
Secondo il Gartner Marketing Technology Survey, l’utilizzo medio delle tecnologie di marketing automation nelle aziende si attesta al 49%. Significa che, in media, meno della metà delle funzionalità presenti negli strumenti digitali viene effettivamente impiegata nelle attività quotidiane. Il dato offre una chiave di lettura sullo stato attuale del settore: l’adozione di piattaforme è cresciuta, ma la loro integrazione operativa procede con maggiore difficoltà.
Negli ultimi anni il panorama degli strumenti digitali si è progressivamente ampliato. Email marketing, sistemi di gestione delle relazioni con i clienti (CRM), tracciamento della navigazione sui siti web, messaggistica istantanea e strumenti per la gestione degli appuntamenti convivono oggi in ambienti interconnessi. Questo scenario richiede un coordinamento costante tra dati, comunicazioni e azioni, in modo da accompagnare l’utente lungo un percorso coerente fino al contatto diretto con l’azienda.
La crescente complessità tecnica si intreccia con una dimensione organizzativa. Molte imprese dispongono delle piattaforme, ma non sempre delle risorse interne necessarie per configurarle, aggiornarle e inserirle in una strategia continuativa. In altri casi, la difficoltà riguarda la pianificazione: comprendere quali flussi attivare, con quale frequenza comunicare, come collegare i diversi canali e come misurare i risultati nel tempo. In assenza di una struttura definita, l’utilizzo tende a concentrarsi su funzioni di base, lasciando inutilizzate parti rilevanti degli strumenti.
Questo contesto sta spostando l’attenzione dal semplice acquisto di tecnologia alla gestione delle competenze. L’automazione, oggi, implica una regia che tenga insieme più canali e più momenti di interazione. Per funzionare richiede continuità, conoscenza tecnica e capacità di interpretare i dati raccolti.
“Negli ultimi anni abbiamo osservato un aumento significativo delle piattaforme adottate dalle aziende con funzionalità di marketing automation, ma anche una crescente difficoltà nel mantenerle attive in modo strutturato”, afferma Roberto Tarzia, COO e co-founder di Active Powered. “La tecnologia evolve rapidamente e richiede aggiornamento continuo. Per questo abbiamo scelto di investire sulla formazione, così da fornire alle imprese strumenti concreti per integrare le piattaforme nei propri processi e governarle nel tempo”, conclude.
In un mercato in cui l’accesso agli strumenti digitali è sempre più diffuso, la capacità di coordinarli e utilizzarli in modo sistematico rappresenta una delle principali sfide per le organizzazioni che vogliono trasformare l’investimento tecnologico in risultati misurabili.



























































