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    La fine delle VPN: perché lo Zero Trust è il futuro dell’accesso remoto

    By Redazione BitMAT14 Novembre 20254 Mins Read
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    L’era del lavoro ibrido e delle applicazioni cloud impone un nuovo approccio alla sicurezza: con WatchGuard FireCloud Total Access le aziende possono abbandonare le VPN ed evolvere progressivamente verso il modello Zero Trust

    binary-Zero Trust
    Foto di Gerd Altmann da Pixabay

    Per oltre due decenni, le VPN (Virtual Private Network) sono state la soluzione di riferimento per garantire ai lavoratori remoti un accesso sicuro alle risorse aziendali. In un’epoca in cui i dipendenti si collegavano principalmente a server interni e reti locali, i tunnel crittografati delle VPN rappresentavano un’innovazione cruciale.

    Oggi, però, lo scenario è completamente cambiato. Le aziende operano su infrastrutture ibride, i dati risiedono in cloud pubblici e privati, e la maggior parte delle applicazioni è di tipo SaaS. In questo nuovo contesto, il modello “tutto o niente” delle VPN mostra i propri limiti, rivelandosi sempre più inadeguato a garantire sicurezza e agilità operativa.

    I limiti strutturali delle VPN

    L’uso diffuso delle VPN comporta rischi e inefficienze crescenti. Una volta connesso, un utente ottiene spesso visibilità sull’intera rete aziendale: un vantaggio comodo, ma pericoloso se le credenziali vengono compromesse. Gli attacchi di phishing e lo sfruttamento di vulnerabilità note nei software VPN sono oggi tra le principali vie d’ingresso per i cybercriminali.

    A questo si aggiungono altri problemi ben noti:

    • Accesso indiscriminato: le VPN concedono permessi troppo ampi, favorendo movimenti laterali in caso di attacco.
    • Esperienza utente frustrante: lentezza, disconnessioni e procedure di login macchinose riducono la produttività.
    • Carico per l’IT: la gestione dei concentratori VPN, le patch di sicurezza e il monitoraggio costante richiedono risorse importanti.
    • Scarsa integrazione con il cloud: nate in un’epoca “on-premise”, le VPN non offrono protezioni efficaci contro minacce moderne come phishing, malware e attacchi web mirati.

    In sintesi, le VPN collegano “troppo e troppo spesso”: un approccio che oggi penalizza sia la sicurezza sia l’esperienza dell’utente.

    Lo Zero Trust Network Access: un nuovo paradigma

    Il modello Zero Trust Network Access (ZTNA) rappresenta la risposta più moderna e concreta ai limiti delle VPN tradizionali. Questo approccio capovolge il concetto di fiducia implicita su cui per anni si è basata la sicurezza aziendale: invece di concedere agli utenti un accesso illimitato alla rete, consente di connettersi soltanto alle applicazioni e alle risorse per le quali sono realmente autorizzati.

    Alla base dello Zero Trust c’è un principio semplice ma rivoluzionario: non fidarsi mai in modo automatico, ma verificare sempre. L’accesso viene quindi determinato dall’identità dell’utente, dallo stato del dispositivo che utilizza e dal contesto in cui avviene la connessione — non più solo dalla posizione nella rete.

    In questo modo, ogni dipendente accede esclusivamente al servizio necessario, senza avere visibilità sull’intera infrastruttura aziendale. Ogni sessione viene inoltre monitorata e rivalutata in tempo reale, così da ridurre al minimo i rischi di compromissione.

    A tutto questo si aggiunge una componente di sicurezza integrata, che permette di bloccare malware, phishing e altre minacce direttamente durante il processo di accesso, proteggendo sia l’utente sia l’applicazione.

    Perché la transizione è inevitabile

    Diversi fattori stanno accelerando l’adozione di approcci Zero Trust:

    • Il lavoro remoto e ibrido è diventato permanente, ampliando la superficie d’attacco.
    • L’uso crescente di applicazioni SaaS sposta il traffico fuori dal perimetro aziendale.
    • Normative e assicurazioni cyber spingono verso controlli di accesso più rigorosi e verificabili.
    • Le VPN sono nel mirino: vulnerabilità e configurazioni errate sono frequentemente sfruttate da gruppi ransomware.

    Continuare a basare la sicurezza sull’infrastruttura VPN significa esporsi a rischi crescenti e a una gestione sempre più complessa.

    Come avviare il cambiamento

    Passare a un modello Zero Trust non implica un cambiamento drastico e immediato. È possibile adottare un approccio graduale, introducendo soluzioni che proteggono prima gli utenti remoti e poi estendendo i controlli d’accesso alle applicazioni private e SaaS.

    Soluzioni come WatchGuard FireCloud Total Access, ad esempio, permettono alle organizzazioni di evolvere in modo progressivo, combinando la protezione degli endpoint, la gestione dell’identità e il controllo degli accessi in un’unica architettura.

    Come parte dell’approccio SASE di WatchGuard, FireCloud Total Access unifica Firewall as a Service (FWaaS), Secure Web Gateway (SWG) e Zero Trust Network Access (ZTNA) per bloccare le minacce web e applicare l’accesso con il minimo privilegio alle applicazioni approvate, tutto gestito in WatchGuard Cloud. 

    Il futuro dell’accesso remoto

    Le VPN hanno svolto un ruolo fondamentale, ma appartengono a un’era in cui i confini di rete erano chiari e statici. Oggi la sicurezza deve seguire gli utenti, non le reti.

    Il paradigma Zero Trust rappresenta il futuro dell’accesso remoto: riduce il rischio di compromissione, semplifica la gestione per i team IT e offre un’esperienza fluida e sicura per gli utenti. Le organizzazioni che intraprendono ora questa transizione saranno le più pronte ad affrontare le sfide del lavoro ibrido e della trasformazione digitale.

    Scopri di più richiedendo la demo di WatchGuard FireCloud Total Access.

    VPN WatchGuard FireCloud Total Access Zero Trust
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    Redazione BitMAT
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