Fondazione per la Sostenibilità Digitale ricoprirà il ruolo di comitato tecnico-scientifico

Supply Chain Finance - nuovo Intergruppo parlamentare

Si è insediato questa mattina presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, l’Intergruppo parlamentare dedicato alla “Sostenibilità Digitale Sovranità Tecnologica”, il cui compito sarà quello di promuovere in ambito istituzionale un confronto costante sui temi legati alla trasformazione digitale. Promotore dell’Intergruppo è l’On. Enzo Amich (FdI), che insieme a tutti gli attori coinvolti – tra cui la Fondazione per la Sostenibilità Digitale in qualità di Comitato Tecnico Scientifico  –  si impegna a costruire un Patto parlamentare di legislatura che individui priorità di intervento e azioni concrete, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità del dibattito pubblico e dell’azione legislativa, promuovendo una visione coerente e integrata delle politiche relative alla trasformazione digitale, orientata alla sostenibilità e alla tutela dell’interesse generale nel medio e lungo periodo.

La necessità di un presidio istituzionale permanente su questi temi è confermata dai dati. Secondo il sondaggio commissionato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale all’Istituto Piepoli (marzo 2026, campione di 500 individui maggiorenni residenti in Italia), solo il 36% degli italiani ha mai sentito parlare di sovrianità digitale. Eppure, quando viene loro spiegato il significato concreto del tema – quanto sia importante che dati, infrastrutture digitali e sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in Europa siano sotto il controllo di istituzioni e aziende europee, e non dipendano solo da grandi piattaforme straniere – il 73% lo giudica molto o abbastanza importante. Un divario che non segnala disinteresse, ma l’assenza di una narrazione pubblica all’altezza della posta in gioco: esattamente il vuoto che l’Intergruppo è chiamato a colmare.

“La nascita di questo Intergruppo risponde alla necessità improrogabile di porre la sovranità tecnologica e la sostenibilità digitale al centro dell’agenda politica nazionale” Dichiara l’On. Enzo Amich, presidente dell’intergruppo. “Non si tratta solo di innovazione, ma di libertà e autonomia strategica: garantire all’Italia la capacità di governare i processi digitali significa proteggere il nostro tessuto produttivo, i dati dei cittadini e l’efficacia delle nostre istituzioniCon questo progetto vogliamo costruire un ponte solido tra il mondo della ricerca, rappresentato dall’eccellenza della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, e le aule parlamentariIl nostro obiettivo è semplificare la complessità tecnologica, promuovendo un modello di sviluppo che sia ambientalmente sostenibile, economicamente competitivo e, soprattutto, socialmente equo nel lungo periodo, affinché la transizione tecnologica sia uno strumento al servizio dell’interesse generale”.

L’Intergruppo opererà quale sede di studio, indagine, analisi e confronto, favorendo il dialogo con il mondo accademico e della ricerca, con le imprese, con la società civile e con le istituzioni nazionali ed europee, anche attraverso l’organizzazione di incontri, audizioni, iniziative conoscitive e momenti di approfondimento sui temi oggetto della propria attività.

La sovranità – intesa come capacità pubblica di disporre di competenze, controllo e potere decisionale sugli elementi strategici dello stack digitale (infrastrutture, dati, piattaforme, standard) – costituisce condizione imprescindibile della sostenibilità digitale, poiché senza autonomia tecnologica e possibilità di governo delle interdipendenze non è possibile assicurare nel tempo equità, resilienza, trasparenza e tutela dell’interesse generale.

Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale e Direttore del Comitato Scientifico dell’Intergruppo, ha commentato: I dati che abbiamo prodotto ci dicono qualcosa di preciso: gli italiani non conoscono ancora il tema, ma quando lo capiscono lo sentono urgente. È esattamente il divario che questo Intergruppo deve colmare. Come Fondazione per la Sostenibilità Digitale, da anni misuriamo con il DISI dove siamo e dove dobbiamo ancora arrivare. E quello che vediamo ci dice che il problema è più profondo di quanto il dibattito pubblico riconosca. Non basta sapere dove stanno i dati. Non basta nemmeno governare i processi digitali. Il nodo vero è la sovranità cognitiva: la capacità di comprendere, verificare e – dove necessario – modificare i modelli che trasformano i dati in decisioni collettive. Chi controlla il modello controlla la decisione. E oggi quei modelli, in larga parte, non li controlliamo. Costruire le condizioni perché questo cambi è il lavoro che ci aspetta.”.