HYPE: il banking digitale di fiducia degli italiani

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L’evoluzione di utilizzo di HYPE nel lockdown

I dati di utilizzo di HYPE evidenziano come anche una customer base, già naturalmente improntata sul digitale, abbia accelerato il proprio orientamento.  Il confronto con i dati dei tre mesi precedenti mette in luce, oltre all’aumento del 71% di clienti che hanno scelto HYPE come conto primario, anche una crescita dell’89% nei pagamenti con carta sui siti e-commerce. Le funzioni più usate nel trimestre sono state, in particolare, il pagamento di bollette (+61%), le ricariche telefoniche (+50%) e l’utilizzo della funzione PagoPA (+14%).

Si è, poi, registrata un’interessante risposta al servizio di vendita di Bitcoin, inaugurato il 19 marzo che ha segnato un aumento medio mensile da aprile a luglio di oltre il 400%. A familiarizzare con la criptovaluta, grazie alla soluzione semplice e sicura offerta da HYPE, sono stati soprattutto Millenial e Gen Z (la fascia di età tra 18 e 29 anni ha effettuato il 57% di tutte le transazioni), seguiti dai trentenni con il 19% e dai quarantenni con il 15%. Gli over 60 (2%) e donne (10%) sono, invece, le categorie meno interessate alla novità, che, partita da poche settimane, sembrerebbe segnalare un generale apprezzamento della customer base verso forme di investimento non correlate alle asset class tradizionali.

Identikit degli Hyper nell’era del distanziamento sociale

Il distanziamento sociale ha mutato anche la composizione sociale e anagrafica della customer base di HYPE, sostanzialmente immutata nelle altre fasce, ma con un aumento  del 4%  della clientela femminile e  del 3% della componente under-18.

Non si torna indietro sulla strada della digitalizzazione

La visione di HYPE sulla rapida evoluzione e accelerazione dei servizi finanziari digitali, trova  conferma nei trend internazionali fotografati da molteplici analisi, come la recente indagine Retail Banking in the New Reality”, condotta in 15 Paesi da Boston Consulting Group, su 5mila consumatori del retail banking. Lo studio rileva che, a livello globale, il 24% de clienti bancari prevede di utilizzare meno le filiali o di smettere del tutto di recarvisi; in particolare il 44% degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 34 anni si è iscritto per la prima volta al banking online o mobile nelle settimane in cui le misure di contenimento sono state in vigore. Gli italiani si sono distinti per una propensione digitale superiore alla media: il 27% prevede di ridurre o cessare di frequentare le filiali anche a crisi terminata, mentre IL 58% si è dichiarato pronto ad aprire un conto attraverso online o mobile banking nel caso in cui la filiale non fosse accessibile. Spetta agli operatori finanziari restituire servizi adeguati alla nuova tipologia di domanda.