Boom degli ascolti musicali in streaming

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In aumento l’uso di servizi di streaming per l’ascolto dei file musicali. L’ifpi registra un fatturato di 1,2 miliardi di dollari attraverso royalties ma il download continua ad occupare il 70% del marcato mondiale

 In Internet, ha trovato ampia diffusione tra gli utenti mondiali la pratica dell’ascolto di file musicali in streaming. Si stima, infatti, che tale fenomeno rappresenti il 20% dell’industria musicale digitale.

Una conferma evidente, in tal senso, deriva dal report dell’Ifpi denominato “Recording Industry in Numbers 2013” in cui è emerso il ruolo trainante dei servizi musicali di streaming per l’industria musicale che nell’anno appena trascorso hanno fruttato ben 1,2 miliardi di dollari attraverso royalties e licenze. Una cifra indubbiamente superiore a quella dell’anno precedente che si attestava, invece, sui 700 milioni di dollari.

La preferenza degli utenti per la musica streaming definita anche “musica in affitto” è sicuramente legata alla possibilità che servizi come Youtube o Spotify offrono, quella, cioè, di scoprire ed ascoltare nuove canzoni senza la necessità di dover procedere all’acquisto qualora queste non fossero di gradimento per il consumatore. Maggiore libertà di scelta, dunque, per l’utente seppur con qualche restrizione. Per fare solo un esempio, Spotify, attraverso un abbonamento di 10 euro, consente l’accesso illimitato ad un archivio musicale di 18 milioni di canzoni ma registringe il numero consentito di ascolti gratuiti. Questo software di musica digitale creato in Svezia nel 2016, ha raggiunto, in pochissimo tempo, un ampia popolarità a livello mondiale tanto da poter vantare numeri da capogiro. Rispetto al tradizionale iTunes che permette lo streaming dei file musicali a pagamento, inoltre, Spotify ha il vantaggio di avere solo poche limitazioni ed una tariffa minima. Ma non tutti gli utenti sono disposti a pagare lo streaming e preferiscono allora le piattaforme gratuite come Youtube che guadagna dai video pubblicitari.

Nonostante il fenomeno sia in crescita, risulta ancora prevalente la tendenza all’acquisto dei brani musicali in download, il metodo preferito dagli utenti per usufruire dei contenuti digitali e che detiene il 70% del mercato musicale.

Complessivamente, dunque, la musica digitale ha registrato un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente conquistando il 35% del mercato globale e questo proprio grazie all’espansione dei servizi di downloading e di streaming legali che, se da un lato costitutiscono un forte incentivo per la crescita dell’industria musicale, dall’altro permettono all’utente di poter fruire con più sicurezza dei contenuti musicali, diminuendo i rischi legati alla presenza di spayware e virus sui siti p2p illegali.