L’integrazione dei sistemi, la sovranità del dato e la sicurezza sono elementi fondamentali per trasformare l’innovazione tecnologica in competitività.

Hal Service

In un contesto in cui l’intelligenza artificiale accelera l’evoluzione delle tecnologie e dei modelli di business, la sfida non consiste soltanto nell’adottare nuovi strumenti, ma nel ripensare i processi aziendali, valorizzare i dati e proteggere le infrastrutture. Ne abbiamo parlato con Alessandra Sponchiado, Direttore Generale di HAL Service, realtà tecnologica con 36 anni di esperienza, oggi attiva come partner ICT per le aziende in ambito connettività, telefonia, cybersecurity e cloud.

Quali sono oggi gli ambiti aziendali in cui l’innovazione tecnologica è più urgente?

Le imprese italiane devono intervenire sui flussi di lavoro, un ambito che per molto tempo è stato sottovalutato: per anni si sono concentrate soprattutto su questioni infrastrutturali, come la scelta tra cloud e sistemi ibridi o l’adozione di network resilienti per la continuità del business, dedicando meno attenzione al modo in cui lavorano. Eppure, i processi sono tra gli elementi più importanti di un’impresa, insieme ai dati, ai prodotti e ai servizi offerti. L’intelligenza artificiale offre oggi nuove opportunità per efficientare e migliorare questi flussi, ma occorre prima capire come funzionano e come possono essere ripensati.

Perché è importante rivedere i processi prima di introdurre soluzioni di intelligenza artificiale?

Perché automatizzare un processo che non funziona correttamente, o che è semplicemente datato, rischia di amplificarne le inefficienze. Prima di introdurre un agente di intelligenza artificiale, è necessario che le persone analizzino il flusso di lavoro, ne individuino i limiti e lo riprogettino sfruttando le opportunità offerte dalla tecnologia.

Questo permette di ottenere un doppio beneficio: da una parte si introducono strumenti innovativi, dall’altra si modernizzano procedure che magari vengono utilizzate da cinque, dieci o quindici anni senza essere mai state ripensate. L’intelligenza artificiale deve quindi sempre essere accompagnata dall’intelligenza umana.

Oltre all’automazione dei processi, come mai anche l’integrazione dei sistemi aziendali è fondamentale per le aziende?

L’integrazione consente di superare la frammentazione che spesso caratterizza le organizzazioni. Quando i sistemi non comunicano tra loro e i team lavorano a compartimenti stagni, si generano inefficienze, attività ridondanti e sprechi di tempo.

Integrare i sistemi significa anche migliorare la collaborazione tra le persone e rendere disponibili i dati nei diversi processi aziendali.  Dati che devono essere trasformati in informazioni utili che supportino decisioni sempre più efficaci. Solo così il dato diventa un reale strumento per generare valore concreto.

In questo scenario, quanto conta la sovranità del dato?

È un tema fondamentale. Non basta produrre dati e trasformarli in informazioni: bisogna anche sapere esattamente dove si trovano e garantire che siano gestiti secondo le policy dell’azienda. Questo aspetto assume particolare rilevanza quando si parla di intelligenza artificiale e di servizi cloud, perché le imprese devono poter innovare senza perdere mai il controllo delle proprie informazioni.

Quali rischi corrono le aziende che rimandano gli investimenti tecnologici?

Alessandra Sponchiado, General ManagerIl rischio più importante è perdere competitività. In uno stesso settore, le imprese che innovano i propri processi e utilizzano la tecnologia per lavorare meglio possono acquisire un vantaggio significativo rispetto a chi continua a mantenere lo status quo. Nel medio-lungo periodo chi non innova è quindi destinato a fallire perché è in corso una vera e propria rivoluzione tecnologica.

Non solo: a questo si aggiunge il tema della cybersecurity. Innovare significa anche rafforzare la sicurezza, proteggere i dati e garantire la continuità operativa. Un attacco informatico che blocca l’attività aziendale può avere conseguenze dirette sulla competitività.

Come può un partner ICT come HAL Service aiutare le imprese ad affrontare queste sfide?

Il nostro vantaggio è quello di non essere soltanto un operatore di telecomunicazioni, un system integrator o un cloud provider. HAL Service riunisce tutte queste competenze e può offrire alle aziende un unico interlocutore per costruire il proprio ecosistema tecnologico completo. Le aziende possono così ridurre la frammentazione tra le diverse componenti tecnologiche necessarie e progettare soluzioni in cui connettività, cloud, AI e sicurezza lavorano insieme nativamente.

HAL Service sta sviluppando anche soluzioni di intelligenza artificiale privata. Quali esigenze intendono soddisfare?

Le nostre soluzioni di private AI sono pensate per aiutare le aziende a innovare i propri flussi di lavoro mantenendo elevati livelli di riservatezza. Un aspetto importante è il principio di zero data retention: i dati aziendali utilizzati dai modelli non vengono conservati o utilizzati come prevede il modello di servizio che abbiamo pensato.

Possiamo operare all’interno della nostra infrastruttura oppure utilizzare all’esterno soltanto la potenza di calcolo necessaria. L’obiettivo è permettere alle imprese di sfruttare le potenzialità dei modelli linguistici senza rinunciare al controllo delle proprie informazioni e alla sovranità del dato.

L’intelligenza artificiale cambierà quindi il lavoro delle persone all’interno delle aziende?

Sicuramente. Non credo sia giusto pensare che l’intelligenza artificiale sottrarrà posti di lavoro, è un pensiero limitato: quello che già sta facendo è trasformare radicalmente le competenze richieste. Lo vediamo anche all’interno di HAL Service dove il modo di lavorare è già cambiato profondamente. Non tutti vivono questi cambiamenti allo stesso modo, perché innovare significa anche abbandonare abitudini consolidate e imparare a svolgere attività differenti, e sappiamo che non tutti hanno questa attitudine, più che mai necessaria nel presente non solo a causa dell’AI.

Le rivoluzioni tecnologiche non possono essere fermate: bisogna imparare ad abitarle. E questo richiede una trasformazione che non riguarda soltanto gli strumenti, ma anche il modo di pensare, comunicare e realizzare i progetti. L’innovazione, in fondo, non è solo tecnologia: è anche sempre un cambiamento culturale con grande impatto sociale.

HaLiveOS è una piattaforma proprietaria di HAL Service. Da quale esigenza è nata e quali vantaggi offre?

HaLiveOS è nata per risolvere due problemi concreti: la difficoltà di diagnosticare alcuni malfunzionamenti dentro la rete del cliente, come quelli legati alla connettività, e la conseguente necessità di intervenire frequentemente, anche quando non serve, presso la sede del cliente.

Si tratta di un sistema operativo basato interamente sulla RAM, che consente di eseguire diverse attività direttamente all’interno della rete locale del cliente. Le funzionalità comprendono il monitoraggio e la diagnostica della rete, la gestione remota dei componenti infrastrutturali, il rilevamento degli apparati e la documentazione dell’infrastruttura.

Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante perché la documentazione di tutta l’infrastruttura aziendale non è sempre aggiornata. Attraverso moduli che la monitorano continuamente, è possibile mantenere una visione precisa e aggiornata in tempo reale dell’ambiente IT.

In che cosa si distingue dalle soluzioni tradizionali di gestione e monitoraggio?

Il vantaggio principale è la possibilità di concentrare diverse attività in un’unica piattaforma. Normalmente, per svolgere queste operazioni si utilizzano software differenti, ognuno dei quali richiede installazione, manutenzione, aggiornamenti e competenze specifiche. Inoltre, l’accesso remoto avviene spesso attraverso VPN, con le relative implicazioni di sicurezza.

Con HaLiveOS, invece, i diversi moduli vengono gestiti dallo stesso ambiente operativo e possono essere attivati o disattivati in base alle necessità. Questo consente di semplificare le attività, ridurre i tempi di intervento e limitare la complessità operativa e i rischi associati alla gestione di strumenti separati e degli accessi da remoto.

Quali saranno le priorità di investimento di HAL Service nei prossimi tre anni?

Continueremo a investire in soluzioni capaci di rispondere concretamente alle esigenze tecnologiche delle imprese, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, alla sicurezza e alla scalabilità. Stiamo già superando la logica della vendita di singoli prodotti per concentrarci su soluzioni composte da più tecnologie.

Il nostro obiettivo è infatti quello di sostenere la digitalizzazione delle aziende attraverso un approccio moderno e consulenziale, aiutandole a individuare le soluzioni più adatte ai propri processi, anziché proporre semplicemente una tecnologia da acquistare.