecnica particolarmente sofisticata che altera i dati mantenendo un’apparenza legittima, rendendo l’attacco difficile da individuare.

    Indipendentemente dalla modalità utilizzata, il risultato è lo stesso: compromettere l’affidabilità dei sistemi AI e la qualità delle decisioni che ne derivano. Il rischio aumenta ulteriormente quando i dati manipolati vengono nascosti all’interno di dataset molto estesi, rendendo più complessa la loro identificazione.

    Quali rischi comporta per il settore pubblico e dell’istruzione?

    Con l’aumento dell’utilizzo dell’AI per automatizzare processi, analizzare dati e supportare decisioni operative, il Data Poisoning sta emergendo come una delle minacce più subdole per le organizzazioni pubbliche.

    Alcuni esempi concreti includono:

    • Errori nei sistemi di identificazione da parte delle forze dell’ordine
    • Dataset compromessi utilizzati per l’addestramento di sistemi di riconoscimento facciale utilizzati dai dipartimenti di polizia locali possono generare identificazioni errate, con conseguenti arresti ingiustificati o mancata identificazione dei veri sospettati.
    • Maggiore esposizione alle minacce cyber
    • Molte organizzazioni, come gli enti statali e i distretti scolastici utilizzano strumenti basati sull’AI per il rilevamento di malware e attività sospette. Se i dati di addestramento vengono alterati, gli aggressori possono aumentare le probabilità di eludere i controlli di sicurezza e compromettere dati e sistemi critici.
    • Pregiudizi e disuguaglianze in ambito educativo
    • I sistemi AI utilizzati nei sistemi scolastici per l’assegnazione di risorse economiche, il monitoraggio delle performance degli studenti o il supporto alle attività amministrative possono produrre risultati imprecisi o distorti se alimentati con dati manipolati, influenzando processi e decisioni strategiche, quali finanziamenti, servizi di sostegno e opportunità per gli studenti.

    La rapida evoluzione della trasformazione digitale e il crescente impiego di sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) e Machine Learning (ML) per automatizzare i processi decisionali, stanno ampliando la superficie di attacco delle organizzazioni. In questo scenario, il data poisoning può rappresentare una minaccia particolarmente critica per il settore pubblico.

    Lo storage immutabile come elemento chiave della cyber resilience

    Con la crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale, gli attaccanti stanno sviluppando tecniche sempre più efficaci per aggirare le misure di sicurezza tradizionali e compromettere l’integrità dei dati. Per questo motivo, la cyber resilience non può limitarsi alla prevenzione. Le organizzazioni devono poter contare sulla capacità di ripristinare rapidamente dati e operatività anche in caso di compromissione.

    È qui che entra in gioco lo storage immutabile.
    Garantire che i dati di backup non possano essere modificati o cancellati significa mantenere sempre disponibile una copia affidabile e recuperabile delle informazioni, anche nel caso in cui un attaccante ottenga privilegi amministrativi o comprometta l’infrastruttura.

    Le minacce basate sull’AI possono aggirare controlli, manipolare dati e compromettere processi decisionali. Tuttavia, backup protetti attraverso l’Immutabilità Assoluta garantiscono una copia sicura e non alterabile dei dati, permettendo un ripristino rapido e affidabile anche negli scenari più critici.

    Per enti pubblici, amministrazioni locali e organizzazioni del settore dell’istruzione, la capacità di ripristinare rapidamente servizi e informazioni rappresenta un requisito essenziale per garantire la continuità dei servizi pubblici.
    I

    nvestire nello storage immutabile significa quindi non solo proteggere l’infrastruttura IT, ma anche preservare l’integrità dell’enorme quantità di dati che alimentano le piattaforme AI e le applicazioni critiche. In un contesto di crescente digitalizzazione, immutabilità, disponibilità e sovranità del dato diventano elementi fondamentali per costruire una resilienza concreta contro le minacce emergenti.

    A cura di Simona Riela, Senior Channel and Territory Manager di Object First in Italia

    Object First
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