Armonizzare professionalità ed esperienza è la nuova sfida consulenziale per le PMI. Una sfida che richiede qualità ed efficienza del sistema azienda

In Italia sia la PMI che il settore del terziario hanno un potenziale legato all’esperienza, alla capacità, alla creatività ed alla tradizione che in molti casi non porta alle aspettative desiderate.

Il processo di industrializzazione virtuosa, quindi il processo che introduce metodi organizzativi e strutturali anche in realtà nate “artigianali” può essere la strada più semplice da percorrere per far crescere la propria attività.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un cambiamento complesso nel “sistema contenitore” di queste realtà, cambiamento legato all’introduzione di nuove norme obbligatorie (sicurezza, trattamento dei dati, antiriciclaggio, responsabilità degli enti, ecologia ed ambiente) e soprattutto ad una evoluzione esponenziale del settore informatico (Cloud, nuovi strumenti di comunicazione, tecnologie ad alte prestazioni, Iot, Industria 4.0), cambiamento che spesso fa paura, perché viene interpretato come un “costo” e non come un’opportunità.

Forse uno degli elementi che non riesce a far emergere gli aspetti virtuosi dovuti a questi repentini cambiamenti è legato ad una visione troppo settoriale e separata di queste novità. Insomma tante caselle del puzzle, ma manca la foto del puzzle da comporre.

Ma cosa succede nella realtà?

Succede che ogni singola azione è valutata a sè, non viene inserita ed integrata in un sistema armonico, e quindi è più costoso applicarla e la sua applicazione porta piccoli benefici settoriali.

Se dovessimo cambiare la visione, considerando la nostra attività, grande o piccola che sia, un sistema composto da tante piccole caselle che debbano armonizzare tra loro, potremmo ottenere dei benefici impensabili.

Pensiamo ad un sistema di gestione organizzativa armonizzato con gli strumenti IT, nel quale il sistema organizzativo norma e regola anche tutto l’utilizzo degli strumenti informatici, e gli strumenti informatici offrono ambienti che facilitano il controllo del sistema organizzativo.

Pensiamo al Regolamento Europeo GDPR, dove gli aspetti organizzativi, informatici, umani non possono prescindere gli uni dagli altri.

Possiamo rendere virtuosa tale complessità ?

Sicuramente la strada con più probabilità di successo è quella di avere gli strumenti che permettano di armonizzare, quindi una capacità di analisi interdisciplinare, in grado di capire gli aspetti comuni tra i vari ambiti e di ipotizzare i percorsi di armonizzazione ed applicazione.

La figura del consulente esterno allora diventa la scelta chiave, e vediamo il perché e il come.

Il consulente deve essere “super partes”, non deve avere interessi oltre a quello di ottenere l’armonizzazione. Non può essere un fornitore abituale.

Il consulente deve comprendere il sistema “azienda”, quindi non può essere solo. Non può prescindere dagli impatti tecnici, legali, organizzativi, fiscali, quindi deve poter contare sulle competenze di altri professionisti.

Deve armonizzarsi con le aspettative, le tradizioni, le personalità della piccola realtà. Il passaggio ad una fase “più industrializzata” non deve essere rigido, disorientante o peggiorativo.

Deve fare analisi e raccogliere informazioni ed elementi prima di proporre un percorso di crescita. La sua consulenza deve essere “cucita” sul cliente.

E’ quello che la neonata società di consulenza lecchese LM Team offre, garantendo un team di professionisti specializzati in ogni settore del sistema “azienda”, team in grado di comporsi “sartorialmente” sulle esigenze del cliente. Ingegneri, avvocati, commercialisti ed esperti di sicurezza sul lavoro mettono a disposizione la propria esperienza per poter aiutare concretamente le aziende ad affrontare il futuro. La sfida è di portare i metodi “Enterprise” nella PMI, adattandoli sulle necessità per renderli sostenibili ed efficaci.

Il 16 e 17 novembre LM Team sarà ospite nello stand di BitMAT nel corso della fiera InnovaImpresa.