Inarcassa promette che “avrà cura di non escludere alcun professionista avente diritto”, ma si prospetta il click day

Mentre sale l’attesa per il Decreto che dovrebbe riconoscere 600 euro ai professionisti, i cui studi sono stati obbligatoriamente chiusi in alcune regioni, Inarcassa ha diffuso una nota in cui informa del fatto che “renderà disponibile il modulo di domanda a partire dal 1° di aprile che l’iscritto potrà presentare esclusivamente nell’area riservata di Inarcassa On Line. Ciò al fine di facilitare la presentazione delle richieste qualora venissero confermati gli stringenti termini ad oggi resi noti”.

I termini, come scrive la stessa Inarcassa e come anticipato da alcune indiscrezioni, sono infatti stringenti. Le istanza, infatti, dovranno essere presentate, tra il 1° ed il 30 aprile 2020, con i seguenti vincoli:

  • dai professionisti in regola con gli obblighi contributivi per l’anno 2019 e non titolari di pensione;
  • con reddito complessivo percepito nell’anno di imposta 2018 non superiore a 35.000 euro;
  • le domande potranno essere presentate anche da coloro che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito complessivo compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro a condizione di aver chiuso la partita IVA dal 23 febbraio al 31 marzo 2020 o di aver subito una riduzione di almeno un terzo del reddito nel primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019.

Inarcassa specifica inoltre che “avrà cura di non escludere alcun professionista avente diritto”, anche se il Ministero del Lavoro e dell’Economia ha anticipato che “le indennità verranno erogate agli iscritti seguendo l’ordine cronologico di presentazione, all’esisto della verifica del possesso dei requisiti”. Una frase che, per molti versi, si configura come la predisposizione un click day, a fronte di una cifra che molti ritengo umiliante per un professionista che onestamente ha pagato le tasse e rispetto a chi ha sempre lavorato in nero.