
L’IA agentica sta cambiando ciò che la funzione procurement può realizzare, spostando l’attenzione degli acquisti dai compiti transazionali a un motore strategico di crescita, sostenibilità e resilienza.
Gli acquisti stanno entrando in una nuova era, definita non solo dal contenimento dei costi, ma dalla loro capacità di plasmare risultati aziendali più ampi: resilienza, sostenibilità, velocità di accesso al mercato e innovazione. Tuttavia, oggi i team di procurement faticano a tenere il passo. Ciò non è dovuto a fattori tecnologici, ma di leadership.
In questo contesto, la rilevanza strategica del procurement dipende dalla capacità della funzione di evolvere i propri processi. E l’IA, in particolare la nuova classe emergente dell’IA agentica, offre un percorso non solo per migliorare i processi, ma per reimmaginarli completamente. In questo senso, l’IA non è più opzionale. È il motore che alimenta la prossima frontiera di risparmi, resilienza e innovazione.
Il potenziale innovativo dell’AI rappresenta un fattore di cambiamento. Stiamo ora assistendo al passaggio dall’IA analitica all’IA agentica: gli agenti di IA emulano il giudizio umano, svolgono compiti in più fasi e migliorano continuamente attraverso cicli di apprendimento; piuttosto che creare dashboard o report statici, assimilano dataset complessi, ragionano sui compromessi e generano autonomamente opzioni e raccomandazioni.
Sebbene si tratti di una visione ambiziosa, l’impatto è reale ed è già in atto. Le aziende leader che hanno abbracciato l’IA negli acquisti stanno già registrando risultati fuori scala.
- Un’azienda tech ha impiegato un insieme collegato di agenti di IA per ricostruire la propria strategia di sourcing dei servizi esterni. Un agente, ad esempio, ha integrato dati di spesa e di mercato per generare insight in tempo reale su trend di prezzo e opportunità di risparmio. Un altro ha simulato l’evoluzione della domanda in vari scenari di mercato, consentendo all’azienda di coprirsi dalla volatilità. L’approccio ha aiutato l’azienda a identificare opportunità di risparmio dal 12 al 20 per cento nelle operazioni dei contact center e dal 20 al 29 per cento nella spesa per outsourcing dei processi aziendali (BPO) e servizi finanziari.
- Un operatore telco utilizza agenti di IA per supportare le negoziazioni sui prezzi nella sua spesa “long tail” per prodotti software specializzati. I suoi agenti aiutano i team di negoziazione preparando una base fattuale completa pre-negoziazione, formulando suggerimenti in tempo reale durante le trattative, valutando i compromessi tra costo, livelli di servizio e rischio, e generando automaticamente controproposte alle offerte dei fornitori. In pratica, il sistema di IA ha ridotto fino al 90 per cento il tempo che i team dedicavano ad analisi ed email. Le negoziazioni guidate dall’IA hanno portato a risparmi dal 10 al 15 per cento tra i fornitori.
- Un OEM del settore aeronautico utilizza agenti per automatizzare l’esecuzione degli ordini e i livelli di inventario sulla base dei dati di pianificazione della produzione. L’approccio ha aiutato l’azienda a ridurre del 30 per cento l’inventario attivo, aumentando l’EBIT di circa 700 milioni di dollari.
Colpisce la rapidità con cui questi risultati possono essere ottenuti. Con la giusta base — tipicamente alcuni dataset chiave e casi d’uso definiti — le organizzazioni possono passare dal prototipo al pilota in poche settimane, e dal pilota alla scala in meno di un anno.
Per i dirigenti, questo cambiamento rappresenta sia un’opportunità sia una sfida. L’opportunità sta nel rendere il procurement una leva strategica, non solo per i costi, ma per la crescita, la resilienza e i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG). L’IA può consentire decisioni di design-to-value più intelligenti, reti di fornitori più agili e una migliore allocazione del capitale.
Ma cogliere questo valore richiede leadership. In particolare, i dirigenti dovrebbero considerare 4 direttrici:
- Ripensare i ruoli organizzativi.
- Investire nella preparazione dei dati.
- Integrare il cambiamento, non solo gli strumenti.
- Elevare l’agenda del procurement.
L’IA nel procurement non è una funzionalità: è una nuova base. Ancorare le decisioni al ROI del procurement, ovvero al valore totale creato. Il ricablaggio del procurement tramite l’IA ridefinisce ciò che è possibile nella gestione dei costi, nella collaborazione con i fornitori e nell’agilità aziendale. Il percorso è una ricetta, non un pilota: costruire la spina dorsale dei dati; attivare agenti “no-regret” nel sourcing, nella negoziazione e nella conservazione del valore; e ricablare ruoli e processi per modalità di lavoro umane e agentiche. Questo è lavoro di leadership: mettere in discussione i sistemi legacy, fissare paletti chiari e investire in capacità che si rafforzano nel tempo. Per i chief procurement officer (CPO) e i loro pari del C-level, questa è un’opportunità unica per elevare il procurement da funzione di supporto a fonte di vantaggio strategico.























































