Abbiamo testato sul campo il primo tablet interamente prodotto da Microsoft, con processore Arm e Windows RT. È il futuro del pc o solo l’ennesimo tentativo prematuro e incompleto? E cosa cambierà tra qualche mese con il Pro?

 

 

 

 

 

Microsoft oggi sbandiera la sua esperienza nella progettazione di hardware citando i mouse, le tastiere e le console made in Redmond. E poi c’è stato lo Zune, sfortunato lettore Mp3 che faceva il verso all’iPod e non è mai arrivato in Europa, che introduceva uno stile che oggi riecheggia nei device Windows 8. Microsoft non è però mai riuscita a legare veramente le sue due anime, quella ludica e quella business tanto che ora è costretta a inseguire. 

 

 

Surface in questo percorso rappresenta il punto di svolta. È l’anello di congiunzione tra produttività personale e gioco, tra software tradizionale e servizi in cloud, tra postazione di lavoro e mobilità. Nella nostra prova completa cerchiamo di capire quali possibilità di successo avrà il nuovo tablet, appena approdato sul mercato italiano e destinato a essere il primo di una lunga serie. 

 

Com’è fatto

Qualcosa da Apple è evidentemente stato appreso, a partire dalla confezione elegante e minimale, con l’alimentatore ad aggancio magnetico come unico accessorio e un sottile manualetto di benvenuto. In questo caso però Microsoft non può essere accusata di aver copiato: Surface è un prodotto evidentemente originale e caratterizzato da scelte forti.

 

La struttura in magnesio appare robusta, ma non così leggera come il tipo di materiale usato farebbe pensare. In effetti Surface, con i suoi 676 grammi è più pesante dell’iPad in alluminio (652 g) e del Galaxy Tab 2 (587 g), mentre lo spessore come per i concorrenti è inferiore a un centimetro.

 

Il montaggio mostra qualche imprecisione nelle zone di accoppiamento di materiali diversi, e lo schermo Gorilla Glass 2 appare leggermente incurvato ai bordi estremi, senza che questo porti a percepibili deformazioni dell’immagine.
Il formato wide 16:9 è forse un po’ troppo spinto per le attività produttive, anche se perfetto per lo sviluppo orizzontale dell’interfaccia Metro e la visione dei filmati. Dal punto di vista dell’ergonomia, l’iPad resta leggermente più comodo da maneggiare perché la forma regolare porta a una distribuzione più omogenea del peso.

 

 

I tasti sul dispositivo si limitano a quello di accensione e al bilanciere del volume. C’è poi il logo di Windows che è un tasto a sfioramento capacitivo che restituisce come feedback una leggera vibrazione e riporta alla schermata di partenza.

 

 

Quanto all’affidabilità, Microsoft sostiene di aver effettuato prove di impatto da ogni angolazione senza danni significativi. In rete circolano video che mostrano come una caduta sullo schermo da oltre un metro può infrangere il vetro, ma in generale la resistenza di ogni componente sembra notevole, a partire dalle cerniere del supporto da tavolo. Queste caratteristiche, unite all’impermeabilizzazione della cover-tastiera rendono Surface adatto anche ad attività che richiedano un duro lavoro sul campo.

Connessioni e tastiere
In termini di collegamenti ed espandibilità Surface offre più della media dei concorrenti. Accanto ai contatti dell’alimentatore, che può essere agganciato magneticamente in un senso o nell’altro, c’è una vera porta Usb 2.0.
Questa accetta quasi ogni genere di periferica progettata per Windows 8 che non richieda driver specifici, soprattutto chiavette e hard disk esterni sui quali si opera esattamente come su un Pc tradizionale. Si tratta del principale vantaggio di Surface rispetto ai sistemi iOS, visto che consente la massima libertà nella gestione dei file.

 

 

In più c’è una micro Hdmi, non certificata come tale solo per l’inclinazione del profilo, che potrebbe creare qualche difficoltà con alcuni connettori. Noi abbiamo provato diversi cavetti standard senza incontrare problemi.
Completano la dotazione un jack per le cuffie e soprattutto una porta per schede micro SdXC che rende possibile estendere la capacità di storage interna aggiungendo fino a 64 Gbyte, che è la massima capacità attualmente in circolazione per questo tipo di supporto. Considerando che una scheda di questo tipo di classe 10 costa circa 60 euro, il vantaggio rispetto a tablet non espandibili è evidente.

 

Quello che non si vede comprende un set di sensori completo: luce ambientale, giroscopio, bussola e accelerometro. C’è poi il Bluetooth 4.0 e il Wifi a/b/g/n, mentre manca del tutto l’opzione 3G o Lte, che potrebbe essere introdotta in un secondo momento.

 

Le cover con tastiera rappresentano un altro elemento caratterizzante di Surface e del futuro Surface Pro. In bundle si può avere la sola versione nera di tipo Touch, con un sovrapprezzo di 100 euro, altrimenti ce ne vogliono 119 per l’acquisto separato, garantendosi però la possibilità di scegliere anche altri colori, come il bianco o l’azzurro.

 


C’è poi la Type Cover a 129 euro, un po’ più spessa ma dotata di veri tasti a corsa corta, con tanto di molla di richiamo. Nessuna delle due soluzioni è comunque perfetta per chi digita molto testo, per cui a nostro avviso resta preferibile il modello Touch, un po’ meno preciso ma più comodo in mobilità. Sulla scrivania, invece, è sempre meglio tenere una tastiera tradizionale, da collegare via bluetooth o Usb.

 

 

Il retro delle tastiere è ricoperto in materiale antiscivolo, in modo che Surface stia ben fermo sul tavolo anche esercitando una pressione sul touchscreen. L’aggancio magnetico è semplicissimo e abbastanza solido da reggere il peso del dispositivo.
Entrambe le tastiere sono complete di tasti funzione dedicati a Windows 8 e di un trackpoint, utile ma troppo piccolo per sostituire un vero mouse.

 

Lo schermo ClearType
10,6 pollici costituiscono la diagonale standard di molti tablet. Su Surface lo schermo è però decisamente wide, il che limita lo spazio a disposizione per la lettura di documenti standard, favorendo invece i film e alcuni giochi.
Pur non sfruttando la tecnologia Ips, il display è ben visibile da tutti i lati e sfoggia una decente resa cromatica, senza dominanti, che però non raggiunge il livello di un iPad 3 o 4. La risoluzione si ferma a 1366×768, corrispondente a 148 punti per pollice, contro i 264 del concorrente Apple. Malgrado non rappresenti lo stato dell’arte per un tablet di ultima generazione, testi e grafica sono resi nitidi dalla tecnologia di rendering sub-pixel denominata ClearType e sviluppata qualche anno fa dalla stessa Microsoft per il suo ebook reader.

 

 

Quanto all’uso sotto luce diretta del sole, lo schermo assai poco riflettente aiuta molto, rendendo il Surface RT uno dei dispositivi più comodi da usare all’aperto.
La luminosità massima non è da record, ma c’è il sensore di luminosità ambientale, che adatta in modo appena percepibile lo schermo alle condizioni di utilizzo.
Collegato a un display esterno via micro HDMI Surface si comporta esattamente come un Pc Windows 8, offrendo la possibilità di duplicare lo schermo, estendere il desktop o pilotare solo il display esterno raggiungendo anche i 1920×1080 pixel.

Interfaccia e navigazione

Lo stile Metro trova in Surface, più che nei Windows Phone, la sua perfetta realizzazione. Le tesserine personalizzabili sono comode e decisamente gradevoli alla vista, ma ci vuole un po’ ad abituarsi ai bordi attivi che nascondono la ricerca sensibile al contesto e gli altri strumenti di gestione. L’ambiente è talmente nuovo che non ha termini di paragone, salvo per chi ha già usato un Windows Phone, ma non faticherà a conquistarsi il suo spazio. C’è comunque sempre la possibilità di passare al desktop tradizionale, operazione necessaria per gestire alcune applicazioni e il file system.

 

 

La reattività dell’interfaccia è generalmente ottima, con effetti di movimento fluidi ed efficaci, ma non sempre costante. Può infatti essere influenzata dal multitasking. Qualche incertezza si nota anche nella rotazione automatica dello schermo, del resto raramente utile visto visto che il formato privilegia la visione orizzontale.
C’è comunque evidentemente ancora qualcosa da limare, come testimoniano alcuni testi non correttamente localizzati in italiano e qualche sporadica incongruenza nel funzionamento di vecchi tool.

 

Come avviane con Windows 8, in Surface si accede al browser in due modi. Dall’interfaccia Metro si raggiunge la versione full screen di Internet Explorer 10, mentre dal desktop si lavora in finestra, come su un qualsiasi notebook.
La differenza è che su questo sistema non x86, entrambi i browser non accettano plugin e incredibilmente al momento non gestiscono nemmeno i contenuti Silverlight. Quanto a Flash, funziona solo con alcuni siti selezionati.
A parte queste limitazioni, la navigazione è fluida come su un notebook tradizionale, anche in presenza di siti complessi.

 

Audio, video e foto
Surface ha due telecamere, frontale e posteriore, entrambe capaci di catturare video in risoluzione 720p e foto a 1280×720 pixel. Nulla di eccezionale, quindi, solo strumenti utili per le videochiamate con Skype. Ovviamente è illogico pensare di usare il tablet come una fotocamera, ma resta da vedere se la risoluzione sarà sufficiente per le future applicazioni di realtà aumentata. La fotocamera posteriore ha l’obiettivo inclinato in modo da riprendere correttamente quando Surface è posizionato su un tavolo con il suo supporto.

 

 

Quanto all’audio, il microfono integrato funziona decisamente bene, garantendo un adeguato filtraggio dei rumori di fondo. Il jack audio comunque può ospitare anche una cuffia con microfono esterno.
Gli altoparlanti integrati sono stereo, ma offrono un suono abbastanza deludente per qualità e potenza. I film si godono meglio in cuffia o con altoparlanti esterni.

Autonomia e prestazioni
Il processore Tegra 3 T30 di Nvidia, che muove Surface, è un SoC a quattro core per 1,3 GHz che fa girare istruzioni ArmV7. Usa un intelligente sistema di risparmio energetico che tiene attivo un solo core ausiliario quando la potenza di calcolo non serve, e ha un’unità grafica sufficientemente veloce da gestire giochi a risoluzione elevata. La Ram a disposizione ammonta a 2 GB.

 

Benchmark indipendenti come Geekbench v2 effettuati sulla stessa piattaforma di Surface mostrano come il Tegra 3 sia teoricamente molto più veloce del processore A5X dell’iPad 3, mentre per il comparto grafico è la piattaforma Apple ad avere la meglio, e non di poco.

 

Tablet Durata batteria
MS Surface RT 9 h e 9 min
Apple iPad 3 9 h e 3 min
Apple iPad 2 9 h e 51 min
Samsung Galaxy Tab 2 8 h e 24 min

Questi test lasciano comunque il tempo che trovano. Sarà come sempre la qualità e l’ottimizzazione del software a fare la differenza.
In termini di autonomia, la batteria da 31Wh assicura una giornata di lavoro collegati in WiFi senza difficoltà. Nella nostra prova abbiamo superato le nove ore di attività lontano dalla presa di corrente, un risultato che pur non rappresentando il record per la categoria è confrontabile con quello dell’iPad 3.

App store e produttività

Finché si naviga e si gestiscono social network, posta e contatti, Surface si comporta come i suoi concorrenti. Le vere differenze, nel bene e nel male, si scoprono quando si chiede al device qualcosa di più.

 

Le applicazioni di produttività personale passano al momento attraverso l’ambiente desktop. Office 2013, in versione Home & Student, con Word, Excel, Power Point e One Note, è infatti integrato, ma si tratta di una applicazione praticamente identica a quella che gira sui Pc tradizionali, salvo la mancanza delle macro, quindi quasi impossibile da gestire con il tocco. Sullo schermo da 10 pollici di Surface, per centrare le voci e le icone del menu ci vuole un mouse, o quantomeno il trackpad integrato nella cover-tastiera.
I vantaggi di questo approccio sono nella familiarità di molti con l’ambiente di lavoro tradizionale di Windows, anche se l’impressione è che si tratti di una soluzione di compromesso, in attesa di applicazioni realmente ottimizzate per l’uso con le dita.
Anche la gestione di file e periferiche passa dal desktop, e non mancano i classici tool come il blocco note e il prompt dei comandi. Un tuffo nel passato che stride al confronto con lo stile ultramoderno di Metro.

 

E per rendersi conto di quanto il nuovo corso Microsoft sia appena agli inizia basta dare un’occhiata allo store, ancora povero e privo di applicazioni importanti. Anche quelle che ci sono presentano spesso e volentieri i classici problemi delle prime release, come impuntamenti e blocchi improvvisi. Per fare un’esempio, mentre scriviamo sono pochissime le applicazioni in grado di leggere filmati mkv. C’è il costoso PowerDvd 12 di Cyberlink, mentre manca del tutto il gratuito e aperto Vlc.

RT o Pro?
Surface è senz’altro un prodotto con grandi potenzialità, solo parzialmente espresse con questa prima uscita, intrinsecamente limitata dall’architettura Arm. Molti aspetteranno l’hardware di Surface Pro, basato su Cpu Intel Core i5 e capace di eseguire qualunque applicazione x86, senza però valutare il rovescio della medaglia. Il prossimo Surface peserà infatti quasi un chilo e consumerà le batterie in 3-4 ore, perdendo gran parte della portabilità del tablet Microsoft. Inoltre lo schermo ugualmente piccolo, malgrado la risoluzione che diventerà Full HD, costituirà una pesante limitazione all’uso professionale del dispositivo.

 

La logica che c’è dietro Surface RT resta quindi l’unica strada da percorrere. L’hardware attuale è già promettente, ma potrebbe fare un salto di qualità se equipaggiato con un’evoluzione della piattaforma Atom appena presentata da Intel al Mwc di Barcellona.
Intanto Surface RT è già un prodotto utile e interessante, in grado di sostituire perfettamente un piccolo notebook. Quanto allo store, si arricchisce ogni giorno di nuove applicazioni, per cui in pochi mesi dovrebbe garantire una varietà pari a quanto disponibile per i sistemi Android e iOS.
Come pure subirà una rapida evoluzione l’ecosistema di servizi Cloud, come SkyDrive, XBox Live e Mappe, che Microsoft è ben intenzionata a far crescere attorno ai suoi device.

 

 

Quale scegliere
Surface è in vendita nelle catene Euronix, Expert, Mediaworld e Saturn, oltre che direttamente sul sito Microsoft a lui dedicato. Il prezzo parte da 487 euro per la versione da 32 GB e arriva ai 591 di quella da 64 GB, a cui vanno assolutamente aggiunti almeno 100 euro per la cover-tastiera, necessaria per usare pienamente la modalità desktop.
Se pensate alla versione meno capiente, tenete presente che il sistema operativo occupa circa 16 dei 32 Gbyte disponibili, che possono però essere espansi successivamente con una scheda microSD.