Il mercato delle criptovalute è esposto all’uso eccessivo della leva finanziaria.

criptovalute - pixabay

Dopo l’euforia e le forti oscillazioni del 2025, il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase di assestamento che potrebbe porre le basi per uno sviluppo più solido nel medio-lungo periodo. È quanto emerge dall’ultimo Report di Hodli che analizza l’andamento di Bitcoin e del mercato crypto tra il quarto trimestre del 2025 e l’inizio del 2026.

Il quarto trimestre del 2025 ha rappresentato un punto di svolta. Dopo una fase estiva di forte crescita, a ottobre il mercato ha subito una brusca correzione, innescata da liquidazioni automatiche che hanno coinvolto oltre 1,6 milioni di trader e generato vendite forzate per circa 20 miliardi di dollari in poche ore, mettendo in evidenza i limiti di un sistema ancora fortemente esposto all’uso eccessivo della leva finanziaria.

Nei mesi successivi, tra novembre e dicembre, il mercato ha mostrato segnali di stabilizzazione: la leva si è ridotta, Bitcoin si è posizionato su livelli più equilibrati e l’allocazione del capitale è diventata più selettiva, penalizzando gli asset meno solidi. Questa traiettoria è proseguita anche a gennaio 2026, quando Bitcoin ha affrontato una fase correttiva in un contesto macroeconomico ancora incerto, con pressioni di vendita presenti ma meno disordinate rispetto al passato.

Persistono pressioni di vendita nel mercato delle criptovalute spot e una domanda di copertura downside ancora elevata nel mercato delle opzioni. Sul fronte on-chain, l’attività della rete resta debole e gli investimenti di nuovi capitali istituzionali limitati. Nel complesso, la stabilizzazione nel breve termine appare subordinata all’esaurimento della pressione di vendita e al ritorno di una domanda più strutturale.

Il report evidenzia l’ingresso del mercato in una fase di maggiore maturità, in cui la volatilità non scompare ma viene assorbita da strutture più robuste, da una maggiore attenzione alla gestione del rischio e da un progressivo spostamento verso canali regolamentati. In Europa, l’implementazione del regolamento MiCA e iniziative come l’apertura di un segmento dedicato ai prodotti crypto su Euronext Milan rappresentano segnali concreti di integrazione degli asset digitali nella finanza tradizionale.

“La fase attuale riflette un mercato che sta maturando – riflette Gianluca Sommariva, CEO di Hodli, il primo gestore patrimoniale crypto italiano.: meno eccessi speculativi, maggiore attenzione alla qualità e un dialogo sempre più strutturato con il mondo regolamentato. La volatilità non scompare, ma oggi poggia su fondamentali più robusti rispetto al passato. Il sell-off del 10 ottobre ha rappresentato un duro banco di prova per l’ecosistema crypto in cui le liquidazioni forzate hanno sfiorato i 20 Miliardi di dollari in poche ore. La nostra piattaforma ha mantenuto piena continuità operativa, dimostrando solidità ed efficienza nella propria infrastruttura e nei processi di gestione del rischio, elementi chiave per operare in modo affidabile in contesti di elevata volatilità.”

Secondo Hodli, nel breve termine il mercato delle criptovalute continuerà a essere influenzato da fattori macroeconomici globali e da fasi di volatilità. Nel medio-lungo periodo, la combinazione tra riduzione strutturale della leva finanziaria, maggiore chiarezza normativa e dialogo con il mondo istituzionale potrebbe favorire uno sviluppo più sostenibile dell’intero ecosistema crypto.