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Lavoro remoto e coworking: la nuova normalità?

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Già nel 2019, il lavoro flessibile aveva raggiunto unan notevole popolarità: oltre il 50% dei dipendenti di aziende globali affermavano di lavorare fuori dal loro ufficio principale per più della metà della settimana. Mentre la realtà lavorativa flessibile di alcune persone era ancora limitata all’orario di lavoro adattabile o alla possibilità di lavorare da casa in determinate occasioni, altre aziende stavano passando a una configurazione più ibrida in cui i lavoratori suddividevano il loro tempo tra il loro ufficio tradizionale, il loro ufficio a casa e una sorta di spazio di coworking.

Ma poi il mondo è cambiato. Per alcune settimane, gran parte dei dipendenti a livello globale ha dovuto lavorare da casa a tempo pieno. In che modo questa situazione ha influito sulle loro preferenze lavorative? E come si sentiranno i datori di lavoro ora che hanno sperimentato una forza lavoro principalmente remota?

Le aziende mirano a una maggiore flessibilità

Lo stato globale delle cose ha sì posto a tutti noi delle sfide, ma ha anche offerto l’opportunità ai dipendenti di dimostrare che il lavoro a distanza è una pratica di lavoro perfettamente realizzabile per molte aziende. E sebbene, a questo punto, la situazione futura potrebbe non essere del tutto chiara, gli esperti concordano sul fatto che presto inizieremo a vedere più persone che suddividono flessibilmente il loro tempo tra l’ufficio e altri tipi di aree di lavoro. Soprattutto quando le aziende inizieranno a cercare soluzioni per ridurre l’impatto finanziario che hanno vissuto e aiutare i propri dipendenti a gestire la transizione verso un nuovo mondo.

È probabile che vedremo emergere una varietà di approcci diversi: alcune aziende potrebbero optare per un modello di hub satellitare, che offre uffici regionali più piccoli, mentre altre potrebbero optare per l’assenza di una posizione fisica. E in questo senso prevediamo che gli spazi di coworking prenderanno sempre più piede.

Il coworking come settore stava già vivendo un periodo di rapida crescita prima dell’attuale crisi. In effetti, è stato originariamente stimato che alla fine del 2020 ci sarebbero stati 26.300 spazi di coworking in tutto il mondo con 2,7 milioni di lavoratori. Alla luce delle attuali dinamiche globali, potrebbe essere che questi numeri possano letteralmente esplodere man mano che il mondo troverà il suo nuovo equilibrio.

Avendo sperimentato un equilibrio tra lavoro e vita privata completamente diverso negli ultimi mesi, possiamo aspettarci di vedere una domanda crescente da parte dei dipendenti di modalità di lavoro più agili e un’infrastruttura cloud più solida per supportarle. Mentre cercano di allontanarsi dal pendolarismo stressante a favore di poter scegliere dove lavorare e avere un migliore controllo sulla loro vita personale e professionale, il coworking sarà probabilmente in cima all’agenda. Cosa c’è di meglio di una via di mezzo in cui poter ancora vivere l’esperienza dell’ufficio – interazione sociale, accesso alle attrezzature per ufficio aziendale e sale riunioni – riducendo allo stesso tempo lo stress e il tempo di viaggio?

Spazi di coworking: valgono la pena?

Tradizionalmente un paradiso per le piccole imprese e gli imprenditori, i vantaggi degli spazi di coworking stanno diventando più chiari anche per le grandi aziende e i dipendenti su tutta la linea. E ciò non è solo a causa del pendolarismo ridotto. Il coworking facilita un diverso tipo di interazione, aprendo opportunità di networking, collaborazione e scambio di idee in un modo che non può essere sempre replicato in un ambiente d’ufficio convenzionale.

È qui che il coworking dà il meglio: nel riunire una struttura da ufficio con una struttura in stile ospitalità. Il risultato crea un forte sprone per la produttività unita a un senso più organico di comunità. E questo rende questi spazi una grande attrazione. Soprattutto in questi tempi, in cui le persone hanno perso i loro soliti livelli di connessione sociale e le tensioni mentali dovute al lockdown hanno influenzato il loro modo di lavorare.

È facile capire quindi perché fornire spazi di coworking alla forza lavoro sia un’opzione che offrirà benefici a lungo termine sia per i dipendenti che per i datori di lavoro. Se la flessibilità è la “nuova normalità”, allora si desidera che il proprio team abbia la stessa capacità di svolgere attività critiche in ambienti remoti come farebbe in ufficio. Qui i lavoratori possono accedere a Internet ad alta velocità, servizi di stampa e scansione sicuri e zone comuni, con l’ulteriore vantaggio di spazi collaborativi e silenziosi, il che offre agli utenti una gamma agile di opzioni in grado di soddisfare le esigenze dei loro uffici. La chiave per avviare il coworking è assicurarsi di disporre di una solida infrastruttura cloud per consentire questo livello di flessibilità.

Nella situazione attuale, possiamo aspettarci una certa titubanza iniziale intorno a qualsiasi spazio condiviso, sappiamo che gli utenti saranno alla ricerca di hub che privilegiano la sicurezza insieme all’esperienza: un facile accesso ai disinfettanti per le mani e alle salviette antibatteriche, frequenti procedure di sanificazione e funzionalità specifiche come divisori in plexiglas tra una scrivania e l’altra, per esempio. Quando si tratta di tecnologia interna, un sistema che semplifica l’interazione del dispositivo con funzionalità come la stampa mobile e la stampa e la scansione con un solo tocco, sarà una scelta più preferibile. Col passare del tempo, potremmo persino vedere l’implementazione diffusa di apparecchi touchless, come sensori montati su porte, lavandini e distributori di sapone automatici e ascensori ad attivazione vocale.

Questa “nuova normalità” porterà sia sfide che vantaggi, ma ciò che è chiaro è che se le aziende non entrano in una cultura del lavoro più flessibile, corrono il serio pericolo di perdere rilevanza e falliranno nello scopo di attirare i migliori talenti. La tua azienda è davvero pronta per l’ignoto che deve ancora venire? Il tuo setup è sufficientemente agile per farcela? È giunto il momento di creare una solida infrastruttura cloud che consenta di gestire le informazioni aziendali indipendentemente dalla posizione, rivedere l’organizzazione della forza lavoro e adottare una strategia di coworking per sostenere un approccio flessibile. Potremmo entrare in un’era in cui il lavoro non è visto come un luogo, ma una funzione che può essere completata ovunque se si ha semplicemente accesso alla tecnologia e all’ambiente appropriati. In questo nuovo contesto, le realtà che non si adatteranno a un rapido cambiamento sopravviveranno a stenti.

La tecnologia innovativa al servizio del “new normal”

Al centro dell’offerta Canon è la tecnologia innovativa: una tecnologia che troviamo a bordo delle stampanti e multifunzioni con semplici App in grado di gestire i flussi di stampa da qualsiasi dispositivo e processi di digitalizzazione dei documenti, integrandoli con il sistema cliente, sia esso on premise, in cloud o ibrido.

Qualunque sia la dimensione dell’azienda o dello spazio di collaborazione è possibile costruire un’infrastruttura agile e leggera capace di accelerare le operazioni e semplificare i processi, permettendo nuove modalità di lavoro grazie a tecnologie touchless e a una nuova gestione della business continuity (Ufficio replicato a casa) grazie soprattutto a piattaforme Canon basate sul cloud.

Redazione BitMAThttps://www.bitmat.it/
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