Un nuovo rapporto di Poly rivela che il lavoro ibrido aiuterà a rispondere alla crisi, ridefinire gli obiettivi e reinventare il lavoro del futuro

lavoro ibrido
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Plantronics (“Poly” – precedentemente Plantronics e Polycom) (NYSE: PLT), società di comunicazione globale che facilita le connessioni e collaborazioni umane significative, ha pubblicato un nuovo studio che evidenzia come, nell’ambito professionale, stia emergendo un progressivo spostamento dell’attenzione dal “luogo” allo “scopo” del lavoro. L’incremento di luoghi “coworking”, la riorganizzazione degli spazi in casa e l’auge delle riunioni virtuali: gli effetti di questa pandemia segnano l’inizio di una nuova era di lavoro ibrido.

Creato sulla base di esperti in smart working, psicologi e professionisti della progettazione di spazi lavorativi, questo rapporto, intitolato Hybrid Working: Creating the “next normal” in work practices, spaces and culture (Lavoro ibrido: Creare una nuova normalità per l’esperienza professionale, gli spazi di lavoro e la cultura), definisce il percorso verso “la nuova normalità”, che vedrà i dipendenti sempre più liberi di scegliere dove e quando lavorare.

Nuova forma di lavoro dopo il lockdown

La pandemia ha offerto, a molte aziende, l’opportunità di superare abitudini e convenzioni per ridefinire il significato di “lavoro”. In questo senso, si apre la porta alle seguenti realtà:

  • Nuovi modelli di lavoro, basati su nuove politiche flessibili;
  • Un lavoro che punta sui risultati, perché eliminando le abitudini e i pregiudizi, l’efficienza si valuterà in base alla produttività;
  • Un investimento ottimizzato, che supera il concetto di sviluppo dell’ufficio tradizionale, per permettere di creare ovunque ambienti personali, collaborativi e tecnologicamente attrezzati.

Spazi di lavoro ibridi

Nel rapporto di Poly, Sarah Susanka, architetto e fondatrice dello studio di architettura americano Susanka Studios, analizza il motivo per cui creare ambienti che aiutino i dipendenti ad essere più produttivi sarà vitale, nella nuova era del lavoro ibrido. In questo senso, lo studio identifica alcune tendenze globali a partire da quest’anno:

  • Gli spazi domestici per lo smart working saranno importanti e progettati in base a criteri ergonomici.
  • La prevalenza del coworking. Le organizzazioni investiranno in questi spazi, anche al di fuori delle aree urbane, per potere attrarre talento. La collaborazione di gruppo e le relazioni sociali con colleghi e clienti serviranno per un proficuo scambio di idee e per aumentare l’innovazione.
  • Il cambiamento dei paesaggi urbani. La città, intesa come struttura urbana rimarrà invariata, poiché la sua matrice residenziale la converte in un luogo chiave per la vita delle persone.

Gestire il cambiamento culturale

Megan Reitz, docente di leadership e dialogo presso la Hult Ashridge Business School di Berkhamsted (Regno Unito), ritiene che le aziende debbano integrare abitudini fondamentali per creare gruppi di lavoro ibridi e garantire una conversazione fluida tra i professionisti. Affinché i team siano agili, innovativi, rispettino criteri deontologici e siano sensibili alle necessità di ogni membro del gruppo, il rapporto di Poly afferma che le culture del lavoro devono essere:

  • Inclusive: team composti da profili diversi funzionano meglio, ma bisogna essere in grado di sfruttare ed apprezzare le differenze personali.
  • Curiose: i dipendenti risponderanno, in modo diverso, al lavoro ibrido e i manager dovranno imparare ad informarsi, essere curiosi e fare domande.
  • Basate su scopi specifici: gli obiettivi delle imprese stanno cambiando e questa modifica sta spostando l’attenzione sull’importanza di rendere il luogo di lavoro più significativo.

Cambiamenti frutto della tecnologia

Man mano che le organizzazioni rispondono alla crisi, la tecnologia svolgerà un ruolo fondamentale per consentire il passaggio al lavoro ibrido.  A tal proposito, Darrius Jones, Vice Presidente Esecutivo e chief strategy officer di Poly, ha affermati: «La tecnologia svolge un ruolo importante per creare “nuova normalità”, perché incentiva nuovi flussi di lavoro tra persone e luoghi. Se rispondiamo alla crisi, riprogettiamo e ci reinventiamo, possiamo affrontare le sfide a testa alta e continuare a crescere, indipendentemente dai cambiamenti».