Solo da questo confronto può nascere una base solida per affrontare le sfide del mondo del lavoro e della trasformazione digitale.

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Un nuovo capitolo dell’evoluzione tecnologica è quello dei nativi AI. Dopo i nativi digitali, cresciuti insieme ai social network, stiamo osservando i comportamenti di una generazione che non solo utilizza la tecnologia (e gli stessi social network), ma interagisce quotidianamente con sistemi di intelligenza artificiale. Ma cosa cambia davvero tra queste due generazioni?

Approccio, consapevolezza e utilizzo: le prime differenze

I nativi AI hanno accesso, fin da giovanissimi, a strumenti avanzati di automazione, generazione di contenuti e di supporto anche alle semplici decisioni quotidiane. Un contesto diverso rispetto a quello dei nativi digitali che se da un lato ha favorito una maggiore dimestichezza e creatività nell’uso di queste tecnologie, dall’altro ha frenato il pensiero critico.

Mentre i nativi digitali sono consapevoli a un livello più profondo dei meccanismi delle piattaforme digitali, i nativi AI le usano con naturalezza, ma rischiano di farlo in modo meno consapevole.

Secondo uno studio ServiceNow condotto su oltre 1.000 giovani adulti della Gen Z (18-27 anni), l’atteggiamento verso l’AI è definibile come cautamente ottimista: il 62% ritiene che l’AI avrà un impatto positivo sulla società, e i sentimenti più diffusi sono curiosità (48%), entusiasmo (44%) e ispirazione (41%). Tuttavia, il 21% è apertamente scettico[1].

Educare all’AI: un impegno condiviso

L’adozione dell’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione tecnica, ma riguarda anche la cultura e l’interesse collettivo. Guidare le nuove generazioni verso un uso consapevole dell’AI è una responsabilità condivisa, che inizia in famiglia e si estende fino alle istituzioni.

In questo contesto, università e imprese svolgono un ruolo centrale: devono collaborare per sviluppare percorsi formativi fondati su ricerca, sperimentazione e applicazioni concrete, evitando sia un approccio esclusivamente teorico sia un utilizzo superficiale delle tecnologie e considerando come prioritario il punto di vista delle nuove generazioni, che adottano queste tecnologie ad una velocità mai sperimentata prima e che potrebbero rendere obsoleti, in tempi brevissimi, qualsiasi percorso formativo che non tenga conto di questi ritmi.

Questa è la direzione intrapresa da ServiceNow University, che offre gratuitamente opportunità di formazione a chiunque desideri sviluppare le proprie competenze nell’ambito dell’AI. I suoi programmi di formazione e certificazione sono pensati per aiutare professionisti e studenti ad acquisire competenze pratiche sulla ServiceNow AI Platform, partendo dai fondamenti fino ad arrivare ai livelli più avanzati.

Il ruolo dello Human in the Loop

L’automazione avanzata comporterà una grande responsabilità per le nuove generazioni. Per questo sarà fondamentale non considerare l’intelligenza artificiale come una “black box”, ma comprenderne il funzionamento.

In tutti i settori, ma in particolare su alcuni come quello finanziario o la gestione delle infrastrutture, sarà importante affiancare alle soluzioni basate su AI un controllo umano. Sebbene l’intelligenza artificiale offra strumenti avanzati e affidabili, i suoi risultati non sono sempre completamente deterministici.

Per questo motivo, al fine di ridurre al minimo i rischi e garantire la massima precisione, è bene che alcune funzioni fondamentali restino affidate a sistemi deterministici e verificabili.

Uno sguardo al futuro

Guardando al futuro, assisteremo alla diffusione di agenti AI sempre più specializzati, in grado di operare su compiti specifici e di intervenire in modo sempre più mirato e profondo nei sistemi. Le nuove generazioni avranno quindi una grande opportunità, ma anche una grande responsabilità: non limitarsi a usare l’AI, ma comprenderla, governarla e migliorarla.

Per costruire un futuro sempre più solido e consapevole nell’uso dell’AI, è fondamentale valorizzare l’incontro tra l’esperienza e la consapevolezza dei nativi digitali e l’approccio innovativo e creativo dei nativi AI.

Solo da questo confronto può nascere una base solida per affrontare le sfide del mondo del lavoro e della trasformazione digitale.

A cura di Filippo Giannelli, VP Italy & Israel ServiceNow