Nel 2018 si è registrata per il mercato digitale italiano una crescita del 2.7%. Per il 2019 si stima invece un +2,5%, nonostante la congiuntura economica negativa. Ecco perchè

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Il 2018 è stato un anno positivo per il mercato digitale italiano nel suo complesso, che ha fatto registrare una crescita del 2.7% rispetto al 2017. Il comparto si dimostra quindi resiliente, e capace di svolgere un ruolo anticiclico, caratteristica questa che andrebbe sfruttata per cercare di controbilanciare il quadro congiunturale negativo che ci si attende per i mesi a venire.

I segmenti del mercato digitale italiano

Tra i vari segmenti del comparto, i servizi di rete e di telecomunicazione – quello dimensionalmente più rilevante – ha registrato la performance peggiore, in linea con la media europea e principalmente a causa della comparsa sul mercato di operatori low cost che hanno eroso i margini di profitto di quelli tradizionali. Tuttavia, Assintec prevede un rilancio della crescita di questo segmento associato al 5G, che dovrebbe stimolare la nascita di nuovi servizi.

Molto bene il segmento dei digital enabler, che registrano tassi di crescita a doppia cifra, trainati soprattutto da cloud, cybersecurity, blockchain e AI. In particolare, si prevede che cybersecurity e IoT saranno la locomotiva della crescita del settore nel futuro. A trainare la crescita del segmento cybersecurity non solo le novità normative – e quindi la compliance – ma la crescente importanza dei big data, che renderà sempre più importante eliminare le vulnerabilità. Il comparto IoT, invece, otterrà grande impulso dal 5G, non tanto in termini di crescita dei servizi già disponibili, quanto di creazione di servizi nuovi, soprattutto per le smart city.

I driver principali della crescita del mercato digitale, dal lato della domanda, sono stati i settori ad ampia base di utenza e quelli maggiormente esposti alla concorrenza, soprattutto internazionale. In particolare, la manifattura, influenzata positivamente dagli incentivi governativi al 4.0; il settore bancario, che sta attraversando un epocale cambiamento di paradigma, con gli asset fisici che si trasformano in asset virtuali; il settore assicurativo, delle utilities e della sanità digitale.

Le preoccupazioni

La preoccupazione principale – che, se ben gestita, potrebbe però essere un poderoso motore di sviluppo – è la crescita duale della spesa per investimenti digitali: se le grandi e grandissime imprese stanno incrementando i propri investimenti al ritmo medio del +4.3%, le PMI si attestano su un più modesto 2.2%, pari al 13% della spesa totale.

“Secondo i dati del MISE, solo il 13% delle aziende italiane ha sfruttato gli incentivi. Come possiamo interessare anche le aziende con fatturato inferiore ai 500 mila euro? Qualcosa di buono in questa direzione è già stato fatto. Pensiamo soprattutto al piano Crescita Digitale di AgID, a PagoPA e, soprattutto, all’obbligo di fatturazione elettronica, che sta avendo un forte effetto ecosistema, costringendo anche le PMI a spingere verso un maggior grado di digitalizzazione” ha commentato Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting Cube. “Non resta che aspettare la discussione del decreto Crescita, per capire se gli incentivi introdotti in precedenza verranno mantenuti.”

Le previsioni per il 2019

Come è noto, le previsioni di crescita per il 2019 sono state riviste al ribasso sia da OCSE che da Confindustria – che stima che gli investimenti chiuderanno con un -0.7%. In questo contesto, è lecito attendersi che il settore continuerà a manifestare un comportamento anticiclico?

Nella sua relazione, Giancarlo Capitani ha individuato i possibili input alla crescita del comparto:

  • Le molte imprese utenti intervistate nel corso delle indagini di Assintec hanno confermato la volontà di procedere con i piani di investimento precedentemente predisposti nonostante l’outlook negativo, prevalentemente per quattro ragioni:
    • di compliance, a seguito delle novità normative introdotte di recente
    • la competizione, specialmente internazionale, che impone alle imprese italiane di adeguare la propria strumentazione a quella dei competitor stranieri
    • la necessità di interagire con gli stake holder, soprattutto clienti e dipendenti digitali
    • la comprensione, da parte del top management, dell’importanza di sfruttare tutti i vantaggi della trasformazione digitale
  • Il Piano triennale (2019-2021) di AgID, varato lo scorso 11 marzo, basato su una visione sistemica delle varie aree di intervento che, secondo Capitani, potrà creare un importante effetto sinergia – anche grazie allo spirito di maggiore concretezza della nuova direttrice, Teresa Alvaro. Tre saranno gli elementi chiave per il successo:
    • la governance di tutte le azioni individuali dei vari attori in gioco
    • la facilità d’uso, anche se il portale IO sarà disponibile solo a partire dal 2020
    • la forte attenzione al cloud, grazie ai poli strategici nazionali e ai cloud service provider privati certificati da AgID
  • La proliferazione delle startup – circa 10000 solo in Italia, di cui 300 Fintech – che eroderanno le quote di mercato degli operatori tradizionali mettendo sul mercato servizi disruptive capaci di creare nuova domanda
  • Il 5G, che inizierà ad avere degli effetti, sebbene in fase embrionale, già nel corso del 2019, con i tanti progetti sperimentali avviati nel nostro paese (Torino, Genova, Matera, Milano, solo per citare alcuni esempi). Il 5G, infatti, non è semplicemente un’infrastruttura, ma una vera e propria piattaforma di erogazione di nuovi servizi, che avrà effetti esponenziali sulla digitalizzazione e quindi sulla crescita del paese.

Sulla base di ciò, Anitec-Assinform stima che il settore crescerà, nel 2019, di un ulteriore 2.5%.

“Naturalmente, si tratta di una stima provvisoria; occorre in primo luogo capire quale sarà l’esito della discussione del decreto Crescita. Quel che è certo è che bisognerà fare di tutto per rimuovere l’ostacolo principale, una vera e propria emergenza paese: la mancanza di competenze digitali – non solo skill gap, ma anche skill shortage. Dal canto nostro, ci rendiamo sin da ora disponibili a collaborare con le istituzioni per rimuovere questo e gli altri ostacoli, sperando che il governo si dimostri lungimirante e decida di puntare sulla crescita del sistema paese”, ha concluso Giancarlo Capitani.