GDPR: il 93% delle aziende non è ancora conforme

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Solo il 46% si aspetta di esserlo entro il 25 maggio

Anche a seguito dei casi Facebook e Cambridge Analytica, a pochi giorni dall’entrata in vigore del GDPR l’attenzione pubblica sull’importanza della privacy è notevolmente cresciuta. Nel mese di febbraio, SAS ha condotto una ricerca internazionale con 183 manager, per comprendere le sfide e le opportunità più importanti alle quali le organizzazioni vanno incontro nella strada per adeguarsi al GDPR.

Il 93% degli intervistati afferma di non essere ancora totalmente conforme al nuovo regolamento. Il 46% delle organizzazioni internazionali intervistate afferma che si aspetta di essere conforme alla normativa quando il GDPR entrerà in vigore il prossimo 25 maggio. Il 53% delle organizzazioni europee intende rispettare tale scadenza, mentre la percentuale scende al 30% per le aziende americane.

“La richiesta di protezione dei dati personali è quanto mai attuale. Dobbiamo essere sicuri che le organizzazioni siano pronte ad aiutare i propri clienti nel comprendere come i loro dati vengono utilizzati” afferma Brad Hathaway, Data Management & BI Manager EMEA – Global Technology Practice, SAS. “Per fare questo, le organizzazioni devono coinvolgere tutte le parti operative in un programma a lungo termine relativo alla protezione dei dati personali dei propri clienti.”

Dalla ricerca emerge che la maggior parte delle aziende intervistate sta lavorando per adeguarsi alla normativa (il 93% ha un piano a riguardo o intende crearne uno). La maggior parte degli intervistati riconosce inoltre che gli sforzi per conformarsi al GDPR porteranno alle loro organizzazioni numerosi benefici.

L’84% degli intervistati totali e il 91% di quelli europei ritengono che il regolamento GDPR migliorerà la gestione e l’amministrazione dei dati. Il 69% sottolinea anche che esso sarà in grado di accrescere la fiducia tra le organizzazioni e i propri clienti. Miglioramento della qualità dei dati, accrescimento dell’immagine dell’organizzazione e un passo avanti verso le organizzazioni data-driven sono dunque i benefici aggiuntivi attesi.

Qualche dato aggiuntivo emerso dalla ricerca:

  • Il 58% dei rispondenti totali dispone di un piano in corso di sviluppo per adeguarsi al GDPR, mentre il 35% dichiara di avere l’intenzione di creare uno. Questi dati sono aggiornati rispetto alla ricerca di SAS del 2017, che aveva riscontrato che solo il 45% disponeva allora di tale piano di adeguamento alla normativa.
  • Il 4% degli intervistati appartenenti all’Unione Europea dichiarano che le proprie organizzazioni non hanno pianificato di sviluppare un processo di adeguamento al GDPR.
  • Per creare un piano di adeguamento funzionale, le organizzazioni hanno bisogno di supporto: il 65% dichiara che ha richiesto o che richiederà un supporto legale o di consulenza.
  • Identificare tutte le risorse che conservano i dati personali e acquisire le competenze necessarie in logica GDPR sono le sfide più importanti che le organizzazioni devono affrontare.
  • La metà degli intervistati europei ha affermato che il GDPR avrà un impatto significativo sui progetti legati all’Artificial Intelligence. Consensi informati, dettagli sulla profilazione dei dati, necessità di coinvolgimento umano nelle decisioni di AI sono i tre aspetti che più preoccupano a livello internazionale in relazione ai progetti di Artificial Intelligence.
  • Il 75% dei rispondenti totali si aspetta anche che il GDPR avrà un impatto significativo sulle operazioni di IT.