digitalizzazione

Si è fatto un gran parlare di trasformazione digitale, ma poca informazione su cosa effettivamente significhi. Cosa implica essere “digital”? Quanto differisce da quello che viene fatto già oggi? Che livello di trasformazione è necessario? Certamente, il ritmo di innovazione, cambiamento e disruption sta continuando ad aumentare e per le aziende che non abbracciano il cambiamento c’è il rischio concreto di diventare il prossimo Blockbuster.

Viviamo in un mondo diverso da quello di quindici, dieci o cinque anni fa. Ogni aspetto della customer experience è influenzato – se non reimmaginato – dall’utilizzo creativo della tecnologia. Anche le aspettative dei dipendenti sono cambiate riguardo a come e dove lavorano, a cosa consente loro di svolgere il proprio lavoro. La tecnologia spesso è migliore a casa che al lavoro, e le aziende devono adattarsi: è necessario avere un piano per un futuro digitale.

Alle aziende serve una strategia che consenta di agire come una startup, mantenendo i propri punti di forza e creando al contempo vantaggi competitivi attraverso nuove opportunità. Il primo passo in questo percorso consiste nel creare lo spazio necessario perché nuove opportunità possano svilupparsi, e questo implica fare importanti “pulizie di primavera”: mettere ordine nell’ambiente attuale è uno sforzo che vale la pena compiere e che deve essere accompagnato da un incoraggiante cambiamento culturale. 

Il cambiamento culturale della Digital Transformation

La strategia digitale di un’azienda implica la risoluzione di numerosissime sfide dal punto di vista tecnologico e del business, tra cui far avere “il messaggio giusto alla persona giusta nel momento giusto”, digitalizzando i principali asset fisici e dando l’opportunità ai mercati locali di capitalizzare velocemente sulle nuove opportunità.

Per una grande azienda è difficile definire una strategia coerente ed è ancora più difficile decidere da dove iniziare. Bisogna partire dalla tecnologia esistente e adottare modelli di infrastruttura più moderni, come il cloud? E i big data? La trasformazione digitale si può considerare comunque compiuta anche se non li si sfrutta in qualche modo? E l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning? Innovazione e tecnologia cambiano e si evolvono continuamente per loro stessa natura: la Digital Transformation non è un’attività discreta, il che implica pro e contro. Se è vero che il lavoro non potrà mai considerarsi terminato, la buona notizia è che non è mai troppo tardi per iniziare, poiché ogni giorno reca in sé nuove opportunità di miglioramento.

Per quanto allettante (o spaventoso) possa essere il cambiamento, la realtà è che ciò che conta per le aziende e per i clienti è la stessa cosa. Non c’è bisogno di riscrivere completamente la propria mission, tuttavia non si diventa una grande azienda di successo senza innovare da qualche parte. La domanda quindi è: come si mantengono i pilastri fondamentali dell’azienda, implementando al tempo stesso le innovazioni oggi a disposizione? Se un’azienda IT ha trascorso tutta la sua esistenza a fare una sola cosa – ovvero, ad accrescere i suoi data center – allora questo tipo di evoluzione richiede un cambiamento culturale.

Quando le aziende affrontano la necessità di trasformare persone, processi e tecnologie utilizzando il cloud, le domande che sorgono riguardano il futuro dell’azienda, l’organizzazione di un miglior posto di lavoro o la possibilità di essere più customer-centric, che si riassume tutto nel perseguire una cultura che consenta l’innovazione in scala.

In Amazon, per esempio, la cultura è codificata secondo gli Amazon Leadership Principles. Questi LP, come vengono generalmente chiamati, guidano il processo di decision making, sono il contratto che regola i rapporti tra un dipendente e l’altro e hanno aiutato Amazon ad aprire la strada a business diversificati. L’LP più cruciale è l’ossessione per il cliente. In Amazon, ogni nuovo servizio o idea inizia con la definizione dell’esigenza del cliente per poi muoversi da lì. Spesso il primo step consiste nello scrivere un comunicato stampa sulla funzionalità che si sta immaginando, che aiuta a concretizzare l’idea così come potrebbe essere accolta dai clienti.

Questi LP definiscono la cultura di Amazon. Per essere una start-up enterprise è necessario definire la propria cultura e assicurarsi di condividere valori e processi che facciano di questa cultura la base del proprio lavoro e del proprio approccio al mercato. Dopo aver messo in atto questo tipo di cultura, l’ostacolo all’agilità e all’innovazione che si incontra successivamente è semplice: arriva infatti il momento di mettere in ordine la propria tecnologia. 

“Pulizie di primavera” per la tecnologia

Le persone amano le cose: anche se sono sommerse, sepolte dalle cose, ne vogliono sempre di più! Il possesso le rende felici, e l’accumulo è inevitabile. È difficile dire addio a cose possedute per anni o decenni. Alcune vengono conservate poiché hanno un valore reale, ma la maggior parte degli oggetti giacciono nei garage, sugli scaffali o negli armadi, bloccati dalla nostalgia o dall’abitudine. Di conseguenza, le case (e le vite) diventano affollate, pesanti, disordinate. Le persone amano le cose, ma le cose non amano le persone.

Allo stesso modo, si può pensare alle aziende e al disordine che hanno accumulato negli anni. Processi e asset fisici vecchi diventano parte di un’azienda proprio come gli oggetti diventano parte delle persone a cui appartengono. Le appesantiscono e le rallentano, ma vengono conservati per abitudine e nostalgia, perché il cambiamento è difficile e spaventa.

La tecnologia è un tipo di disordine particolarmente appiccicoso, caotico e aggrovigliato. È difficile staccarsi da un vecchio processo quando ci sono investimenti significativi in termini di persone e tecnologie che lo sostengono. Anche solo considerare un cambiamento può intimorire. Ma per avere successo in questo nuovo mondo digitale, bisogna riconsiderare cosa è fondamentale per la propria attività e di cosa si può invece fare a meno. Questo tipo di eredità tecnologica rallenta l’azienda, impedendole di dare il meglio di sé: la rende lenta quando dovrebbe essere veloce, pesante quando dovrebbe essere leggera, costosa quando invece si avrebbe bisogno di efficienza a livello di costi. Obsoleta in ogni modo, rende l’innovazione difficile (se non impossibile). Le aziende amano i data center, ma i data center non amano le aziende.

Ci sono innumerevoli metodi per riordinare casa, ma tutto si riconduce a una semplice idea: “liberati di ciò di cui non hai bisogno, anche se è difficile, e avrai una versione più leggera, più veloce e più sana di te stesso”. Solo perché un’azienda ha aumentato i propri data center, non significa che questa sia l’unica strada. Il cloud elimina il disordine. Il cloud libera le aziende dagli obblighi di manutenzione dell’infrastruttura hardware e dal lavoro indifferenziato. Il cloud consente di liberarsi da proprietà, processi e tecnologie vecchi di anni che rallentano l’azienda.

Proprio come riordinare una casa rende una persona più sana eliminando lo stress, riordinare un’azienda può metterla nelle condizioni di lavorare meglio, in maniera più efficiente e lineare. È più agile e più innovativa. Ci sono meno pesi morti, meno ostacoli. Con la tecnologia cloud, l’azienda è finalmente libera di esprimere la versione migliore di sé stessa.

Il cloud cambia anche il modo di sentirsi di un’azienda. Sostituire vecchie tecnologie e processi con soluzioni cloud facilita l’utilizzo, l’implementazione e la scalabilità in base alle proprie esigenze. Invece di concentrarsi sulla proprietà di asset fisici e su processi che richiedono energia, tempo e risorse, il focus si sposta sui clienti e sull’essere in possesso di dati che migliorino la loro esperienza e il risultato per l’azienda.

Migrare sul cloud può essere difficile da fare da soli, può essere necessario un partner che liberi le risorse chiave in modo da consentire la migrazione. AWS ha 12 anni di esperienza nel supportare grandi aziende a spostare le loro operazioni IT sul cloud, e le competenze che ne derivano sono inestimabili. AWS può aiutare le aziende a spostare vecchi data center con tutte le responsabilità e gli stress correlati, dando la possibilità al team di concentrarsi sulla tecnologia in grado di differenziare il business.

Miriam McLemore, Enterprise Strategist and Evangelist, AWS