Le reti mobili di quinta generazione abiliteranno la trasformazione digitale del nostro paese in ambito non solo consumer ma anche industriale

5G Academy: al via il programma di Capgemini

Banda Ultralarga, ora tocca alle imprese – tra aree grigie e 5G: l’evento organizzato dal CorCom e svoltosi ieri 10 dicembre è stato anche occasione per presentare la ricerca 5G for business: a 2030 market compass realizzata da Ericsson e Arthur D.Little. Secondo lo studio, la quinta generazione di reti mobili sarà il volano per la digitalizzazione delle industrie italiane e potrà abilitare un importante potenziale di business per le aziende ICT e per gli operatori.

Analizzando i dati relativi all’Italia, emerge che il 5G aprirà le porte a nuove opportunità di business in ambito non solo consumer ma anche industriale. Nel 2030 il 5G potrà abilitare 32 miliardi di dollari di investimenti nel processo di trasformazione digitale dei 10 settori industriali considerati (manifatturiero, sicurezza pubblica, servizi finanziari, sanità, automotive, trasporto pubblico, media e intrattenimento, energia e utility, retail e agricoltura), di cui 15 miliardi di dollari la stima dei potenziali ricavi per gli operatori.

“Il 5G è una piattaforma per l’innovazione, che può accelerare il processo di trasformazione digitale in corso, rendendo l’Italia un Paese sempre più competitivo e attrattivo nello scenario globale – commenta Riccardo Mascolo, Head of Strategy and Business Development di Ericsson Italia e Sud Est Mediterraneo. È necessario che il 5G venga considerato come un’infrastruttura critica a livello nazionale e che gli operatori siano messi nelle giuste condizioni per rendere fin da subito sostenibili gli investimenti effettuati.”

Il report mette in evidenza l’emergere a livello globale di 3 possibili ruoli strategici per gli operatori, con diverse capacità di indirizzamento del potenziale di business 5G in campo industriale. In Italia si stimano infatti fino a 5 miliardi di dollari per gli operatori che si focalizzeranno sulla fornitura di connettività e infrastrutture di rete; fino a 8 miliardi aggiuntivi per quegli operatori che evolveranno la propria rete per trasformarla in una piattaforma abilitante su cui un vasto ecosistema di partner potrà fare leva per l’introduzione sul mercato di nuovi servizi e prodotti; fino a ulteriori 2 miliardi per gli operatori che si spingeranno al livello più alto della nuova catena del valore offrendo direttamente applicazioni e servizi alle industrie.

Per gli operatori sarà infine importante identificare il proprio posizionamento strategico e a quali settori industriali e applicazioni dare priorità per generare nuove fonti di ricavo. Secondo lo studio, nel 2030 questi sono i settori in Italia con maggiore potenziale di business abilitato dal 5G: la sanità (21%), il manifatturiero (19%), energia e utilities (12%) e automotive (12%). Per quanto riguarda invece le applicazioni di maggiore interesse, trasversali a più industrie, figurano: servizi video avanzati quali ad esempio esperienze immersive AR/VR di eventi sportivi e d’intrattenimento; servizi di automazione e controllo in tempo reale di processi industriali; veicoli connessi a supporto di una mobilità più intelligente, maggiore sicurezza stradale e un continuo scambio di informazioni con l’infrastruttura stradale, le autorità di regolazione dei trasporti e gli altri veicoli.