
In un mercato del lavoro sempre più dinamico, con oltre 6 aziende su 10 nel settore IT che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi, per i lavoratori si aprono nuove opportunità. Qual è l’effetto di questo scenario? Che aumenta il desiderio di mobilità: oltre 5 dipendenti su 10 del settore si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni economiche.
La retribuzione resta infatti un tema centrale: la RAL media annuale del settore Technology è di 50.730 euro, inferiore alla media nazionale di 56.360 euro, ma ben 7 lavoratori su 10 non la considerano adeguata alle responsabilità ricoperte. Inoltre, guardando alla propria esperienza, i professionisti confermano che il principale modo per aumentare la propria retribuzione è quello di cambiare l’azienda (40%), e nella scelta conta sempre di più il lavoro da remoto e i benefit.
È la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026[1] presentato oggi da HAYS Italia durante un evento dedicato, con l’obiettivo di monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026. L’indagine è stata condotta su un campione di circa milletrecento intervistati tra colletti bianchi e aziende, di diversi settori. A partire da questi dati, è stata poi elaborata una panoramica di approfondimento dedicata al settore IT, estrapolando le evidenze più rilevanti emerse dall’analisi complessiva. È un segnale chiaro per le imprese: oggi l’attrattività non si gioca solo sul salario, ma su un’offerta complessiva che valorizzi crescita interna, retribuzione e benefit in modo coerente con le aspettative delle persone.
“Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche. – commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia – In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo — retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo — le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; e Intelligenza Artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare correttamente l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo”.
Mobilità e retribuzioni: 54% disposti a cambiare, ma per oltre metà i percorsi di crescita non sono definiti
Sul fronte retributivo, la Hays Salary Guide 2026 conferma che per molti professionisti l’aumento passa ancora dalla mobilità: la principale motivazione legata all’incremento dello stipendio – anche nel settore IT – è infatti il cambio di azienda (40%). Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti (54%), un dato superiore alla media nazionale di ben 10 punti percentuali (44%). Questo anche perché, sul fronte dei percorsi di carriera aziendale, per più di 5 rispondenti su 10 i meccanismi di crescita interna delle aziende di settore risultano ancora poco chiari o poco strutturati: nel 32% dei casi manca del tutto una struttura di promozione definita, mentre per il 23% le promozioni avvengono ma con criteri non sempre trasparenti.
Sul piano dei livelli retributivi, la RAL media nazionale del settore IT è di 50.730 euro, inferiore alla media nazionale di 56.360 euro. Per esperienza, la retribuzione cresce progressivamente: si parte da 39.710 euro per profili con 2–5 anni di esperienza, si sale a 55.820 euro nella fascia 5–10 anni e si arriva a 70.320 euro oltre i 10 anni.
Benefit: elemento sempre più rilevante dell’offerta complessiva, per il Tech fondamentale anche il lavoro da remoto.
Tra i fattori più importanti per il settore Technology al primo posto vi è il lavoro da remoto (55%), seguito dal pacchetto di benefit (53%), un dato che conferma il peso crescente di questo elemento nella valutazione delle opportunità professionali, mentre al terzo posto troviamo ruoli o progetti stimolanti (45%).
A fronte di questa aspettativa, tra i benefit più frequentemente offerti dalle aziende del settore spiccano i buoni pasto, seguiti da lavoro flessibile, oltre a programmi di formazione interna e tecnologia per il lavoro mobile.
Competenze: lo skill gap è condiviso, ma lavoratori e aziende non si incontrano ancora
Sul tema competenze emerge un disallineamento tra bisogni percepiti dai professionisti e risposte messe in campo dalle aziende. Il 49% dei lavoratori del settore IT riconosce di avere competenze utili, ma di avere la necessità di aggiornarsi, trovando però poco supporto dal proprio datore di lavoro, oppure limitato all’accesso a piattaforme online. Anche le aziende confermano il gap di competenze: quasi tutte ne hanno riscontrato uno negli ultimi 12 mesi. Per affrontarlo, indicano di offrire principalmente programmi di formazione interna o workshop, insieme a piattaforme di apprendimento online.
Continua l’aumento di utilizzo di Intelligenza Artificiale: ma serve formazione
L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane e viene percepita prevalentemente come una leva di supporto. Tra i professionisti del Technology, il 67% dichiara di utilizzarla regolarmente sul lavoro, un dato sensibilmente superiore alla media nazionale del 52%. I vantaggi percepiti sono soprattutto supporto nell’analisi dei dati (62%), maggiore produttività ed efficienza (52%), e creatività/generazione di idee (36%). Un approccio complessivamente positivo che si riflette anche nella disponibilità a formarsi: l’88% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione in IA.
[1] Indagine condotta con il metodo survey online sviluppato nel mese di novembre 2025, su un campione di circa 1.300 intervistati tra colletti bianchi (prevalentemente livello intermedio e management) e aziende. Per il focus settoriale sono stati estrapolati i dati di professionisti e aziende afferenti al comparto.



















































