La ricerca si basa su survey e interviste a 148 aziende (53 merchant, 63 fornitori, 32 agenzie e società di consulenza), sulla verifica di 1000 siti su 121 aspetti.

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Casaleggio Associati ha presentato oggi la nuova ricerca Ecommerce Tech Trends 2026.
Il 90% dei merchant che operano in Italia dichiara di lavorare, o di prepararsi a farlo entro un anno, per farsi trovare dagli assistenti di intelligenza artificiale. Dall’analisi dei 1000 principali Ecommerce della classifica Ecommerce Italia per fatturato risulta che solo il 9% rende leggibili da un agente AI le quattro informazioni necessarie per confrontare un’offerta: prezzo, disponibilità, costo di spedizione e condizioni di reso.

«L’intelligenza artificiale introduce un nuovo intermediario tra le aziende e i consumatori. Una parte crescente della navigazione tra i siti, della ricerca di prodotti e del confronto delle offerte potrà essere affidata agli agenti AI. Un’azienda potrà avere un ottimo prodotto e un sito efficace e perdere vendite se gli assistenti AI faticano a comprenderne e confrontarne l’offerta. I dati della ricerca mostrano un mercato che si muove in questa direzione, con una preparazione tecnologica ancora limitata. La prossima competizione dell’Ecommerce sarà anche per entrare nelle decisioni degli algoritmi», ha dichiarato Davide Casaleggio, Presidente di Casaleggio Associati.

La ricerca si basa su survey e interviste a 148 aziende (53 merchant, 63 fornitori, 32 agenzie e società di consulenza), sulla verifica di 1000 siti su 121 aspetti.

Tra i risultati principali della ricerca:

  • Piattaforme: sono l’area con più merchant soddisfatti (83%) e quella in cui il 59% prevede nuovi investimenti.
  • Tecnologie innovative: hanno la soddisfazione più bassa (38%), ma il 58% dei merchant è pronto a investire.
  • Logistica: indicata come la sfida più urgente, vede un’azienda su quattro senza investimenti previsti.
  • GEO: il 54% dei merchant è già attivo nell’ottimizzazione per gli assistenti AI e un altro 37% lo sarà entro l’anno.
  • Dati leggibili dagli agenti AI: costo di spedizione (18%) e condizioni di reso (15%) sono le informazioni meno presenti in un formato leggibile dalle macchine.
  • Agenzie: il 53% ha almeno un prodotto o un software proprietario, mentre il modello fondato solo su servizi e consulenza è sceso al 6%.

Il report, realizzato grazie al supporto di Base.com e CommerceClarity, analizza piattaforme, pagamenti, logistica, catalogo, marketing, advertising, CRM, tecnologie innovative e agenzie. Incrociando soddisfazione e intenzioni di investimento, le aree si dividono in quattro gruppi: piattaforme e CRM trainano la spesa, pagamenti e logistica sono aree consolidate, le tecnologie innovative sono l’area più contendibile e catalogo e marketplace si dividono tra il 35% che investe in modo significativo e il 28% che resta senza investimenti.

Merchant e fornitori leggono il mercato in modo diverso. Le due parti concordano solo sull’integrazione con i sistemi esistenti come ostacolo all’adozione di nuove tecnologie. Il 58% dei merchant ha dubbi sul ritorno economico e il 40% trova difficile verificare l’affidabilità dei fornitori, un problema che i fornitori riconoscono nel 15% dei casi. Il 64% dei fornitori indica la scarsa competenza interna dei clienti, causa citata dal 10% dei merchant.