Ecco il tour organizzato da Boscolo

viaggio organizzato in egitto

La prima sera al Cairo, durante il trasferimento dall’aeroporto, cercavo di seguire le insegne luminose che scorrevano fuori dal finestrino. Tra automobili, negozi ancora aperti e persone in movimento, la città sembrava avere parecchie cose da fare, anche a quell’ora. Io, invece, avevo un programma molto semplice: trascorrere cinque giorni nella capitale egiziana, senza aggiungere altre destinazioni.

Per questa esperienza ho scelto un tour organizzato in Egitto e Cairo proposto da Boscolo Viaggi, con visite ai grandi siti archeologici e ai quartieri storici della città. Volevo dedicare il tempo necessario alle piramidi, naturalmente, ma anche scoprire quanto ci fosse da vedere oltre quei monumenti che conoscevo già attraverso fotografie, libri e documentari.

Viaggio in Egitto: il primo incontro con Giza e il Grand Egyptian Museum

A Giza mi sono accorta subito di quanto le fotografie restituiscano poco delle dimensioni reali delle piramidi. Da vicino si distinguono gli enormi blocchi di pietra, le irregolarità delle superfici e le proporzioni delle costruzioni. Ho trascorso parecchio tempo a osservare Cheope, Chefren e Micerino, prima di raggiungere la Sfinge. Con la guida locale prevista da Boscolo, abbiamo ripercorso la storia della necropoli, collegando i monumenti alle vicende dei faraoni che li fecero costruire.

Nel pomeriggio siamo entrati nel Grand Egyptian Museum, dove l’architettura contemporanea ospita migliaia di reperti dell’antico Egitto. Davanti alla colossale statua di Ramses II, nella grande hall, mi sono fermata più del previsto. Poi sono arrivati gli oggetti del tesoro di Tutankhamon, capaci di attirare l’attenzione anche nei dettagli più piccoli.

Saqqara e Dahshur: le piramidi che raccontano una storia meno conosciuta

Il giorno seguente abbiamo lasciato il centro del Cairo per raggiungere Saqqara. Qui, la piramide a gradoni di Djoser presenta un profilo completamente diverso da quelle viste a Giza. Mi sono fermata a osservarne la struttura, cercando di immaginare quanto dovesse apparire rivoluzionaria un’architettura del genere al momento della sua costruzione.

Dopo pranzo siamo arrivati a Dahshur, dove si trovano la Piramide Rossa e quella romboidale. Quest’ultima mi ha incuriosita particolarmente: il cambiamento di inclinazione delle pareti è così evidente che si riconosce anche senza conoscere la storia del monumento. Il confronto con le piramidi del giorno precedente è venuto spontaneo.

Vacanze culturali e di scoperta in Egitto: dal quartiere copto alla Moschea di Alabastro

Nel quartiere copto, il Cairo ha mostrato un’atmosfera completamente diversa. La Chiesa Sospesa, costruita sopra i resti di un’antica fortezza romana, conserva ambienti ricchi di decorazioni e immagini religiose. Poco distante abbiamo visitato la Chiesa di San Sergio, legata dalla tradizione al passaggio della Sacra Famiglia. Camminando tra gli edifici, mi sono soffermata soprattutto sugli ingressi, sui cortili e sui dettagli architettonici che raccontano una storia molto lontana da quella dei faraoni.

Nel pomeriggio siamo saliti alla Cittadella di Saladino, dove si trova la Moschea di Muhammad Ali, conosciuta anche come Moschea di Alabastro. La grande cupola, i minareti e gli spazi interni restituiscono un’impressione di monumentalità differente da quella incontrata nei giorni precedenti. Dalla Cittadella, poi, lo sguardo si apre sulla distesa urbana del Cairo: un panorama che mi ha fatto realizzare quanto fosse estesa la città che stavamo esplorando.

Viaggi di gruppo in Egitto: tra Moez Street e Khan el-Khalili

Se dovessi scegliere la passeggiata più vivace del viaggio, probabilmente sarebbe quella lungo Moez Street. Qui il percorso attraversa una delle zone storiche più importanti del Cairo islamico, tra facciate decorate, portali monumentali e vicoli animati. Seguendo la guida, ho cominciato a prestare attenzione anche agli edifici che, a una prima occhiata, avrei probabilmente superato senza fermarmi.

La strada conduce poi verso Khan el-Khalili, il celebre mercato della capitale. Botteghe, lanterne metalliche, tessuti, spezie e oggetti esposti quasi fino all’ingresso dei negozi riempiono ogni angolo. È stato uno dei momenti in cui ho apprezzato maggiormente la scelta di dedicare cinque giorni al Cairo: poter conoscere anche i suoi spazi commerciali e le sue abitudini, accanto ai monumenti più celebri.

Cinque giorni al Cairo: perché me ne sono innamorata

Al ritorno, quando ho raccontato di aver trascorso cinque giorni soltanto al Cairo, qualcuno mi ha chiesto se non avessi voluto vedere anche il resto dell’Egitto. In realtà, non ho mai avuto l’impressione di essermi fermata troppo a lungo nella capitale.

Tra una visita e l’altra, mi è piaciuto soprattutto cominciare a riconoscere qualche strada, ritrovare un edificio già intravisto dal finestrino e prendere confidenza con il movimento incessante della città. Cinque giorni sono bastati per farmi sentire un po’ meno spaesata, senza esaurire la curiosità.

Quanto al resto del Paese, l’interesse è tutt’altro che diminuito. Dopo questa esperienza con Boscolo, mi piacerebbe provare anche un tour con crociera in Egitto per scoprire un ritmo di viaggio completamente diverso. Sarebbe un nuovo capitolo, con altri luoghi e altre storie da conoscere. E soprattutto, partirei senza il timore di dedicare troppo tempo a una singola destinazione: il Cairo mi ha dimostrato quanto possa valerne la pena.